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Aggrappato ad un legno (poesia) PDF Stampa E-mail
Scritto da M.Miani   
mercoledý, 14 dicembre 2016 17:44
Image   Ero partito non mi viene più in mente
Il nome del natio paese mio,
Da dove ero fuggitivo,
Con il lungo mio viaggio
Che mi porto sul mare.

Ebbi fame per strada,
Sete sulle piste del deserto,
Dolori per le percosse subite
Dai trafficanti di persone
Che fuggivano dalle loro patrie.

Sono stato in dormiveglia nottate intere
Per paura dei ladri,
Paura di non essere pronto
A partire su un barcone
Che non avrebbe retto il mare,
Per paura del prossimo futuro
Viaggio in mezzo alle acque oscure
Sotto un cielo non stellato, senza luna.

Ora sono in mare, nelle acque fredde
Aggrappato ad un legno che non ha anima
Sento d’intorno grida di poveri compagni
Non erano pronti come me
A morire in questo immenso lago.
Come me scivolati lentamente in mare.

Ho il fiato grosso, il respiro affannoso,
Non vedo più la moglie che m’era vicina,
Ho perso dalle braccia i miei due figli,
Mi sono stati strappati dalle onde
Portati a morire lontani dai miei occhi
Che non hanno lagrime per il pianto della morte.

Tu immenso Dio che stai nei cieli guarda il mio corpo,
Rubagli l’anima perché non soffra ancora
Solo nel buio di questa notte nera.

Ti prego, anche la mia mente si rifiuta
Di vivere ancora con il cuore vuoto d’amore
Da poter offrire a chi mi amava.

Non voglio più il futuro per vivere
La solitudine dalla mia famiglia
Dai figli mia stirpe e consolazione
Durante le gravi tribolazioni
Nei giorni in cui ramingo
mi facesti errante verso lidi
a me da sempre ignoti e lontani.

Sciogli le mie braccia da questo legno
Umido, freddo, senza vita
Lascia che il corpo erri ancora con le onde.
Che io anneghi e muoia in questa immensa bara
Ove la carne della mia donna amata,
Quella della mia discendenza
Ha trovata pace dalla lunga marcia,
Quella della fuga dai mali
che la mia terra che amavo
mi donava ogni giorno
La fame di cibo, di libertà, di giustizia
Che non mi saziavano il corpo
L’anima, la mente che farneticava
Pazza ogni giorno, ogni ora
Per una speranza Morgana
Sparita in quell’orizzonte sconfinato
Di questo mare turbolento senza cuore
Affamato di persone vive prive di sogni.

Michele Miani

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