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L'occhio vigile di Oliverio scopre il fattaccio PDF Stampa E-mail
Scritto da M.Silenzi Viselli   
domenica, 24 aprile 2016 17:07
ImageNulla sfugge all'attenzione di Oliverio. Dopo un anno dalla sontuosa firma di accordo con l'americano Tony (Lcv capital management), e proprio quando la promessa fabbrica stava, in perfetta linea con il cronoprogramma, per iniziare a sfornare le scintillanti auto calabresi di plastica brevettata, l'instancabile presidente, recatosi di persona, opportunamente protetto da un tubo di cellophane, ad inaugurare il complesso industriale a Gioia Tauro, gustando, giustamente, la sua sicura acclamazione dai 1.000 dipendenti assunti, si è subito, astutamente, reso conto che la fabbrica era sparita: inghiottita nel nulla! "Incredibile!", ha esclamato il presidente. La fabbrica, seguita passo passo, da lui stesso e dalla Giunta di Alto Spessore fin dalla posa della prima pietra, e poi via via negli esaltanti stati di avanzamento, tutti puntigliosamente verbalizzati, era scomparsa. Ed anche dei 1.000 lavoratori felicemente assunti non c'era più traccia! Tutto e tutti erano tornati nello stato iniziale di un anno prima: deserto!

La prima ipotesi avanzata è stata quella che tutto il corteo presidenziale, composto dalla Giunta di Alto Spessore e da tutti componenti dell'appena creato CIC  (Comitato per la Comunicazione e l'Informazione), che si era riusciti a stipare in dodici pullman panoramici, avesse attraversato una porta del tempo, facendolo precipitare nel passato più remoto.

Scartata subito questa fantasiosa ipotesi, visto che lì nei pressi erano chiaramente visibili i soliti sfaccendati che leggevano nel quotidiano del giorno le esaltanti gesta della 'Ndrangheta, si è ipotizzato un furto messo a segno da una banda di professionisti (largamente presenti in regione).

Su questa soluzione al mistero, avanzata acutamente dal Presidente stesso, ed ampiamente condivisa dal corteo con un oooh di stupore, si è subito proceduto ad allertare le forze dell'ordine che, prontamente accorse sul luogo del misfatto, hanno raccolto e verbalizzato la denuncia presentata con parole auliche dal presidente stesso, con una dotta allocuzione di un'ora e mezza (allocuzione: così chiamato il discorso dell'Imperatore ai Pretoriani dopo importanti battaglie; o quello del Papa al Sacro Collegio. N.d.R.).

Le indagini sono in corso e, pare, siano già stati fermati alcuni sospetti.

Confidiamo che, grazie alla solerte azione di vigilanza e denuncia del Presidente, presto il maltolto venga restituito, ed il nastro d'inaugurazione sia finalmente, e trionfalmente, da lui stesso tagliato.

Occorre, per dovere di cronaca, anche registrare un caso rarissimo di profezia in patria, diciamo di preveggenza extrasensoriale espressa dallo scrivente, il quale, già in fase di annuncio dell'investimento, aveva diagnosticato la scomparsa dell'impianto prima della sua comparsa.

Maurizio Silenzi Viselli
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