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Festa della Repubblica..delle banane? Magari.. PDF Stampa E-mail
Scritto da administrator   
martedý, 02 giugno 2015 09:11
ImageSono uno di quelli che tanti anni fa (50 per la cronaca) partecipò con fierezza alla sfilata del 2 giugno a Roma. Impettito insieme ad altri ragazzotti sfilai tutto compreso nel mio ruolo, scattando con la testa al comando "attenti a sinistr" per il saluto all'allora presidente Saragat, dal volto rubicondo del beone allegrotto. Oggi ricorre ancora una volta la data fatidica in cui il popolo italiano decise di voltare le spalle alla monarchia ed iniziare un nuovo ciclo di storia con la repubblica. La costituzione, frutto della voglia di democrazia oppressa per due decenni, e uscita dalle menti di uomini illustri, faceva sperare agli italiani un futuro se non felice almeno più equo e più giusto.

Un mio amico Stefano Vecchione da Cosenza così scriveva stamattina sulla sua pagina di Facebook:
"Risorgimento, Resistenza, Repubblica.
È un momento epocale della storia non solo politica, ma anche culturale, economica e sociale della Nazione, tra mille difficoltà, il 2 giugno 1946 si spengono gli ultimi echi del dramma di una generazione sfortunata, gli italiani sconfessano monarchia e fascismo e intraprendono, con convinzione, la strada della libertà e della sovranità popolare che nella Costituzione trova, ancora oggi, la propria sublimazione."

Mi complimento con l'amico, ma non posso esimermi dal fare qualche breve considerazione. Il sacrificio di tanti connazionali che hanno perso anche la vita per quell'afflato di libertà e democrazia, cosa ha prodotto in questi ultimi 70 anni? Una nazione completamente allo sbando

- dove la democrazia è stata vilmente calpestata,

- dove lo stato di diritto viene rispettato solo per alcuni individui mentre i doveri pesano sulla maggior parte del popolo,

- dove la burocrazia statale e gli alti funzionari dei poteri economici governano in effetti al posto di politici ignoranti, arruffoni e spesso delinquenti che pretendono di rappresentare il popolo sovrano,

- dove la metà degli aventi diritto non vanno più a votare perchè sfiduciati dall'imperante malgoverno,

- dove la presunzione, l'arroganza e l'egocentrismo diffusi hanno preso il posto della comprensione dei bisogni, della vicinanza a chi soffre e della condivisione,

- dove una larga parte della popolazione vive sotto il livello della povertà.

E cosa dire di uno Stato che non riesce ad essere autorevole e lascia due suoi soldati prigionieri di un paese che ci irride e mi riferisco ai due fucilieri di marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone trattenuti in India.

"OGGI E’ LA FESTA DELLA REPUBBLICA. LE FORZE ARMATE SONO CHIAMATE AD ONORARLA CON LA LORO SFILATA MILITARE MENTRE LO STATO HA DIMENTICATO DUE SUOI MILITARI IN MANI NEMICHE DA PIU’ DI 1000 GIORNI E L’INDIA BEFFEGGIA L’ITALIA" così scrive un altro amico nel suo blog.

Mentre Maurizio Tentor esprime così il suo disappunto che facciamo nostro, rivolto ai politici italiani:

"Onorevoli, sembra che ancora non abbiate capito (o facciate finta di non capire) che i ministri degli Esteri e della Difesa italiani rinviano e guadagnano tempo per il semplice fatto che i governi e l'intero mondo politico italiano non hanno mai avuto il coraggio di sposare ed esporre con forza davanti all'India ed alla comunità internazionale le prove dell'innocenza dei marò e delle manipolazioni delle indagini da parte indiana.
Questa arrendevolezza ha fatto sì che l'India avesse il coltello dalla parte del manico per tutta la durata del sequestro dei due fucilieri ed ha permesso sempre all'India di rinviare la soluzione del caso umiliando l'Italia e nell'assoluto disprezzo dei diritti di Girone e Latorre."

 Ebbene, cosa dovremmo festeggiare? Ascolteremo la solita tiritera del neo-presidente della Repubblica trasmessa a reti unificate, sicuramente molto simile a quella di molti suoi predecessori e da domani ritorneremo a nuotare nel mare di sudiciume nel quale rischiamo di affogare ogni giorno che passa. Viva la Repubblica, Viva l'Italia.

Antonio M.Cavallaro

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