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Vangelo della 1.a Domenica d'Avvento PDF Stampa E-mail
Scritto da don M.Munno   
giovedý, 24 novembre 2016 11:20
ImageDal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 24,37-44. - In quel tempo, Gesù disse ai suoi dscepoli: « Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell'arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell'uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l'altro lasciato.

Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l'altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi state pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà. »

 

ImageViale magna grecia, 1 – 87011 Cassano all’Ionio (CS) – Tel. 098174014

 

 “in-formati”

Foglio settimanale parrocchiale

di formazione e informazione

 

27 NOVEMBRE – 4 DICEMBRE 2016

 

camminando insieme

 

Continuo a proporre, in questa rubrica, il “Progetto Pastorale” che il nostro vescovo Francesco ha consegnato alle Comunità cristiane della Diocesi di Cassano all’Jonio per i prossimi quattro anni.

LA GIOIA DEL VANGELO (2)

 

Perché un Progetto Pastorale. Le ragioni di un progetto pastorale diocesano rispondono non certo ad efficienze umane, a modelli sociologici o a riferimenti di tecniche metodologiche quanto piuttosto alla necessità di lavorare tutti insieme su un progetto organico: è necessario riesaminare in termini unitari la nostra azione pastorale. È il primo passo verso una pastorale di conversione. Come Chiesa siamo chiamati a far fronte in modo creativo a situazioni nuove determinate da continue trasformazioni socioculturali che spiazzano antiche esperienze. Pur riconoscendo che la sensibilità degli operatori pastorali della Chiesa cassanese appronta strategie d’intervento volte a rispondere ad esigenze diverse che si riscontrano qua e là, avvertiamo la necessità di una strategia pastorale “globale”. Inoltre è davvero urgente accordarsi per progettare una pastorale in termini di missionarietà, “in uscita” dalle singole comunità. Già nel lontano 1973, il Direttorio per il ministero pastorale dei Vescovi dichiarava indispensabile che il Vescovo formulasse “un piano o programma generale dell’apostolato di tutta la diocesi” finalizzato ad “una sempre più proficua cura delle anime” (n. 148). Siamo certi che così potremo provare a dare risposte nuove a problemi nuovi (con la conoscenza dell’ambiente, l’approccio a nuove culture), risposte antiche a problemi nuovi (con il richiamo alla Parola), risposte nuove a problemi antichi (con l’adattamento del linguaggio, la ritrascrizione in chiave moderna di certi “segni”).

Uno sguardo glocale: il mondo e la Calabria. Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium (n. 234) ci sprona a “prestare attenzione alla dimensione globale per non cadere in una meschinità quotidiana”. D’altra parte, occorre “affondare le radici nella terra fertile e nella storia del proprio luogo, che è un dono di Dio” (EG, 235). Consegniamo alcuni spunti che ci aiutino a cogliere l’esistente, a capirne le dinamiche e ad interpretarlo, convinti profondamente che “la Chiesa si affida allo Spirito Santo per riconoscere gli strumenti, i tempi e gli spazi di quell’annuncio che è chiamata a vivere... il processo di evangelizzazione si trasforma in un processo momento di ascolto, comprensione e interpretazione” . Lo scenario culturale più ampio è di “secolarizzazione” in cui si è smarrita “la capacità di ascoltare e di comprendere la parola evangelica come un messaggio vivo e vivificante”. Il trascendente è avvertito come postulato teorico o filosofico svincolato quasi del tutto dalla propria esistenza. La secolarizzazione è talmente pervasiva che è entrata nella coscienza dei cristiani e nelle comunità ecclesiali nelle quali si registra un grande divario tra fede e vita. “Nel modo di vivere prima ancora che sul piano teorico, si diffonde la convinzione che non si possa neppure dire cosa significhi essere equivalenze” .
Tra le tante conseguenze annotiamo: il nuovo “materialismo” interiore, la mentalità edonistica e consumistica predominante, i processi migratori che cambiano sia la geografia etnica che quella religiosa, il clima di estrema fluidità che ha snaturato e distrutto ogni riferimento a valori oggettivi, la globalizzazione economica e finanziaria senza etica, la crisi della politica allontanata da ogni sana antropologia, l’assolutizzazione della tecnica e della scienza che frantuma l’identità dell’uomo. (…).  Dentro questo contesto “globale” siamo chiamati a mettere in atto quanto il Signore Gesù ci ha consegnato: “Andate tutti e battezzate tutte le nazioni... insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28,19-20).

 

Custodiamoci nella preghiera reciproca! Buona domenica e buon cammino d’Avvento a tutti!

                                               don Michele

 

 

Riflettiamo “insieme” sulla Parola di Dio della Domenica

27 Novembre 2016

I Domenica di Avvento – A

(Is 2,1-5; Sal 121; Rm 13,11-14a; Mt 24,37-44)

 

Iniziamo con questa domenica un nuovo anno liturgico, un’ulteriore opportunità che la Chiesa ci offre per crescere nella conoscenza del Mistero di Cristo o, ancor meglio, per permettere a Cristo di “crescere” in noi, di prendere forma nella vita di ciascuno di noi.

Ogni anno liturgico inizia con il tempo di Avvento, un tempo di grazia che la pedagogia della Chiesa mette a nostra disposizione non solo e non tanto per prepararci a ricordare la nascita di Gesù a Betlemme, il suo “primo avvento” nella storia avvenuto nel nascondimento e nell’umiltà, ma per predisporci a vivere tutta la nostra vita come un grande tempo d’Avvento, poiché il Signore sempre viene nella vita di ciascuno di noi – e dobbiamo imparare a riconoscerlo! – nell’attesa del suo Avvento, della sua venuta definitiva, quando tornerà come Giudice di Misericordia e il Padre ricapitolerà in Lui ogni cosa.

Le letture che la liturgia ci dona in questa I domenica d’Avvento vanno proprio in questa direzione, dalla visione “profetica” della fine dei giorni, di cui parla Isaia, all’invito a “svegliarsi dal sonno” che ci rivolge l’Apostolo Paolo con le parole della Lettera ai Romani, all’imperativo “vegliate” che Gesù stesso ci consegna attraverso l’Evangelo secondo Matteo.

Credo che sia importante chiederci qual è il “sonno” da cui è necessario svegliarsi di cui parla l’Apostolo nella seconda lettura e che potremmo collegare ai “tempi di Noè” a cui lo stesso Gesù fa riferimento nella pagina evangelica, affermando “mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito”. In tutto ciò, infatti, non sembra esserci proprio nulla di male poiché mangiare, bere ed esprimere la propria affettività corrispondono ad alcuni bisogni primari per l’uomo e la donna.

Ma la vita dell’uomo e della donna può essere ridotta solo al soddisfacimento dei propri bisogni/istinti primari? Ridurre la vita solo al soddisfacimento di ciò non corrisponde forse a vivere in una sorta di “sonno”?

Per di più nel “sonno” si scatena tutto l’inconscio delle persone, nel “sonno” si perde ogni freno inibitore, proprio così come era ai tempi di Noè, quando, secondo il racconto che troviamo nel Libro della Genesi, l’umanità si era tutta corrotta, si era abissalmente allontanata dal “sogno di Dio”, un “sogno” che restava acceso nel cuore di Noè, il quale agli occhi dei suoi contemporanei appariva come un “folle” (come “folli”, “pazzi” dovrebbero, devono apparire, dobbiamo, dovremmo apparire noi cristiani agli occhi di chi vive nel “sonno”, riducendo la propria vita a mangiare, bere, divertirsi!).

Il tempo d’Avvento dev’essere per noi e, attraverso noi per gli altri (poiché tutte le genti, come ci ricorda il profeta Isaia nella prima lettura, sono chiamate a fare esperienza di salvezza), come il suono di una sveglia, che forse inizialmente disturba, infastidisce, si cerca di mettere a tacere, di spegnere, ma che se ci fa aprire gli occhi, se ci “sveglia” ci mette nella condizione di renderci conto che “con la luce del giorno” si cammina meglio, ci si orienta meglio, si distinguono meglio le cose, i volti.

Alla luce del giorno, quando tutti ci possono vedere, siamo anche meno tentati a comportarci male, a peccare, poiché generalmente c’è la tendenza a nascondere il proprio peccato, a comportarsi male quando nessuno può vederci, quando è notte, quando c’è buio!

È necessario svegliarsi, svegliare e vegliare perché il Signore, venendo, ci trovi pronti a riconoscerlo, ad aprirgli le porte, a far festa con lui.

Se saremo stati svegli e avremo vegliato il suo arrivo sarà come quello dello “Sposo”, di chi porta a pienezza la nostra vita, di chi ci ama da morire e ci ricolma di ogni bene!

Se avremo, invece, continuato a dormire il suo arrivo sarà come quello di un ladro di notte, che ci scassinerà la casa, portandoci via tutto!

Ma di come sarà il suo ultimo Avvento dipende esclusivamente da noi, perciò, svegliamoci dal sonno e vegliamo, attendiamolo e impariamo a riconoscerlo proprio “qui ed ora” nella Parola, nell’Eucaristia, nei Sacramenti, nei fratelli, nei poveri, negli ultimi! Amen, Maranatha!

 

 

AVVISI

 

- Martedì 29 novembre ha inizio la NOVENA DELL’IMMACOLATA. Da Martedì 29 novembre, perciò, fino al 7 dicembre, ad eccezione della Messa domenicale delle ore 11:00, la S. Messa e la Novena saranno celebrate nella chiesa “San Giuseppe”.

 

- Giovedì 1° dicembre la S. Messa e la Novena saranno anticipate alle ore 17:00.

- ALLE ORE 18:30, PRESSO LA BASILICA CATTEDRALE, SI TERRÀ L’INCONTRO DIOCESANO SULL’ESORTAZIONE APOSTOLICA “EVANGELII GAUDIUM”.

 


 

DOMENICA 27 NOVEMBRE viola

 

Ë I DOMENICA DI AVVENTO (Anno A)

Liturgia delle ore prima settimana

Is 2,1-5; Sal 121; Rm 13,11-14a; Mt 24,37-44

Andiamo con gioia incontro al Signore

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Giuseppe, Anna, Antonio

 

Ore 11,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Pro populo

 

Ore 17,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Diana, Salvatore, Antonio

LUNEDI’ 28 NOVEMBRE viola

 

Liturgia delle ore prima settimana

Is 2,1-5 (opp. 4,2-6); Sal 121; Mt 8,5-11

Andiamo con gioia incontro al Signore

 

 

 

Ore 17,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Gennarino, Maria

 

 

MARTEDI’ 29 NOVEMBRE viola

 

Liturgia delle ore prima settimana

Is 11,1-10; Sal 71; Lc 10,21-24

Nei suoi giorni fioriranno giustizia e pace

 

 

Ore 17,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

e NOVENA DELL’IMMACOLATA

Def. Fortuna, Salvatore, Maria, Giuseppe

 

MERCOLEDI’ 30 NOVEMBRE rosso

 

S. ANDREA - Festa

Liturgia delle ore propria

Rm 10,9-18; Sal 18; Mt 4,18-22

Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio

 

 

Ore 17,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

e NOVENA DELL’IMMACOLATA

Def. Giuseppe, AnnaMaria, Nicola

 

GIOVEDI’ 1 DICEMBRE viola

 

Liturgia delle ore prima settimana

Is 26,1-6; Sal 117; Mt 7,21.24-27

Benedetto colui che viene nel nome del Signore

 

Ore 15,30 in poi – “S. Giuseppe”: CATECHISMO

 

Ore 17,00 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

e NOVENA DELL’IMMACOLATA

Def. Camillo, Vincenzo

ORE 18,30 – BASILICA CATTEDRALE:

INCONTRO su “Evangelii gaudium”

 

VENERDI’ 2 DICEMBRE viola

 

Liturgia delle ore prima settimana

Is 29,17-24; Sal 26; Mt 9,27-31

Il Signore è mia luce e mia salvezza

 

Ore 15,00 – Chiesa “S. Giuseppe”:

PREGHIERA NELL’ORA DELLA MISERICORDIA – POMERIGGIO DI SPIRITUALITÀ

Ore 15,30 in poi – “S. Giuseppe”: CATECHISMO

 

Ore 17,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

e NOVENA DELL’IMMACOLATA

Def. Rosa, Nicola, Saverio

 

SABATO 3 DICEMBRE bianco

 

Liturgia delle ore prima settimana

S. Francesco Saverio - memoria

Is 30,19-21.23-26; Sal 146; Mt 9,35-10,1.6-8

Beati coloro che aspettano il Signore

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA e NOVENA DELL’IMMACOLATA

Def. Leonardo, Angela

 

Ore 15,30 in poi – “S. Giuseppe”: CATECHISMO

Ore 17,30 in poi – “S. Giuseppe”:

GIOVANISSIMI E GIOVANI

 

 

DOMENICA 4 DICEMBRE viola

 

Ë II DOMENICA DI AVVENTO

Liturgia delle ore seconda settimana

Is 11,1-10; Sal 71; Rm 15,4-9; Mt 3,1-12

Vieni, Signore, re di giustizia e di pace

 

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Lorenzo, Floretta, Vincenzo

 

Ore 11,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Pro populo

 

Ore 17,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

e NOVENA DELL’IMMACOLATA

Def. Anna, Teresa, Giuseppe

 

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