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Sibari

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Natale 2015 PDF Stampa E-mail
Scritto da don M.Munno   
venerdý, 25 dicembre 2015 06:43
ImageAuguriamo a tutti i nostri fedelissimi visitatori Un NATALE di Pace, che almeno in questi giorni possiate vivere nella gioia per la nascita di Gesù. Possiate tutti "specchiarvi nel vostro cuore senza provare ripugnanza". Di seguito le omelie  per il Santo giorno inviateci dal nostro amato parroco di San Giuseppe in Sibari per la SS Messa notturna e per quella diurna, don Michele Munno. A lui e a don Nicola Francomano, parroco della Chiesa di San Raffaele Arcangelo nel quartiere di Lattughelle, vanno i nostri sentiti ringraziamenti per l'egregio lavoro che stanno portando avanti con impegno, dedizione e tanto, tanto Amore. GRAZIE.

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NATALE DEL SIGNORE 2015
Messa della notte

È bello ritrovarsi insieme in quest'ora tarda della notte, quando le tenebre sembrano avvolgere ogni cosa, quando - soprattutto se appesantiti dal lauto cenone - il sonno sembra prendere il sopravvento.
Oltre la suggestione, carica di sentimenti, il senso simbolico del nostro stare qui insieme, in questa notte, è fortissimo: siamo qui perché vogliamo anche noi vedere la "grande Luce" che rischiara le tenebre di questa notte e di ogni nostra notte!
Siamo qui perché attendiamo Qualcuno capace di vincere ogni sonno, anche il grande sonno della morte!

Le tenebre di questa notte richiamano l'oscurità di ogni nostra notte: la notte del peccato, la notte delle discordie, la notte delle invidie, la notte delle gelosie, dei dissensi, delle divisioni, delle fazioni, delle inimicizie ... quante tenebre offuscano e disorientano il nostro cammino di persone, di cristiani, di comunità, di società!
Nelle tenebre di queste nostre notti "oggi" Dio vuole far brillare una "grande Luce", la sola - ci ha ricordato Isaia - capace di "moltiplicare la gioia, aumentare la letizia"!
E questa "grande Luce" è il Bambino che è nato per noi!

Chi accoglie questo Bambino entra in relazione con la Grazia di Dio, "che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza"!

Ma per accogliere questo "lieto annunzio del Natale" è necessario uscire da noi stessi, dalle nostre apparenti e isolanti comodità e lasciarci avvolgere, come i pastori, dalla gloria luminosa del Signore, che rischiara le tenebre che offuscano le nostre menti e ci consegna una "logica" completamente nuova!

La logica è racchiusa nel "segno": un bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia!
Che cosa mai significherà per noi questo segno?
Dio si manifesta nella nostra vita come un bambino bisognoso di tutto! Dobbiamo prenderci cura di Lui, dobbiamo curare la nostra vita "interiore", dobbiamo imparare a decifrare la "Parola" che vuole prendere "carne" nell'esistenza di ciascuno di noi ... ma dobbiamo anche prenderci cura di Lui nella "carne" di ogni donna e di ogni uomo!
Finché ci sarà qualcuno che ci è "indifferente" saremo indifferenti ai gemiti del Bambino avvolto in fasce e deposto nella mangiatoia di Betlemme!
Quel Bambino, infatti, quando tornerà come Giudice per ciascuno di noi, ci elencherà le "opere di misericordia" e ci dirà che ciò che avremo fatto o non fatto ad uno solo degli uomini l'avremo fatto o non l'avremo fatto a Lui!

Nella mangiatoia il Bambino nato per noi si offre a noi come "cibo": nel Pane e nella Parola spezzata. In ogni celebrazione eucaristica, infatti, impariamo a decifrare i suoi vagiti e a comprendere che finché non vivremo la piena comunione con ogni donna e ogni uomo le nostre comunioni eucaristiche saranno bocconi amari!

Che l'Emmanuele, il Bambino nato per noi, vinca definitivamente ogni nostra notte e ci risvegli dal sonno dell'indifferenza!
Aiutaci, Gesù, a prenderti tra le braccia e a cullarti e curarti in ogni uomo e in ogni donna!
Amen. Buon natale!

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NativitÓ di Pietro Cavallini
 

NATALE DEL SIGNORE 2015
Messa del giorno

"Fa' che possiamo condividere la vita divina del tuo Figlio, che oggi ha voluto assumere la nostra natura umana": è straordinariamente bella la preghiera di Colletta con la quale siamo introdotti nella Celebrazione Eucaristica di questo giorno santissimo del Natale!

Con due semplici affermazioni, infatti, ci viene consegnato il senso profondo del Natale: Dio ha voluto assumere la nostra natura umana perché noi possiamo condividere la sua vita divina!
All'incarnazione di Dio deve corrispondere la "divinizzazione" dell'uomo!
È questo il senso profondo del Natale, già compreso dai Padri della Chiesa, i quali così sintetizzavano: "Dio si è fatto uomo perché l'uomo diventi Dio" (Atanasio di Alessandria)!

Ciò che Adamo ed Eva, sedotti dalle lusinghe e dall'inganno del serpente, tentarono di "rubare" nel giardino dell'Eden ("il frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male" per "essere come Dio"), Dio lo regala, lo dona gratuitamente ad ogni uomo e ad ogni donna: "Dio si è fatto uomo perché l'uomo diventi Dio"!

Eppure, tale dono, tale regalo non sempre sembra essere gradito e apprezzato!
Nel bellissimo ed intenso testo del Prologo del Vangelo secondo Giovanni ciò è detto abbastanza chiaramente: "eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto"!
Forse ciò può risultare una stonatura tra le nenie assopenti dei nostri natali, che ci vorrebbero "tutti più buoni", che ci cantilenano che "a Natale puoi quello che non puoi fare mai"!
Eppure proprio questa è la realtà con cui, proprio nel giorno di Natale, siamo chiamati a fare i conti!

Oggi, ancora una volta, viene messa tra le mani della nostra esistenza una straordinaria opportunita: il "potere di diventare figli di Dio"! "Accogliere" il Verbo di Dio nella nostra carne umana per essere "generati da Dio"!

Perciò, mentre nella liturgia facciamo memoria della nascita di Gesù, "oggi" viene ri-data a ciascuno di noi la possibilità di accoglierlo per essere ri-generati!
Mentre celebriamo la nascita di Gesù,  a noi, a ciascuno di noi viene chiesto di nascere di nuovo!

C'è un'umanità nuova che oggi attende di nascere ... e la nuova umanità - quella dei "figli di Dio" - è quella che sa coniugare il Verbo del Natale: ACCOGLIERE!

Cosa dobbiamo accogliere?
Dobbiamo accogliere innanzitutto noi stessi, la consapevolezza della nostra umanità segnata dal limite del peccato e della morte.
Accogliere noi stessi e poter affermare con grande serenità: sono un povero, un grande peccatore!

Accogliere Dio, il Suo Vangelo, il Suo Corpo spezzato e donato per noi!
Dirgli con grande serietà: ho bisogno di Te, da solo non ce la posso fare!

Accogliere ogni uomo e ogni donna nella propria unicità!
Essere consapevoli che anche gli altri, come noi, hanno limiti, difetti, ma anche molti pregi, tanti doni che noi non possediamo, tanti, tantissimi talenti!
E saper dire ad ogni fratello e ad ogni sorella le stesse parole che rivolgiamo a Dio: ho bisogno di Te, da solo non ce la posso fare!

Donaci, Signore, di saperti accogliere nel dono che siamo e nel dono che è ciascun nostro fratello!
Aiutaci a capire che questa è la strada della nostra "divinizzazione", perché facendoti uomo tu hai assunto la nostra carne, la carne di ogni uomo e di ogni donna. Nel volto di ciascuno, infatti, c'è un riflesso di quel Volto che "nessuno ha mai visto" e che il "Figlio Unigenito, che è nel seno del Padre, ha rivelato"!
Amen. Buon Natale a tutti!

don Michele Munno

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NativitÓ di Filippo Lippi
 

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