Skip to content

Sibari

Narrow screen resolution Wide screen resolution Increase font size Decrease font size Default font size    Default color brown color green color red color blue color
Advertisement
Vi Trovate: Home arrow Spirito e Fede arrow Obama, Speranza del mondo
Skip to content
Obama, Speranza del mondo PDF Stampa E-mail
Scritto da V. Bertolone   
domenica, 09 novembre 2008 07:56

obama
Obama
Tutti i giornali e migliaia di siti web del mondo hanno scritto dell'elezione del nuovo presidente degli Stati Uniti d'America, avremmo voluto farlo anche noi, ma cosa potevamo scrivere che non fosse stato già detto, ascoltato e digerito? Il nostro vescovo nel suo abituale editoriale per la Gazzetta del Sud, ha colto alcuni aspetti che ci sembrano molto interessanti e ve li proponiamo con l'augurio che questo presidente nero possa veramente trovare la via giusta per la pace.

«Possa il nuovo presidente degli Stati Uniti, con l’aiuto di Dio, costruire un mondo di pace, solidarietà e giustizia».Il primo pensiero che papa Benedetto XVI ha rivolto a Barack Obama ben sintetizza le aspettative universalmente riposte nella persona e nelle capacità del neopresidente statunitense. Se la sua elezione, come già ipotizzano gli storici, è stata un ciclone, esso ha allora il suo centro nell’umana speranza d’un mondo quanto meno differente da quello degli ultimi anni, alquanto incerti per l’America, apparsa come un colosso più volte sul punto di perdere l’equilibrio: lo scemare della propria influenza mondiale, il crollo dell’economia, il deflagrare di guerre invincibili, sono fattori che hanno contribuito al disvelarsi di chimere fatate, per lungo tempo viste come l’unica verità possibile, radicata nel consumismo e nel tecnicismo.

 

Quest’America, cui guarda ed in cui si riflette, quasi fosse uno specchio, anche il resto del globo, ha scelto di affidarsi ad Obama, esempio di homo faber fortunae suae che ha dimostrato di saper porre a servizio della propria crescita e di quella altrui le infinità potenzialità di cui il Signore lo ha dotato.

È stata conquistata dalla sua calma coerenza nel discutere di economia, ma pure, probabilmente, dal suo animo, nave in viaggio sulle rotte dell’uguaglianza e della solidarietà, direbbe lo scrittore Hermann Melville, «nei mari del confine orribile, eppure rassicurante», d’una coscienza nazionale legata a concezioni ancestrali, di diffidenza, quando non di aperta avversione, nei riguardi del prossimo, specie se considerato diverso per condizioni di razza e censo o, anche solo, per il colore della pelle.

A questa larga fetta di umanità ha parlato l’uomo ora diventato presidente, senza mai nascondere la propria fede. Ai giornalisti che gli chiedevano se credesse in Dio, Obama ha risposto citando i versi del poeta Jorge Luis Borges: «T’offro il nocciolo di me che ho potuto salvare: il centro del cuore che non consiste in parole, non si baratta coi sogni e che tempo, gioia, avversità lasciano intatto». Ed a quelli che lo guardavano incerti: «Quel nocciolo che resta intatto, che nulla ha a che fare con le cure della vita quotidiana, mi fa pensare a Dio».

Quindi, per fugare ogni residuo dubbio: «Se rimuoviamo dalla nostra lingua tutti i riferimenti e i contenuti religiosi, finiamo per perdere quel patrimonio di immagini e discorsi con cui milioni di americani continuano a pensare la sfera della loro moralità personale e quella della giustizia sociale». E ancora: «Abramo Lincoln, Dorothy Day, Martin Luther King e i grandi riformatori della storia americana, nella loro maggioranza, erano motivati dalla fede. Perciò, sostenere che uomini e donne non dovrebbero introdurre il loro personale credo della morale nel dibattito politico è assurdo».

Per i credenti, queste considerazioni suonano quale chiamata alle pacifiche armi dell’impegno civile per l’affermazione del bene comune. Barack Obama, al pari d’ogni persona investita di responsabilità di governo, sarà valutato per ciò che farà. Resta intatto l’auspicio che nell’esercizio delle sue funzioni istituzionali, egli, e come lui chiunque rivesta ruoli politici, possa servire efficacemente il diritto e la giustizia e trovare le vie adatte per la promozione della pace e della dignità delle persone, nel rispetto dei valori umani e spirituali essenziali. Spendendosi fin da subito, ad esempio, per l’Africa e, soprattutto, per il Congo, teatro di violenze che sembrano essere negazione dell’uomo oltre che di Dio. È la speranza in un mondo di pace, solidarietà e giustizia. È l’insegnamento di Cristo che cammina sulle gambe degli uomini.

+ Vincenzo Bertolone - Gazzetta del Sud

< Precedente   Prossimo >