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Vangelo di Domenica 25 Ottobre PDF Stampa E-mail
Scritto da don M.Munno   
venerdý, 23 ottobre 2015 07:49
ImageDal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 10,46-52.  - In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Costui, al sentire che c'era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Allora Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». E chiamarono il cieco dicendogli: «Coraggio! Alzati, ti chiama!».  Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che vuoi che io ti faccia?». E il cieco a lui: «Rabbunì, che io riabbia la vista!».  E Gesù gli disse: «Và, la tua fede ti ha salvato». E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada.

ImageViale magna grecia, 1 – 87011 Cassano all’Ionio (CS) – Tel. 098174014

 “in-formati”

Foglio settimanale parrocchiale

di formazione e informazione

 

25 OTTOBRE – 1° novembre 2015

 

camminando insieme

 

Una delle esigenze che, come Parroco, avverto è quella di accompagnare le Comunità Parrocchiale a riscoprire il senso della Celebrazione dei Sacramenti, perché non si riducano a semplici occasioni di feste, ma siano percepiti e celebrati come “segni efficaci della Grazia”, modalità attraverso le quali Dio si fa presente nella nostra vita, ci “tocca”, ci aiuta a cambiare, ci educa alla vita buona del Vangelo! In questa rubrica, perciò, intendo soffermarmi, per alcune settimane, proprio sui Sacramenti, riproponendo la serie di catechesi del Santo Padre Francesco. Continuiamo con l’Eucarestia.

 “Possiamo porci alcune domande in merito al rapporto tra l’Eucaristia che celebriamo e la nostra vita, come Chiesa e come singoli cristiani. Come viviamo l’Eucaristia? Quando andiamo a Messa la domenica, come la viviamo? È solo un momento di festa, è una tradizione consolidata, è un’occasione per ritrovarsi o per sentirsi a posto, oppure è qualcosa di più?

Ci sono dei segnali molto concreti per capire come viviamo tutto questo, come viviamo l’Eucaristia; segnali che ci dicono se noi viviamo bene l’Eucaristia o non la viviamo tanto bene. Il primo indizio è il nostro modo di guardare e considerare gli altri. (…). Ora noi, quando partecipiamo alla Santa Messa, ci ritroviamo con uomini e donne di ogni genere: giovani, anziani, bambini; poveri e benestanti; originari del posto e forestieri; accompagnati dai familiari e soli… Ma l’Eucaristia che celebro, mi porta a sentirli tutti, davvero come fratelli e sorelle? Fa crescere in me la capacità di gioire con chi gioisce e di piangere con chi piange? Mi spinge ad andare verso i poveri, i malati, gli emarginati? Mi aiuta a riconoscere in loro il volto di Gesù? Tutti noi andiamo a Messa perché amiamo Gesù e vogliamo condividere, nell’Eucaristia, la sua passione e la sua risurrezione. Ma amiamo, come vuole Gesù, quei fratelli e quelle sorelle più bisognosi? Per esempio, a Roma in questi giorni abbiamo visto tanti disagi sociali o per la piaggia, che ha fatto tanti danni a quartieri interi, o per la mancanza di lavoro, conseguenza della crisi economica in tutto il mondo. Mi domando, e ognuno di noi si domandi: Io che vado a Messa, come vivo questo? Mi preoccupo di aiutare, di avvicinarmi, di pregare per coloro che hanno questo problema? Oppure sono un po’ indifferente? O forse mi preoccupo di chiacchierare: Hai visto com’è vestita quella, o come com’è vestito quello? A volte si fa questo, dopo la Messa, e non si deve fare! Dobbiamo preoccuparci dei nostri fratelli e delle nostre sorelle che hanno bisogno a causa di una malattia, di un problema. Oggi, ci farà bene pensare a questi nostri fratelli e sorelle che hanno questi problemi qui a Roma: problemi per la tragedia provocata dalla pioggia e problemi sociali e del lavoro. Chiediamo a Gesù, che riceviamo nell’Eucaristia, che ci aiuti ad aiutarli.

Un secondo indizio, molto importante, è la grazia di sentirsi perdonati e pronti a perdonare. A volte qualcuno chiede: «Perché si dovrebbe andare in chiesa, visto che chi partecipa abitualmente alla Santa Messa è peccatore come gli altri?». Quante volte lo abbiamo sentito! In realtà, chi celebra l’Eucaristia non lo fa perché si ritiene o vuole apparire migliore degli altri, ma proprio perché si riconosce sempre bisognoso di essere accolto e rigenerato dalla misericordia di Dio, fatta carne in Gesù Cristo. Se ognuno di noi non si sente bisognoso della misericordia di Dio, non si sente peccatore, è meglio che non vada a Messa! Noi andiamo a Messa perché siamo peccatori e vogliamo ricevere il perdono di Dio, partecipare alla redenzione di Gesù, al suo perdono. Quel “Confesso” che diciamo all’inizio non è un “pro forma”, è un vero atto di penitenza! Io sono peccatore e lo confesso, così comincia la Messa! (…).

Un ultimo indizio prezioso ci viene offerto dal rapporto tra la celebrazione eucaristica e la vita delle nostre comunità cristiane. Bisogna sempre tenere presente che l’Eucaristia non è qualcosa che facciamo noi; non è una nostra commemorazione di quello che Gesù ha detto e fatto. No. È proprio un’azione di Cristo! È Cristo che lì agisce, che è sull’altare. E’ un dono di Cristo, il quale si rende presente e ci raccoglie attorno a sé, per nutrirci della sua Parola e della sua vita. Questo significa che la missione e l’identità stessa della Chiesa sgorgano da lì, dall’Eucaristia, e lì sempre prendono forma. Una celebrazione può risultare anche impeccabile dal punto di vista esteriore, bellissima, ma se non ci conduce all’incontro con Gesù Cristo, rischia di non portare alcun nutrimento al nostro cuore e alla nostra vita. Attraverso l’Eucaristia, invece, Cristo vuole entrare nella nostra esistenza e permearla della sua grazia, così che in ogni comunità cristiana ci sia coerenza tra liturgia e vita.”.

 

Custodiamoci nella preghiera reciproca! Buona domenica a tutti!

                                                               don Michele

 

Riflettiamo “insieme” sulla Parola di Dio della Domenica

25 Ottobre 2015

XXX Domenica del Tempo Ordinario

(Ger 31,7-9; Sal 125; Eb 5,1-6; Mc 10,46-52)

 

All’arroganza presuntuosa e saccente della richiesta di Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che la Liturgia ci presentava nel racconto evangelico della scorsa domenica – “Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo!” – segue la richiesta umile e fiduciosa di Bartimèo (figlio di Timèo): “Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me”!

È sconcertante la proposta che Gesù rivolge a Bartimèo! Sconcertante perché sembra echeggiare, ribaltando la prospettiva, proprio la richiesta delirante di Giacomo e Giovanni!

Infatti, se questi due discepoli, nel Vangelo di domenica scorsa, con arroganza, si erano avvicinati a Gesù, chiedendogli: “Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo!”, oggi è Gesù stesso che chiede a Bartimèo: “Che cosa vuoi che io faccia per te?”.

“Rabbunì, che io veda di nuovo!”. È questa la richiesta di fede che il cieco, che siede lungo la strada a mendicare, rivolge a Gesù. È questa la richiesta che anche noi dovremmo muovere a Gesù, provocati dalla sua domanda, dopo aver ricevuto “la lezione” che Gesù stesso, domenica scorsa, ha fatto a noi, insieme a Giacomo, Giovanni e agli altri dieci “indignati”: servire, amare, dare la vita!

Il desiderio di dominio e di potere ci acceca!

Sì, ogni volta che noi non viviamo secondo la logica di Gesù e ci lasciamo sedurre dalla logica “mondana” del potere, del dominio e del successo, diventiamo ciechi!

E cosa può salvarci da questa cecità? Solo la fede! … e la fede nasce dall’ascolto, da un ascolto che diventa incontro con il Signore Gesù!

È particolarmente interessante, a questo proposito, la dinamica del racconto del Vangelo di questa domenica.

Bartimèo, cieco, è seduto a mendicare. Il nostro egoismo ci acceca, ci “siede”, ci ripiega! Quante volte anche noi mendichiamo, cerchiamo qualcosa che riempia la nostra vita, qualcosa che ci dia senso … ma restiamo bloccati, seduti, incapaci di alzarci!

“Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare”.

“Sentendo”! C’è una capacità di ascolto che noi dobbiamo esercitare! La fede nasce dall’ascolto … da un annuncio che qualcuno ci ha dato: “C’è Gesù! Eccolo, ora sta passando nella tua vita!”. Quante volte abbiamo ascoltato questo annuncio! Ma quante volte la nostra cecità ha soffocato il nostro grido di aiuto! In fondo, stiamo bene così … seduti, ripiegati nella nostra meschina mediocrità!

Oggi, Bartimèo ci viene additato come modello, perché possiamo osare anche noi quel grido di aiuto: “Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me”!

Gesù non resta indifferente a questo grido! L’autore della Lettera agli Ebrei, nella seconda lettura, ci ricorda che “Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore”!

Gesù ha compassione di noi! Egli vuole la nostra “conversione”, la nostra salvezza!

Ma solo da un cuore veramente umile, capace di riconoscere le proprie miserie, la propria cecità, può sgorgare questo grido di fede!

Infatti, senza umiltà, senza fede autentica, saremo capaci solo di muovere arrogati richieste, vuote pretese, come quella delirante di Giacomo e Giovanni!

A Gesù noi non dobbiamo chiedere un posto, la gloria … da Gesù, con grande umiltà, dobbiamo implorare salvezza!

E anche se la logica del mondo, come i “molti” della narrazione evangelica di oggi, dovesse “rimproverarci”, tentando di farci tacere, non conformiamoci, ma gridiamo più forte!

Abbandoniamo le false certezze – il nostro “mantello” – e lasciamoci rimettere in piedi da Gesù, che oggi, attraverso la voce dalla sua Chiesa, continua a ripetere a ciascuno di noi: “Coraggio! Àlzati, ti chiama”!

Amen.

 

 

AVVISI

 

- A PARTIRE DA OGGI, DOMENICA 25 OTTOBRE, l’orario della S. Messa vespertina è alle 17,30.

 

- OGNI GIOVEDÌ, nella chiesa “San Giuseppe”, alla celebrazione della S. Messa segue l’ADORAZIONE EUCARISTICA.

 

- MARTEDÌ 27 OTTOBRE la S. Messa sarà celebrata al mattino (ore 8,30) presso la chiesa “San Giuseppe”.

 

- SABATO 31 OTTOBRE, alle ore 18,30, presso la chiesa “S. Eusebio”, insieme ai fanciulli, ai ragazzi, ai preadolescenti, agli adolescenti e giovanissimi, vivremo la FESTA DEI SANTI. Le catechiste predisporranno ogni cosa.

 


 

DOMENICA 25 OTTOBRE verde

 

XXX DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Liturgia delle ore seconda settimana

 

Ger 31,7-9; Sal 125; Eb 5,1-6; Mc 10,46-52

Grandi cose ha fatto il Signore per noi

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Giuseppe

 

ORE 11,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Pro populo e Battesimi

 

ORE 17,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Francesco

LUNEDI’ 26 OTTOBRE verde

 

Liturgia delle ore seconda settimana

 

Rm 8,12-17; Sal 67; Lc 13,10-17

Il nostro Dio è un Dio che salva

 

ORE 17,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Francesco

 

 

MARTEDI’ 27 OTTOBRE verde

 

Liturgia delle ore seconda settimana

 

Rm 8,18-25; Sal 125; Lc 13,18-21

Grandi cose ha fatto il Signore per noi

 

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Salvatore

MERCOLEDI’ 28 OTTOBRE rosso

 

SS. SIMONE E GIUDA - Festa

Liturgia delle propria

 

Ef 2,19-22; Sal 18; Lc 6,12-19

Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio

 

ORE 17,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Mariangela

 

 

GIOVEDI’ 29 OTTOBRE verde

 

Liturgia delle ore seconda settimana

 

Rm 8,31b-39; Sal 108; Lc 13,31-35

Salvami, Signore, per il tuo amore

Ore 15,00 in poi – “S. Giuseppe”: CATECHISMO

 

Ore 17,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Reno e Lina

Ore 18,00 – Chiesa “S. Giuseppe”:

ADORAZIONE EUCARISTICA

 

VENERDI’ 30 OTTOBRE verde

 

Liturgia delle ore seconda settimana

 

Rm 9,1-5; Sal 147; Lc 14,1-6

Celebra il Signore, Gerusalemme

Ore 15,30 in poi – “S. Giuseppe”: CATECHISMO

 

ORE 17,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Cristina

SABATO 31 OTTOBRE verde

 

Liturgia delle ore seconda settimana

 

Rm 11,1-2a.11-12.25-29; Sal 93; Lc 14,1.7-11

Il Signore non respinge il suo popolo

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Ugo, Ernesto, Concetta

 

Ore 18,30 in poi – CHIESA “S. EUSEBIO”:

FESTA DEI SANTI

 

DOMENICA 1 NOVEMBRE bianco

 

TUTTI I SANTI - Solennità

Liturgia delle ore propria

 

Ap 7,2-4.9-14; Sal 23; 1Gv 3,1-3; Mt 5,1-12a

Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore

 

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Ad mentem

 

ORE 11,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Pro populo

 

ORE 17,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Gianluca

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