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La ragazzina davanti alla Coop PDF Stampa E-mail
Scritto da Angela Cingottini   
domenica, 09 marzo 2008 03:39

angela
Angela Cingottini
Una storia vissuta,  raccontata con stile sobrio, chiaro,  con partecipazione vera e sentita. Una storia su cui riflettere nel giorno dedicato alla donna e far sì che in ogni giorno della nostra vita ci sia almeno un momento da dedicare a coloro, e alle donne in modo particolare,  che vivono condizioni di estremo disagio. Ringraziamo Angela per averci partecipato questa sua esperienza ed invitiamo i frequentatori del sito ad  inviarci  impressioni, scritti, poesie di qualsiasi genere; spesso i nostri pensieri, il nostro modo di interpretare la vita possono essere di aiuto al nostro prossimo.

Angela Cingottini è da più di venti anni docente di lingua italiana per stranieri. Vive e lavora a Siena ed ha contatti con allievi di tutto il mondo.
Ha molteplici interessi, tra cui la musicologia e la pittura. E' una attiva collaboratrice della videorivista Tendenze Italiane, per la quale ha realizzato servizi sulla canzone napoletana, su Verdi, su Puccini. Ha al suo attivo anche molti articoli di linguistica e cinematografia.

 

La ragazzina davanti alla Coop

Qualche tempo fa davanti alla Coop è comparsa una ragazzina. Un'altra dei soliti immigrati più o meno regolari che vengono parcheggiati la mattina nei punti strategici per chiedere l'elemosina durante il giorno. Seduti in terra, con cartelli in mano che ti descrivono famiglie numerose, persone giacenti in ospedale e ti ringraziano invocando su di  te benedizioni per quello che vorrai lasciargli.La ragazzina dimostrava tra sì e no quattordici anni, non ricordo cosa dicesse il suo cartello: non li leggo mai quei cartelli. Mi limito a lasciare qualcosa, spesso l'euro che ritiro fuori dal carrello che ho appena utilizzato. E così con la ragazzina. Stava lì, tendeva la mano senza troppa convinzione e accennava un mezzo sorriso  ringraziando quando le lasciavi cadere giù qualcosa . Mi investiva  di una gran pena quel mezzo sorriso. Una ragazzina lì per terra, abulica, intristita, straniera ed  estranea a tanta gente cui pure tendeva la mano. Pensavo che non doveva essere lì. Il suo posto era fra gli altri ragazzi , a correre, a scherzare ,soprattutto a ridere. Ridere per la vita che ti si apre davanti, che dovrà pur darti qualcosa visto che tu sei lì, e non ti ci sei messa da sola sulla terra. E hai il diritto di  aspettarti e pretendere qualcosa, non solo l'euro o il centesimo che , forse, qualcuno ogni tanto ti concede.

Chi ti regala un sorriso? Chi ti fa sentire viva? Chi   ti insegna la gioia di sentirsi utile? Tutte domande senza risposta. E tu continuavi ad essere lì, semi addormentata, abulica, inerte. Scaricata, probabilmente, da una macchina che la mattina piazza a lavoro altre bambine come te, parcheggiate davanti ai vari supermercati e che la sera fa il giro per ritirarti, misero pacco postale.  Ti porta in una casa. E tutto quello che ricavi da una giornata inerte ti sarà tolto fino all'ultimo centesimo.

Senza che tu possa dir niente, senza che tu neppure possa pensare di dir niente. Perché nessuno ti lascia capire   i tuoi diritti.. Il primo, il diritto ad esistere come essere umano, che non è quello di stare seduta tutto il giorno davanti ad un supermercato. Fra qualche anno cambieranno mercato e tu non saprai  e non potrai dire di no, perché non sai di poterlo dire, di avere tutto il diritto di dirlo, di ribellarti, di pretendere anche tu una vita 'normale'.

Quantomeno una vita tua, dove sei tu a decidere se vuoi prostituirti o no.

E volevo aiutarti , ragazzina. Mi dicevo che non era giusto  continuare a darti dei soldi che non ti avrebbero dato niente, neppure il grazie di chi , poi , te li avrebbe presi. Non ti avrebbero dato né insegnato niente, i miei soldi. Solo, forse, che stando lì, seduta, davanti al supermercato , avresti potuto ottenere qualcosa per comprare, di tanto  in tanto, dei chewing gum o delle merendine .Non  sarebbero serviti a stabilire un rapporto fra te e me né fra te ed altri. Saresti rimasta quella bighellona che sta lì e pretende di vivere alle nostre spalle, senza lavorare. 

Ma chi ti insegna come lavorare? Chi ti dà un lavoro? Chi ti insegna  anche solo l'idea del lavoro, visto che tutto quello che  qualcuno ti ha insegnato è che puoi stare seduta per terra e, prima o poi, qualcosa ti danno? Poi, alla fine della giornata, qualcuno ti darà, comunque, qualcosa da mangiare. Comprato, forse, con i soldi guadagnati dalle tue sorelle maggiori, sorelle, se non di sangue,di destino.  Neppure loro sono padrone dei loro soldi, c'è chi li gestisce per loro. Anche loro non sanno di avere dei diritti. 

Il diritto di dire no. Di pensare ad una vita diversa.

Come darti un lavoro? Un'attività? Se almeno ti fosse venuto in mente di aiutare la gente con i carrelli............Ma ci sarebbe stato chi ti avrebbe lasciato il proprio carrello da rimettere a posto per farti guadagnare un euro?.............. Per offrirti una forma di lavoro?............... Per cominciare a farti capire che non tutto può venire dal cielo e che si deve stabilire una sorta di collaborazione?

Decisi di essere IO il tuo primo datore di lavoro e quando mi tendesti la mano inscenai una sorta di commedia, che poi tanto commedia non era e che, comunque, deve essermi riuscita bene. Cominciai a tirar giù i sacchetti e qualcosa mi cadde: era impossibile tirar fuori il borsellino in quelle condizioni. Ma ti sorrisi e ti dissi di aspettare. E tu capisti. Forse, soprattutto, capisti il mio sorriso. Capisti il fatto che non mi ero girata dall'altra parte. Poi il miracolo:                                                       

''POSSO AIUTARTI ?' Non so se l'avessi mai detto prima di allora, ma da quando eri comparsa, ormai da mesi, non ti avevo mai vista aiutare nessuno.. Altro sorriso, il mio                                                               

'SI', GRAZIE portiamo tutto alla mia macchina e poi riporta a posto il carrello. Puoi tenere i soldi.' Pochi giorni dopo ti ho veduto di nuovo: mi hai sorriso un po' timida, ma mi hai riconosciuto. E ancora mi son lasciata aiutare. E la volta dopo ti ho sentita offrire il tuo  aiuto ad un'altra cliente: mi sono sentita immensamente felice: avevi capito. 

Da allora non ti vedo quasi mai seduta in terra. C'è sempre il tuo cartello, ma tu sei sempre in movimento: aiuti l'una o l'altra cliente e, soprattutto                                         

 sorridi e ricevi sorrisi. Parli con la gente e la gente parla con te.                         

Stabilisci un rapporto.

La gente si accorge di  TE. 

Oggi mi hai chiamato da lontano con un bel sorriso. Mi hai gridato: 'Ciao bellina! Come stai?'Probabilmente è quello che qualcuno ha detto A TE e tu l'hai imparato subito. E l'hai detto proprio A ME.

E mentre mi  lasciavo aiutare ti ho chiesto 'Quanti anni hai?'  'Diciassette' 'Di dove sei?''Romena''E sei qui con la tua mamma?''Sì'  e , quasi  ricordandotelo solo allora, 'ho anche un bambino, di tre mesi, ma ora è in ospedale'Forse dice proprio questo il tuo cartello.Non ho  fatto osservazioni. Mi sono limitata a pensare che da più di tre mesi stai lì,davanti alla coop, ma non ti ho mai visto  né la pancia, né un figlio neonato. Spero che  piano piano tu capisca che non è necessario inventare bambini per smuovere la compassione della gente. Anzi,                                  

non devi affatto smuovere la compassione 

Spero veramente che TU capisca. Ti auguro e mi auguro per te che l'idea di far provare compassione alla gente sia un abito che tra poco ti  toglierai. Come quei cenci che porti addosso. Mi sembri una ragazzina sveglia: sicuramente prima o poi  capirai.                                                                 

Angela Cingottini

27 febbraio 2008 

P:S:8 marzo 2008 La sorpresa più bella me l'hai fatta proprio oggi: 

ore 19,25. Una corsa al supermercato. Non voglio andarci, ma qualcosa manca, vinco la pigrizia...........E ti vedo. Sei davanti alla montagna di mimose invendute che domani saranno alla discarica. Mi fai un sorriso ESAGERATO!!!!!!!!!'Ciao bella, tanti auguri !' mi lasci senza fiato e senza parole. Solo per un attimo.'Grazie, anche a TE'Ti do un bacio. 

Con gli auguri migliori per un mondo migliore da

Angela

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