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Vangelo III Domenica di Pasqua PDF Stampa E-mail
Scritto da don M.Munno   
venerdý, 08 aprile 2016 07:11
ImageDal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 21,1-19. - In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla. Quando gia era l'alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «E' il Signore!». Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi il camiciotto, poiché era spogliato, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po' del pesce che avete preso or ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatrè grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», poiché sapevano bene che era il Signore.
Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così pure il pesce.
Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti.
Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene tu più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
Gli disse di nuovo: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci le mie pecorelle».
Gli disse per la terza volta: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi vuoi bene?, e gli disse: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecorelle.
In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi».
Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: «Seguimi».

ImageViale magna grecia, 1 – 87011 Cassano all’Ionio (CS) – Tel. 098174014

“in-formati”

Foglio settimanale parrocchiale

di formazione e informazione

 

10 – 17 APRILE 2016

 

camminando insieme

 

 Continuo a proporre in questa rubrica, nel contesto del Giubileo della Misericordia, il ciclo di catechesi del Santo Padre Francesco sulla Misericordia di Dio.

«Tutti e quattro i Vangeli attestano che Gesù, prima di intraprendere il suo ministero, volle ricevere il battesimo da Giovanni Battista (Mt 3,13-17; Mc 1,9-11; Lc 3,21-22; Gv 1,29-34). Questo avvenimento imprime un orientamento decisivo a tutta la missione di Cristo. Infatti, Egli non si è presentato al mondo nello splendore del tempio: poteva farlo. Non si è fatto annunciare da squilli di trombe: poteva farlo. E neppure è venuto nelle vesti di un giudice: poteva farlo. Invece, dopo trent’anni di vita nascosta a Nazaret, Gesù si è recato al fiume Giordano, insieme a tanta gente del suo popolo, e si è messo in fila con i peccatori. Non ha avuto vergogna: era lì con tutti, con i peccatori, per farsi battezzare. Dunque, fin dall’inizio del suo ministero, Egli si è manifestato come Messia che si fa carico della condizione umana, mosso dalla solidarietà e dalla compassione. Come Lui stesso afferma nella sinagoga di Nazaret identificandosi con la profezia di Isaia: «Lo Spirito del Signore è sopra di me, per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore» (Lc 4,18-19). Tutto quanto Gesù ha compiuto dopo il battesimo è stato la realizzazione del programma iniziale: portare a tutti l’amore di Dio che salva. Gesù non ha portato l’odio, non ha portato l’inimicizia: ci ha portato l’amore! Un amore grande, un cuore aperto per tutti, per tutti noi! Un amore che salva!

Lui si è fatto prossimo agli ultimi, comunicando loro la misericordia di Dio che è perdono, gioia e vita nuova. Gesù, il Figlio inviato dal Padre, è realmente l’inizio del tempo della misericordia per tutta l’umanità! Quanti erano presenti sulla riva del Giordano non capirono subito la portata del gesto di Gesù. Lo stesso Giovanni Battista si stupì della sua decisione (cfr Mt 3,14). Ma il Padre celeste no! Egli fece udire la sua voce dall’alto: «Tu sei il Figlio mio, l’amato, in te mi sono compiaciuto» (Mc 1,11). In tal modo il Padre conferma la via che il Figlio ha intrapreso come Messia, mentre scende su di Lui come una colomba lo Spirito Santo. Così il cuore di Gesù batte, per così dire, all’unisono con il cuore del Padre e dello Spirito, mostrando a tutti gli uomini che la salvezza è frutto della misericordia di Dio.

Possiamo contemplare ancora più chiaramente il grande mistero di questo amore volgendo lo sguardo a Gesù crocifisso. Mentre sta per morire innocente per noi peccatori, Egli supplica il Padre: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno» (Lc 23,34). È sulla croce che Gesù presenta alla misericordia del Padre il peccato del mondo: il peccato di tutti, i miei peccati, i tuoi peccati, i vostri peccati. E lì, sulla croce, Lui li presenta al Padre. E con il peccato del mondo tutti i nostri peccati vengono cancellati. Nulla e nessuno rimane escluso da questa preghiera sacrificale di Gesù. Ciò significa che non dobbiamo temere di riconoscerci e confessarci peccatori. Quante volte noi diciamo: “Ma, questo è un peccatore, ha fatto quello e quello...”, e giudichiamo gli altri. E tu? Ognuno di noi dovrebbe domandarsi: “Sì, quello è un peccatore. E io?”. Tutti siamo peccatori, ma tutti siamo perdonati: tutti abbiamo la possibilità di ricevere questo perdono che è la misericordia di Dio. Non dobbiamo temere, dunque, di riconoscerci peccatori, confessarci peccatori, perché ogni peccato è stato portato dal Figlio sulla Croce. E quando noi lo confessiamo pentiti affidandoci a Lui, siamo certi di essere perdonati. Il sacramento della Riconciliazione rende attuale per ognuno la forza del perdono che scaturisce dalla Croce e rinnova nella nostra vita la grazia della misericordia che Gesù ci ha acquistato! Non dobbiamo temere le nostre miserie: ognuno di noi ha le proprie. La potenza d’amore del Crocifisso non conosce ostacoli e non si esaurisce mai. E questa misericordia cancella le nostre miserie».

 

Custodiamoci nella preghiera reciproca! Buona domenica a tutti!

                                                               don Michele

 

 

Riflettiamo “insieme” sulla Parola di Dio della Domenica

10 Aprile 2016

III Domenica di Pasqua

(At 5,27b-32.40b-41; Sal 29; Ap 5,11-14; Gv 21,1-19)

 

In questa terza domenica di Pasqua ascoltiamo nel Vangelo secondo Giovanni il racconto della terza manifestazione del Risorto ai suoi discepoli. Le prime due manifestazioni nel Cenacolo, in assenza ed in presenza di Tommaso detto Didimo, le abbiamo ascoltate domenica scorsa.

 

Il racconto della terza manifestazione del Risorto ai discepoli, nel Vangelo secondo Giovanni, avviene nel contesto di una “pesca miracolosa”, racconto che i Vangeli sinottici collocano quasi all’inizio dell’attività pubblica di Gesù.

Questo fatto ci deve far pensare. Probabilmente i discepoli – non solo quei primi discepoli, ma i discepoli di tutti i tempi! – dopo aver incontrato il Signore, dopo aver fatto esperienza del Suo Amore, che trova l’apice della passione, morte e risurrezione, sono sempre esposti al rischio di fare “retro-front”, di ritornare alla vita di prima, quasi cancellando la memoria di quell’incontro che ha segnato, in qualche modo, la propria vita.

Si potrebbe leggere qualcosa del genere nell’affermazione di Pietro “Vado a pescare” e in quella degli altri che lo seguono “veniamo anche noi con te”!

Ogni qual volta qualcosa del genere dovesse capitare anche a noi, ogni volta che diventiamo “smemorati”, ogni volta che dimentichiamo quell’incontro in cui, nella nostra più radicale miseria, ci siamo sentiti guardati, afferrati, amati da Gesù, mentre tutto sembrava perduto, corriamo il rischio di ripetere l’esperienza drammatica della fatica inutile di Pietro e degli altri con lui: “in quella notte non presero nulla”!

Com’era “nulla” la vita senza quel primo incontro con Gesù, com’è “nulla” ogni vita senza Gesù perché priva di senso, di speranza, così potrebbe riprecipitare nel baratro del non senso la nostra vita quando distogliamo gli occhi del cuore da Gesù, quando ci dimentichiamo di Lui, quando non viviamo come suoi amici!

“Ma in quella notte non presero nulla”!

 

Il racconto evangelico continua con Gesù che si fa presente ai suoi discepoli, ma essi non lo riconoscono. La prima domanda che gli pone potrebbe sembrare ambigua. Gesù chiede se essi abbiano qualcosa da mangiare, ma per chi? Per loro stessi o per Gesù?

Spesso i discepoli non hanno nulla (da mangiare) per sé quando non hanno nulla da condividere con gli altri! E quando non si è capaci di condividere non si è capaci di riconoscere Gesù!

Che cosa aiuta i discepoli ad uscire da questo empasse? Che cosa ci aiuta ad uscire da noi stessi, dal ripiegarci tristemente su noi stessi?

Una Parola ... la Parola! Gesù continua a spingerci oltre attraverso la Sua Parola, ecco perché è importante non trascurare mai, mai!, il nostro rapporto con la Parola di Dio, per non diventare “smemorati”, per non smarrirci!

Gesù dice: “Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete”!

E su quella Parola si ripete il prodigio: “La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci”!

L’esperienza rinnovata aiuta a recuperare la memoria, ci fa capire che Dio mai si dimentica di noi, anche quando noi ci dimentichiamo di Lui!

Il discepolo amato da Gesù subito lo riconosce: “È il Signore!”.

 

Le parole rivolte a Pietro dopo aver mangiato potrebbero sembrare apparentemente scollegate dal resto, eppure se le ascoltiamo con attenzione ci rendiamo conto che ne sono quasi la spiegazione!

Cos’è, infatti, che potrebbe impedirci di perdere la “memoria dell’incontro” con Gesù, del Suo Amore? Il prenderci cura degli altri, fino a donare per loro la nostra stessa vita!

Se mi ami, pasci! Non vivere per te! Se mi ami cerca di obbedire a me piuttosto che al mondo e alla sua logica accomodante, narcisistica, che rifiuta la croce!

Se mi ami sii lieto di subire oltraggi nel mio Nome!

Questa è la vita della Risurrezione: “chi ama la propria vita la perde, e chi odia la propria vita in questo mondo – donandola – la conserverà per la vita eterna”!

Amen.

 

 

 

AVVISI

 

- DA OGGI, DOMENICA 10 APRILE 2016 la S. Messa vespertina feriale e festiva è ALLE ORE 18,30.

 

- Quest’anno, per la Benedizione Pasquale delle Famiglie, coloro che desiderano ricevere la visita del Parroco e la benedizione possono SEGNALARLO alle signore: ROSA SANGINETO (in LOPEZ), GINA MAIMONE e CATERINA LA CAMERA. DA VENERDÌ 8 APRILE E PER TUTTI I VENERDÌ DEL TEMPO DI PASQUA il Parroco si recherà dalle Famiglie CHE HANNO FATTO LA SEGNALAZIONE. Nel Mese di Maggio, come lo scorso anno, sarà poi celebrata la S. Messa nelle zone della Parrocchia.

 


 

DOMENICA 10 APRILE bianco

 

 III DOMENICA DI PASQUA

Liturgia delle ore propria

 

At 5,27b-32.40b-41; Sal 29; Ap 5,11-14; Gv 21,1-19

Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Ugo, Ernesto, Concetta

 

Ore 11,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Pro populo

 

Ore 18,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Francesco, Silvia

LUNEDI’ 11 APRILE bianco

 

Liturgia delle ore terza settimana

 

At 6,8-15; Sal 118; Gv 6,22-29

Beato chi cammina nella legge del Signore

 

Ore 16,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Marcella (trigesimo)

 

Ore 18,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Maria

 

MARTEDI’ 12 APRILE bianco

 

Liturgia delle ore terza settimana

 

At 7,51-8,1a; Sal 30; Gv 6,30-35

Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito

 

Ore 18,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Saverio, Luigi

MERCOLEDI’ 13 APRILE bianco

 

Liturgia delle ore terza settimana

 

At 8,1b-8; Sal 30; Gv 6,35-40

Acclamate Dio, voi tutti della terra

Ore 18,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Stella, Leonardo

GIOVEDI’ 14 APRILE bianco

 

Liturgia delle ore seconda settimana

 

At 8,26-40; Sal 65; Gv 6,44-51

Acclamate Dio, voi tutti della terra

 

Ore 15,00 in poi – “S. Giuseppe”: CATECHISMO

 

Ore 18,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Domenico, Lorenzo, Teresa

Ore 19,00 – Chiesa “S. Giuseppe”:

ADORAZIONE EUCARISTICA

VENERDI’ 15 APRILE bianco

 

Liturgia delle ore seconda settimana

 

At 9,1-20; Sal 116; Gv 6,52-59

Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo

BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE

Ore 15,30 in poi – “S. Giuseppe”: CATECHISMO

 

Ore 18,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Leonardo

 

SABATO 16 APRILE bianco

 

Liturgia delle ore seconda settimana

 

At 9,31-42; Sal 115; Gv 6,60-69

Su di noi sia il tuo amore, Signore

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

 

 

Ore 15,30 in poi – “S. Giuseppe”: CATECHISMO

Ore 17,30 in poi – “S. Giuseppe”:

GIOVANISSIMI E GIOVANI

 

DOMENICA 17 APRILE bianco

 

 IV DOMENICA DI PASQUA

Liturgia delle ore propria

 

At 13,14.43-52; Sal 99; Ap 7,9.14b-17; Gv 10,27-30

Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Maria

 

Ore 11,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Pro populo

 

Ore 18,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Mario

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