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Opinione sui Sistemi Turistici Locali PDF Stampa E-mail
Scritto da Tonino Cavallaro   
lunedý, 06 ottobre 2008 00:36
Il neo-assessore regionale Gagliardi
Il neo-assess. reginale Gagliardi
Sabato 4 ottobre, a San Giovanni in Fiore, in occasione della “Fiera dei Cento Comuni” è stato organizzato un interessante incontro tra le più importanti personalità politiche del turismo calabrese e gli operatori del settore, ospiti d’eccezione i direttori generali degli assessorati al turismo della Lombardia, delle Marche e della Puglia. 
Per la nostra regione al tavolo della presidenza erano l’on. Gagliardi, assessore al turismo di fresca nomina, la dott.ssa Rosa Console assessore al  turismo della provincia di Cosenza, il presidente della Provincia on. Mario Oliverio e il padrone di casa, dott. Nicoletti Sindaco di San Giovanni in Fiore, coordinava gli interventi il prof. Tullio Romita docente di Sociologia del Turismo presso la facoltà di Scienze turistiche dell’università di Cosenza.

L’incontro/Convegno è stato organizzato per spiegare l’attuazione dei Sistemi Turistici Locali secondo la legge ad hoc del 2001 e precedenti. La regione Marche è stata la prima in Italia a realizzare i S.T.L. e il dott. Ruggini, direttore generale dell’assessorato regionale al turismo di quella regione, ha brillantemente relazionato sui pregi della legge ma anche sulle difficoltà incontrate nella sua attuazione.  La Calabria ha da poco finalmente varato una propria legislazione per il Turismo e si appresta anch’essa ad attuare i Sistemi Turistici Locali.  Si tratterà di individuare delle zone con determinate caratteristiche di omogeneità e far sistema con Enti pubblici, soggetti privati ed aziende presenti sul territorio.

presidenza
Da sin: on. Gagliardi, dott.ssa Console, dott. Nicoletti, prof. Romita
 

Lo scopo sarebbe quello di lavorare sinergicamente per lo sviluppo turistico partendo dalle peculiarità storiche, culturali, naturali, paesaggistiche, ed eno-gastronomiche  che insieme alle strutture ricettive e dei servizi turistici (trasporti, guide, agenzie ecc) possano offrire un prodotto turistico omogeneo ed appetibile. Il tutto potrebbe sembrare interessante a prima vista, senonchè si corre il rischio di fare un minestrone immangiabile, se si metterà dentro di tutto e di più.

Non dobbiamo dimenticare che la maggior parte di presenze turistiche nel territorio calabrese, è concentrata sulle località balneari, dove la ricettività è per lo più costituita da Villaggi-hotels, quasi tutti di proprietà e/o gestione di imprese del centro-Nord, il cui unico interesse è, nella maggior parte dei casi, riempire le loro camere infischiandosene del territorio. La politica locale non ha mai operato controlli adeguati sulle modalità di gestione e di promozione delle vendite, tanto che nei vari cataloghi dei più importanti tour-operators nazionali, pochissimo spazio viene dedicato alle attrattive territoriali di tipo diverso dalla pura e semplice balneazione.

Agli incolpevoli soggiornanti che vorrebbero effettuare delle visite viene spesso risposto dal personale addetto al contatto con la clientela (animatori, accompagnatori, banconisti): “qui non c’è nulla da vedere” . Questo personale viene reperito per lo più al Nord tra giovani che poco sanno della nostra terra e che non sono assolutamente stimolati a far uscire dai villaggi i loro clienti. Abbiamo spessissimo sentito le lagnanze di coloro che poi riescono in un modo o in un altro ad uscire da questa specie di recinti di lusso: “come mai nel villaggio non si fa promozione del territorio, nessuno ci ha detto che c’era questo panorama o questo monumento o questo museo”.Abbiamo sentito spesso anche affermazioni del tipo: “ci hanno detto di non uscire perché è pericoloso, per fortuna abbiamo avuto il coraggio di farlo, ora sappiamo che voi calabresi siete simpatici e gentili”.

Sarebbe auspicabile trasformare i vacanzieri in turisti e fare del mare il volano per lo sviluppo delle località dell’interno, ma per ottenere ciò è estremamente pericoloso voler inserire nel “calderone” ogni più piccola località dalle attrattive inesistenti o di poca rilevanza o tentare di far passare per cose interessanti la festa strapaesana o la sagra delle caldarroste, i viaggiatori di oggi sono smaliziati e sicuramente il passaparola sarebbe poco lusinghiero.

Altro pericolo potrebbe derivare, dalla creazione dei soliti carrozzoni per la gestione dei  S.T.L., uffici, impiegati (come al solito amici del compare), attrezzature ecc. ecc., che finirebbero per assorbire quasi interamente i fondi destinati al progetto.

Quindi  pensiamo che i  S.T.L. non siano in assoluto il toccasana dello sviluppo territoriale, ammenochè si cerchi, ognuno per la parte che gli compete, di lavorare con maggiore responsabilità e oculatezza negli investimenti da finalizzare in azioni redditizie e non per fare delle promozioni altamente deleterie come gli spots del fotografo Oliviero Toscani, costati fior di milioni di Euro, nelle quali i nostri ragazzi si presentavano con lo slogan:” Criminali? Certo siamo calabresi”, edificante e bello,  non c’è che dire!!!

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