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3░ megalotto Roseto Sibari nel "Sistema" corruttivo? PDF Stampa E-mail
Scritto da M.Silenzi Viselli   
giovedý, 26 marzo 2015 18:38
ImageIl Procuratore Giuseppe Creazzo accusa l'esistenza di un criminale "Sistema" perverso che imponeva una tangente fino al 3% sulle ditte che volevano aggiudicarsi lavori nelle Grandi Opere.Altro che utilità, altro che posti di lavoro, solo sperpero e mazzette.
Questo, oltre che il drenaggio a monte dell'Anas che subappalta, spiega, sia il lievitare oltre misura dei costi e dei tempi, sia i crolli delle opere realizzate e gli incidenti, spesso mortali, nei cantieri.Secondo l'accusa, Incalza guidava il sistema e Perotti incassava ulteriormente con le Direzioni Lavori. Si è calcolato, nell'indagine, un monte di tangenti pari a 250 milioni di euro, che i due soggetti avrebbero movimentato con la loro società "Green Field System", ritenuta dagli inquirenti la loro cassaforte, e presso la "Banca Julius Baer & Co" di Lugano.

Scrive infatti il giudice: "Nel caso in esame, una Direzione dei Lavori, ha assunto, grazie a un collaudato sodalizio criminale, la funzione di mero strumento per far transitare su società e soggetti privati enormi somme di denaro (per compensi fino al 3% dell’importo dei lavori appaltati), prive di sostanziale giustificazione quanto alle prestazioni professionali realmente rese, ed inquadrabili piuttosto nel prezzo di una dazione corruttiva, ossia di utilità illecite in favore del sodalizio medesimo, costituite dallo stesso conferimento dell’incarico professionale di Direzione Lavori, e spesso anche da una miriade di assunzioni od incarichi di consulenza collaterali alla gestione dell’appalto, del tutto fittizi, in favore “di amici degli amici” del pubblico ufficiale o di suoi prestanome o accoliti.".

Sentite un po', annotato dai Carabinieri, come la mammina (Christine Mor, moglie di Perotti) elenca al suo figlioletto i beni accumulati dal paparino, partendo dallo specificargli che la loro casa fiorentina ha un valore incalcolabile: "Casa nostra non ha prezzo amore, non ha prezzo veramente. È una cosa fuori da... (ride). Anche casetta tua, sai, però aspetta, Firenze sente di più la crisi delle altre città quindi casa di Corinne a Roma con la crisi adesso che c’è puoi chiedere 2 milioni, senza crisi si può arrivare a 3 , 2 e mezzo, la tua oggi a Firenze sta a uno e mezzo, c’è un milione di differenza secondo me.".

Al figlioletto dice poi che: "L’altra casa fiorentina a lui intestata è stata comprata per un milione e 100mila euro cui sono stati aggiunti 200mila euro di lavori, mentre la casa romana dell’altra figlia Corinne è stata acquistata per un milione e 300 mila euro e che la tenuta di Montepulciano è costata 2 milioni e 600 mila.".

Ce l'avessimo tutti un paparino così bravo ed una mammina così premurosa verso i suoi "tesori" (fisici ed economici).

E Lupi? Il Ministro delle Infrastrutture? Cosa fa? Ma diamine, smarrito, chiede ad Incalza cosa deve fare per confermarlo alla direzione nella Legge di Stabilità.

Non solo ma gli chiede anche notizie per i rapporti con il Cipe.

Lo sollecita anche il 24 gennaio, quando Incalza è ormai fuori dal Ministero.
Lupi : "non è che puoi stare in vacanza tu... Senti una cosa, ma per il Cipe del 27 pare che ci sia... Noi abbiamo tutto dentro? La 106, tutto?".

Capito? La 106 è proprio il famoso 3° megalotto Roseto Sibari.

Chiede se "abbiamo tutto dentro?".

Ma sì, Lupi, stia tranquillo, per ora "dentro" ci sono i suoi amici, quelli che le hanno regalato il bel vestitino di sartoria; stia attento che non le facciano anche il cappotto.

Dalla domanda di Lupi ad Incalza si deduce che forse il 3° megalotto era già "pascolato" dal "Sistema, e quindi da esso anche "partorito" nelle sue grandi linee guida.

Al 3% era forse già calcolata una produzione di 36 milioni di mazzette, ed altro, come specificato bene più sopra dal Magistrato ("...una miriade di assunzioni od incarichi di consulenza collaterali alla gestione dell’appalto, del tutto fittizi, in favore “di amici degli amici” del pubblico ufficiale o di suoi prestanome o accoliti.").

"Pecunia non olet" recita un detto latino: il denaro non puzza.

Di parere diverso Papa Francesco che ha detto e ripetuto gridandolo: "La corruzione puzza! Puzza!". Immaginiamo si riferisse a quella della merda.

Aggiungiamo noi che il concetto è relativo: infatti ai mosconi quella puzza piace molto. E quanti mosconi, anche qui in Calabria, intorno a questo 3° megalotto!

Al nuovo futuro Ministro delle Infrastrutture, che per ora è il Premier Matteo Renzi, suggeriamo di andare a verificare come mai si è progettata una Grande Opera da 1 miliardo e 200 milioni, invece di un semplice raddoppio dell'esistente, già ammodernata, nuova 106, nel tratto Roseto Sibari.

Sei o settecento milioni risparmiati con il raddoppio (più una cinquantina di milioni di mazzette) potrebbero servire a fare qualche altra più utile cosa per la dimenticata Calabria, invece che distruggere il suo ambiente, calpestare la sua storia (che è anche storia del mondo occidentale) ed aumentare la già notevole liquidità delle banche svizzere.

Maurizio Silenzi Viselli

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