Skip to content

Sibari

Narrow screen resolution Wide screen resolution Increase font size Decrease font size Default font size    Default color brown color green color red color blue color
Advertisement
Vi Trovate: Home arrow l'Opinione arrow Il governo svuota il "Fas", paga il Sud
Skip to content
Il governo svuota il "Fas", paga il Sud PDF Stampa E-mail
Scritto da Red   
sabato, 18 ottobre 2008 21:11
poveriIl continuo e improprio ricorso da parte del governo al Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) mette a serio rischio le politiche del Mezzogiorno. Sono già stati sottratti 11 mld di euro. Con questi provvedimenti è a rischio l'applicazione del Quadro strategico nazionale, e rischiano anche i Piani operativi regionali. Le Regioni, soprattutto quelle del Sud, sono già sul piede di guerra Il confronto tra governo e autonomie locali è stato messo in stand-by ieri per una pregiudiziale delle Regioni sulla misure riguardanti la scuola. Ma la strada del dialogo tra l'amministrazione centrale e gli enti locali resta in salita. E non solo perché, sempre ieri, le Regioni hanno espresso parere contrario alla Finanziaria. Si affaccia infatti un'ulteriore motivo di scontro, che potrebbe esplodere già la prossima settimana: si tratta, spiegano i tecnici, del "continuo e improprio ricorso da parte del governo al Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas), che mette a serio rischio le politiche del Mezzogiorno".
Le Regioni, soprattutto quelle del Sud (alle quali spetta l'85% del Fas) sono già sul piede di guerra: "I tagli al Fas sono stati operati senza alcun consulto con le Regioni- spiega Andrea Vitagliano, assessore al Bilancio del Molise - noi chiediamo, nel massimo rispetto delle esigenze del governo, che venga aperto un tavolo, perché con questi provvedimenti è a rischio l'applicazione del Quadro strategico nazionale, e rischiano anche i Piani operativi regionali (Por) 2007-2013.
Potrebbero non essere chiusi- aggiunge l'assessore- anche i Por 2000-2006". Per dirla in soldoni, si tratta ad esempio di progetti che riguardano strade, infrastrutture, rifiuti, scuole, asili nido, assistenza domiciliare agli anziani.
I 64 miliardi del Fas, infatti, sono destinati proprio a queste operazioni, con la finalità di innalzare il livello dei servizi nelle zone più svantaggiate. Ma l'ammontare della cifra iniziale continua ad assottigliarsi: finora il governo ha attinto a questo Fondo, infatti, per un totale di 11,335 miliardi.
Nel dettaglio, la sola manovra triennale approvata questa estate ha sottratto al Fondo 7,7 miliardi. A questi si sono aggiunti 450 milioni per la crisi dei rifiuti in Campania (Dl 93/2008), un miliardo per la parziale copertura del taglio Ici (Dl 93/2008), 240 milioni di euro per crisi rifiuti di altre città del Mezzogiorno, (Dl 97/2008).
Infine ci sono i quasi 2 miliardi di tagli al Fas contenuti nel Dl 154/2008: questo decreto detrae 780 milioni di euro per l'anno 2008 e 525 milioni per l'anno 2009 a copertura da un lato dei minori introiti dell'Ici per i Comuni, dall'altro dei maggiori oneri per il servizio sanitario nazionale (ticket). Sempre nel Dl 154 sono previsti tagli di 500 milioni per il 2008 in favore del Comune di Roma e 140 in favore del Comune di Catania, anche questi sottratti al Fas. A questo proposito non è un caso se proprio ieri Sergio D'Antoni, vicepresidente della commissione Finanze alla Camera e responsabile delle politiche per il meridione del Partito democratico, rispondeva alle critiche di del governatore lombardo, Formigoni, sui finanziamenti a Roma e Catania affermando che "a pagare sarà ancora una volta il Mezzogiorno.
Questo "gradito presente", riconosciuto a due giunte di destra, è coperto con i fondi Fas- prosegue D'Antoni- cioé con risorse destinate alle aree deboli del Paese".(Sommando gli ultimi interventi "a quello disposto dalla manovra d'estate - si legge in un documento dei tecnici delle Regioni - solo dall'avvio della nuova legislatura la dotazione del Fas per il periodo 2007-2013 è stata ridotta complessivamente di 11.335 milioni di euro".
Queste somme, per le Regioni, "sono di diversa finalizzazione rispetto al Fas", e sono anche destinate a ridursi ulteriormente tra tagli, rimodulazioni e slittamento delle risorse finanziarie in fase di approvazione. Ad esempio, dicono i tecnici delle Regioni, "per le risorse liberate, stimate in diversi miliardi di euro ma che in base ad una previsione dovrebbero ammontare a circa 3 miliardi di Euro, è prevista una procedura di "rastrellamento", che mette a serio rischio la chiusura della precedente fase di programmazione (Por 2000/2006) e la partenza della nuova (Por 2007-2013)".
E se comunque lo Stato centrale avrebbe a disposizione una "riserva di programmazione" che ammonta a circa 9 miliardi, l'entità dei tagli è tale che "il governo dovrà per forza attingere ai fondi delle Regioni", spiegano i tecnici. Questa eventualità "comporta enormi problemi per le capacità di sviluppo di molte aree e numerosi problemi di rispetto degli impegni giuridicamente assunti da parte di molte Regioni", che in tanti casi hanno già acceso mutui per la realizzazione di opere rientranti negli obiettivi Fas, che potrebbero presto trovarsi nell'impossibilità di pagare e che in alcuni casi stanno già "disponendo l'impugnativa delle disposizioni normative innanzi alla Corte Costituzionale".

Oltre alle questioni di merito, le Regioni criticano anche il metodo. E non solo per la mancanza di concertazione, che invece era stata assicurata dal governo. Con i tagli disposti al Fas "si finanziano spese di gestione correnti, spesso a copertura di 'buchi' di amministrazioni locali, e non le politiche 'addizionali' per lo sviluppo. Sono l'esatto opposto - fanno notare i tecnici - della finalità del Fas e dell'impostazione della programmazione unitaria. Si assiste - proseguono - ad un 'saccheggio' costante e senza indirizzo strategico del Fondo, per le esigenze più disparate ed occasionali, con rischio di incostituzionalità per violazione 'indiretta' dell'art. 119, V comma della Costituzione. Tale principio è alla base della legge istitutiva del Fondo, il quale prevede che le risorse aggiuntive siano destinate allo sviluppo per il riequilibrio territoriale. Diverse destinazioni risultano pertanto- concludono dalle Regioni- in contrasto con tale principio costituzionalmente riconosciuto".

Red – www.aprileonline.info
< Precedente   Prossimo >