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Anime Rubate (Romanzo) PDF Stampa E-mail
Scritto da A.M.Cavallaro   
venerdý, 06 marzo 2015 05:57
ImageFra qualche settimana uscirà nelle librerie per i tipi della casa editrice reggina  "La Città del Sole" l'ultima fatica letteraria di Ottavio Olita dal titolo "Anime Rubate". Dell'autore, ex-giornalista votato ormai alla letteratura e nello specifico al romanzo con trame che partono da fatti realmente accaduti per poi sfociare nel thriller piuttosto che nel noir, abbiamo già parlato sul nostro portale quando venne a presentare proprio a Cassano un suo romanzo "Codice Libellula", anch'esso con una accattivante trama ricca di suspence. Nel seguito pubblichiamo una breve sinossi del romanzo e invitiamo sin da ora Ottavio a venire ancora una volta a Cassano per presentare anche da noi l'ultimo frutto della sua fervente fantasia. (in coda una breve biografia di Ottavio Olita)

Anime rubate 

romanzo di Ottavio Olita

Contenuto

La tragedia dei sequestri di persona a scopo di estorsione che tra gli anni ’70 e ’80 ha sconvolto la Sardegna è praticamente ignorata dalle giovani generazioni. L’ultimo rapimento risale al 2006, per cui un adolescente non ne ha mai sentito parlare.

Questo è l’antefatto di “Anime rubate”, romanzo che vuole raccontare, grazie alla testimonianza diretta di una insegnante elementare rapita all’età di 20 anni, la condizione di totale disumanità in cui venivano tenuti i sequestrati, con particolare attenzione alla condizione femminile, nelle grotte e nei boschi della Barbagia. A fronte della brutalità dei rapitori, la muta solidarietà di animaletti del bosco.

Giorgio, un diciassettenne nuorese, ha ricevuto dalla nonna una singolare versione su quei drammi: tutto sommato i rapiti andavano a fare la stessa vita dei pastori che li custodivano, quasi una scampagnata fuori città. Lo zio carabiniere di Giorgio, quando scopre che il ragazzo si è fatto questa idea dei sequestri di persona, decide che gli deve far avere una conoscenza diretta di quelle vicende.

Questi i due principali protagonisti del romanzo che è costruito su un canovaccio ‘noir’.

Trama

Un vecchio barbaricino che da oltre 30 anni vive a Roma, in punto di morte si pente e lascia alla nipote Elisabetta una lunga lettera confessione nella quale le chiede di consegnare un lascito di 200mila euro agli eredi di un pastore, morto per colpa sua. Nella lettera si racconta anche che la morte del pastore avvenne dopo il fallimento di un tentativo di sequestro che però ne originò un secondo, quello di Alice Maltese,  20 anni, figlia di un imprenditore turistico emiliano, protagonista della storia.

La lettera confessione fa riaprire l’inchiesta su un’ipotesi molto più ampia rispetto a quella originaria: i sequestri di persona frutto di organizzazioni criminali che usavano pastori e latitanti come manovali del crimine ma che avevano centrali operative a Roma, Milano, Como, da cui poi il denaro veniva riciclato. L’inchiesta condotta dai tre amici che sono i tradizionali investigatori dei miei romanzi - l’avvocato Giuliano Deffenu, il giornalista Nicola Auletta, il capitano dei carabinieri Gino Murgia – arriva alla fine alla scoperta che quella struttura organizzativa è ancora in piedi ed è pronta a colpire di nuovo, in ogni momento.

 

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Ottavio Olita:Ieri e oggi
Calabrese di nascita e cagliaritano di adozione, Ottavio Olita compie parte del suo percorso di studi in Cassano Ionio, dove ha conseguito il diploma di abilitazione magistrale presso la sezione staccata dell’Istituto “Lucrezia della Valle” di Cosenza. Trasferitosi in Sardegna partecipa ai movimenti studenteschi del Sessantotto. Laureato in Lingue e Letterature straniere presso l’Università di Cagliari, impegnato nel sociale, negli anni Settanta fonda con altri laureati e con alcuni studenti universitari la Scuola Popolare di Is Mirrionis che, prima dell’istituzione delle 150 ore, consente agli adulti lavoratori di conseguire il diploma di licenza media. Docente a contratto presso l’Università di Cagliari sino al 1980, dopo aver superato una selezione nazionale all’Agenzia di Stampa Ansa, intraprende la carriera giornalistica. Lavora per quattro anni nella redazione di Cagliari dell’agenzia, poi, dal 1984, passa al quotidiano “La Nuova Sardegna” dove, nella redazione di Sassari, si occupa delle pagine culturali. Nel 1988 passa al giornalismo televisivo in Rai. Sin dagli anni novanta coniuga l’attività giornalistica con quella saggistica e nel 2008 debutta nella narrativa con il suo primo romanzo, “La borsa del colonnello”, a cui seguono “Il futuro sospeso”, “Il faro degli inganni” (2012) e “Codice libellula: la verità negata” (2013), in cui il noir diviene anche pretesto per raccontare due luoghi dell’anima dello scrittore: Cagliari e Parigi.

 

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