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Ad A. - Lungomare (poesia) PDF Stampa E-mail
Scritto da M.Specchio   
martedý, 24 novembre 2015 07:40
Quando un giorno qualcunoImage
mi parlerà di te
saprò guardare con fermezza il mare
lucido sotto il volo dei gabbiani.
Ma qui, dove la vista dirada
e  si scompone in un oceano vuoto
mi soffermo a raccogliere le fila
del tuo destino, un’onda che si flette
rotta tra scogli e mare.

Non più che un’onda questo tuo venire.
E penso alla tua vita che si perde
su versanti lontani dal mio sguardo,
dove l’amore non è più possesso
né desiderio, ma solo nostalgia.
Eri tu che correvi quel mattino
mentre l’accappatoio rosso arancio
ti disegnava in fondo alla memoria,
poi passasti accanto alle mie mani
che non sapevan come consolarti
di essere ancora qui, su queste rive.
Ma correrai, più forte, più lontano,
dove anche l’orme lasciano una traccia
la tua risata suonerà, nel vento.
Poi nulla, solo il pianto di un bambino.

Mario Specchio

Da: A piene mani, Vallecchi, Firenze 1979

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