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Perché dovremmo votare? PDF Stampa E-mail
Scritto da A. Cavallaro   
sabato, 12 aprile 2008 06:13
urna elettorale
No grazie, questa volta NO!
La campagna elettorale volge al termine stancamente e, a parte le punzecchiate che si sono date in TV i  leaders dei vari partiti e i loro scagnozzi, calma piatta su tutto il resto. Per <<il resto>>  intendo la politica locale, i candidati non hanno interesse a mettersi troppo in mostra a meno che non si sia fra i primi dell’elenco; non si  sa mai, domani si potrebbe anche cambiare bandiera,  essere particolarmente aggressivi oggi, potrebbe causare difficoltà a voltare gabbana domani. Questo pistolotto iniziale mi serve per introdurre la risposta che sto tentando di dare da diversi giorni alla domanda del titolo: perchè dovrei andare a votare e, soprattutto, per chi?

Se guardiamo in modo approfondito il panorama dei vari partiti ci rendiamo conto che all’interno di essi i posti chiave sono in mano tutti o quasi a gente del Centro-Nord, i nostri rappresentanti (quelli del sud) in seno alle camere contano quanto il due di briscola, devono alzare la manina a comando e se vogliono tentare di portare il loro contributo devono prima chiedere il permesso ai capi.  Recentemente ho incontrato un conoscente, ex-deputato della nostra zona, che è stato sugli scanni di Montecitorio per ben cinque anni (governo Berlusconi) e gli ho chiesto se poteva dirmi per sommi capi quale era stato il suo contributo alla conduzione del paese in 5 anni di via-vai da e per Roma a spese dei contribuenti per un totale di circa un milione e trecentomila Euro. Mi ha guardato come se avessi detto una castroneria, dandomi una risposta molto evasiva.

Praticamente il suo contributo unico è stato quello di essere presente in aula e di tenere alzata o abbassata la solita manina secondo la volontà del suo capo. I meridionali e i calabresi in particolare, contano “zero”, perché allora dovrei scomodarmi?

Per la mia, ormai inutile, vecchia fede politica, tradita da tutti?  

Perché forse potrei avere bisogno del solito favore da miserabile,  dall’amico dell’amico? 

Perché quello mi è più simpatico di un altro? Non ho neanche questo piacere.

Tutto è stato già deciso, non ho possibilità alcuna di una parvenza di scelta a parte quella del partito. La legge elettorale è stata varata dal governo Berlusconi e ricordo che la sinistra, nella precedente campagna elettorale si era impegnata a cambiarla se avesse vinto. La sinistra ha poi vinto ma la legge è ancora vigente e noi ci accingiamo a votare ancora una volta con le stesse regole che niente hanno a che fare con la cosiddetta “democrazia”.   

Votare è un diritto/dovere ci hanno insegnato, allora andiamo, però non me la sento di dare il mio consenso a uno di questi cialtroni raccomandati. Cosa fare? Mettere le schede in bianco nell’urna? Si! Potrei farlo, ma, attenzione, nel computo dei voti le schede nulle saranno conteggiate in favore di chi vince, quindi mi conviene forse non andarci per niente, in questo caso però non avrei la possibilità di dissentire da questa specie di circo equestre.

La risposta l’ho trovata nel blog dell’amico Alessandro Morelli che  ha dato la soluzione al mio rovello, ve la propongo pari, pari:

Non ti senti rappresentato da nessun partito o nessun uomo politico e non vuoi dare il voto a nessuno?Ebbene, c'è un metodo legale per esprimere il proprio personale dissenso ai candidati delle elezioni ed assolvere al proprio dovere di cittadino senza regalare voti incosapevolmente!Se votate scheda bianca o nulla perchè non vi sentite rappresentati da nessun partito, in realtà, favorirete il partito con più voti.

Infatti (vedere il REGOLAMENTO PER IL CALCOLO DEL PREMIO DI MAGGIORANZA) anche i voti bianchi o nulli entrano nel calcolo del premio di maggioranza, favorendo chi ha preso più voti.Esiste invece un'arma legale contro questa legge indecente e antidemocratica!Di seguito i riferimenti legali.Tutto si basa su un uso "puntiglioso" della legge che è il seguente: 

1. Andare a votare, presentarsi con i documenti più tessera elettorale e farsi vidimare la  scheda; 

2. Esercitare il diritto di rifiutare la scheda (dopo vidimata), dicendo: " Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato";

3. Pretendere che venga verbalizzato il rifiuto della scheda;

4. Esercitare il proprio diritto e mettere a verbale un commento che giustifichi il rifiuto ( ad esempio "Nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta", oppure, in caso di elezioni comunali "il sindaco di questo comune non è il mio sindaco") ;  

Così facendo non voterete, ed eviterete che il voto nullo o bianco sia conteggiato come premio per il partito con più voti.Nel caso in cui gli scrutatori vi facessero problemi di inattuabilità della procedura appellatevi al seguente testo di legge:Testo unico delle leggi Elettorali, D.P.R. 30 Marzo 1957, n. 361 - Art.104 - Par. 5.Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a euro 2.065.

Cosa ne pensate? Credo che questa sia la soluzione giusta. Si, lo so, bisogna perdere un po’ di tempo, magari polemizzare col presidente di seggio che sicuramente non vuole rogne e  non potremo più dire all’amico che ci ha chiesto il voto che l’abbiamo accontentato, poi si saprà in paese, magari ci guarderanno con ironia e penseranno:”ecco il solito rompicoglioni, bastiancontrario, ma chi crede di essere?” ecc. ecc. Insomma ci vuole un minimo di coraggio, ma secondo me, vale la pena farlo, se non altro per avere la coscienza a posto e poter dire: “non sono stato un collaborazionista”. Questo è l’unico modo per poter manifestare il proprio dissenso da questa sceneggiata insipida che fa ridere tutte le altre nazioni europee.

Forse quando ci sarà una forte formazione politica che rappresenterà i veri problemi del mezzogiorno, potremo votare con maggiore tranquillità, abbiamo spesso dissentito dagli atteggiamenti di Bossi e dei suoi seguaci, ma dobbiamo ammettere, che loro sono stati capaci, a torto o a ragione, di creare un partito nordista forte che porta sul tappeto in modo energico le loro istanze, noi, invece, dobbiamo sperare nel dubbio buonsenso di un romano, di un lombardo, di un piemontese, di un ligure per tentare di risolvere i nostri problemi; non vi sembra che anche in politica siamo in tutto e per tutto <<dipendenti>>?  Diamoci una mossa, una volta tanto facciamo un atto di coraggio, usciamo  dal tunnel del fatalismo tipico di noi meridionali, male atavico e colpevole. Buon voto a tutti.

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