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I commenti sarcastici dell'architetto PDF Stampa E-mail
Scritto da M.Silenzi Viselli   
lunedý, 13 giugno 2016 08:06
ImageCarissimi frequentatori del nostro portale, come avete notato, ospitiamo spesso le argute considerazioni dell'amico architetto Maurizio Silenzi Viselli sulla "politicaccia" italiana e dal numero delle visite sulle sue noterelle si arguisce che non sono sgradite. Vi ringraziamo per l'attenzione e ringraziamo contestualmente anche l'architetto per i suoi scritti che ci invia quasi con quotidiana regolarità. Ogni tanto capita alla nostra redazione di "saltarne" qualcuna, così questa volta ve ne presentiamo due insieme. Buona lettura e buona risatina a denti stretti.

 

 

IL CARO LEADER: INDIGNATO E ABBANDONATO

Ecco la cronaca della conferenza stampa sull'esito delle elezioni del nostro caro Leader.

«Voglio dire subito che non sono soddisfatto di come sono andate le elezioni. Esse sono state, con me, peggio che matrigne, direi suocerigne.

Ma come?! Questo è il ringraziamento dopo avere stanziato 500 milioni per le periferie degli 8.000 comuni italiani? Prendiamo un singolo comune a caso, con i 60.000 euro a disposizione con questa generosa elemosina potrà finalmente disporre delle risorse necessarie, che so, a dare una pulitina costante all'aiuola dei caduti della prima guerra mondiale. Città come Roma, Torino, Bologna, aspettavano da anni questa possibilità.

Questa è la gratitudine dopo gli sforzi fatti per mantenere l'Italia nei prestigiosi primi posti al mondo per debito pubblico e corruzione?

E che dire delle tasse? Chi altri prima era riuscito a spennare i cittadini ben bene aumentandole, ma facendo loro credere, per premurosa delicatezza, di averle ridotte?

Chi ha avuto la lurida fermezza di far restituire gli 80 euro a quelli troppo poveri per meritare d'intascarli?

Chi è stato tanto perversamente demenziale da ficcare i 100 euro del canone Rai nella bolletta della luce?

Chi, se non il sottoscritto, ha avuto lo sfrontato coraggio di presentarsi con una incredibile e boriosa faccia da schiaffi a tutte le riunioni del contesto internazionale?

Chi sarebbe riuscito a scucire all'Europa la possibilità di aumentare il debito pubblico, cambiandogli nome in "flessibilità", per continuare a foraggiare quella macchina infernale delle cooperative di accoglienza migranti impegnate strenuamente ad ingrassare se stesse?

Chi altri sarebbe riuscito a tenere in alto il prestigio delle zombie banks e dei loro farabutti amministratori, gettando sul lastrico, e trasformando in zombi, anche i loro truffati sottoscrittori di obbligazioni?  

Chi altri è mai riuscito ad aggregare una così nutrita serie di facce di bronzo disposte a presentarsi in tv, con opportuna arroganza e supponenza, per sostenere la grandezza del disastro in corso?

Non voglio vantare la riforma costituzionale perché il merito della schifezzuola va ripartito con quegli indagati in attesa di giudizio, se non già condannati, che hanno contribuito alla sua stesura.

Ora io, come il solito marito cornuto che per ultimo apprende la cosa, vedo solo ora, inesorabile, la mia ingiusta caduta nella polvere. La leggo nella mutata tracotanza dei miei protetti in patetica fuga o in meschini tradimenti.

Andrò in esilio a Sant'Elena (Boschi) dalla quale ancora vengo preso sul serio.».

Il festoso scoppiettare dei tappi di champagne in sala ha chiuso la riunione.

Maurizio Silenzi Viselli









FINALMENTE ANCHE A ROMA ED IN CALABRIA I PIANI DECENNALI


ImageEra ora! Come virtuosamente faceva il PCUS (Patito Comunista dell'Unione Sovietica), anche il nostro caro Leader ha adottato i "piani decennali".

Per Roma ad esempio, in tandem con il suo candidato Giachetti, ha previsto la soluzione dei problemi della Capitale prevedendo in essa lo svolgimento delle olimpiadi nel 2024.

Del resto, solo per avanzare la larvata ipotesi di presentare la candidatura si sono già spesi 11 milioni di euro. Come si siano spesi non si sa, ma lo sperpero serve a dare un'idea della cifra mostruosa che verrà accollata ai contribuenti per la sua effettiva realizzazione. Per le ultime olimpiadi a Londra il consuntivo, a fronte di un preventivo di 2 miliardi, è ammontato a 12 miliardi di sterline; ma in Italia sappiamo fare di meglio, basti dire che 12 miliardi di debito Roma li ha cumulati anche senza fare niente.

"Ma l'operazione servirà al recupero dello stadio Olimpico e della Fiera di Roma; strutture che risultano oggi abbandonate", fanno notare con un certo sussiego i sostenitori di Giachetti. Qualche criticone ha fatto scioccamente rilevare che per la loro realizzazione si erano delineati gli stessi vantaggi delle nuove opere proposte: saranno anche queste poi abbandonate? "Ma si tratta di un continuo, e virtuoso, riciclo continuo dei rifiuti urbanistici", ha risposto con supponenza Giachetti.

La macchina operativa per organizzare l'evento è di alto profilo: tutti i maggiori palazzinari romani sono interessati (personalmente) al suo svolgimento. "Squadra che vince non si cambia" recita un famoso detto popolare, e quindi, sarà proprio lo stesso "genio demolitori" che ha già dato ampia prova delle sue capacità nel distruggere Roma, che proseguirà nel prossimo futuro a finire il lavoro.

Ed anzi, parlando di fine lavori, la priorità sarà proprio quella di concludere i lavori iniziati per la precedente olimpiade del 1960. Questa parte di impegno verrà inserita in un apposito piano centennale.

La stessa strategia decennale verrà adottata anche per risolvere i problemi di altre realtà territoriali. Ad esempio quelli della Calabria. Invece di non fare assolutamente niente semplicemente per un paio di anni, come egregiamente sta già facendo Oliverio, si protrarrà per almeno dieci anni lo stesso programma.

La stabilità di non governo decennale verrà evidenziata, anche visivamente, in tutta la nazione, con la sostituzione di tutti gli addetti all'amministrazione statale e regionale con dei manichini perfettamente somiglianti agli originali. Chi con la penna in mano a non evadere una pratica, chi intento a tenersi informato nell'atto di leggere il giornale, chi, anche a livello operativo, impagliato ai bordi di un incrocio, con la regolamentare divisa da vigile, con gli occhi fissi verso un lontano ed irraggiungibile orizzonte.

Speciali manichini politici verranno incarcerati con facsimili di banconote impigliate nelle mutande.

Poi, sempre a livello nazionale, verranno impagliate anche le elezioni: i risultati saranno decisi dal caro Leader, ed applicati per i dieci anni successivi. I manichini degli eletti saranno piazzati sugli scranni di Montecitorio, risolvendo in questo modo anche il problema della loro scarsa presenza in aula. Il pulsante del sì, alle votazioni parlamentari sui decreti governativi, sarà efficacemente bloccato con del nastro adesivo.

Appare evidente che così facendo saranno impagliati anche i problemi, che cesseranno ovviamente di essere impellenti o, tantomeno, gravi.

Visto quante cose si risolvono con il sistema delle Olimpiadi? Lo stesso Pierre de Coubertin, quando le introdusse, nemmeno se lo sognava.

Maurizio Silenzi Viselli


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