Skip to content

Sibari

Narrow screen resolution Wide screen resolution Increase font size Decrease font size Default font size    Default color brown color green color red color blue color
Advertisement
Vi Trovate: Home arrow l'Opinione arrow Fusione Rossano-Corigliano
Skip to content
Fusione Rossano-Corigliano PDF Stampa E-mail
Scritto da Staff.redazione   
martedý, 13 gennaio 2015 06:32
Image
il Prof. Franco Filareto
  “Unione-fusione di Rossano e Corigliano”: un contributo di esperienza e proposte".   E’ in atto dagli anni ’70 del secolo scorso un processo voluto dalla buona Politica e dai buoni Politici di avvicinamento progressivo delle due maggiori Città della Calabria Citeriore, Rossano e Corigliano, che, da mille anni (sic !), si sono sempre ignorate o ostacolate, hanno camminato in ordine sparso, indebolendosi reciprocamente e indebolendo l’intero territorio, a beneficio delle forze parassitarie centraliste dei cattivi politici, della cattiva politica, della cattiva economia, della cattiva burocrazia.

Certamente non è facile il dialogo ! Non è facile invertire la rotta ! Non è facile elaborare un percorso comune ! Ancora persistono diffidenze, rivalità malcelate, timori di subire l’egemonia dell’altro ! Molto è stato fatto, in questi 40 anni, dalle buone Amministrazioni Comunali delle due città, nonostante il freno e gli ostacoli di quelle pessime, per abbattere il famigerato “lenzulo del Patìre” (metafora efficace dell’ostilità tra i due centri); molto si sta facendo soprattutto dal 2006 e molto stanno facendo le cento Associazioni unite in Comitato. Ma resta ancora moltissimo da fare, come stanno evidenziando e suggerendo tanti buoni cittadini. 

C’è bisogno certamente dell’entusiasmo della volontà, ma c’è bisogno anche e soprattutto della responsabilità, dell’equilibrio, della lungimiranza della ragione.
E’ necessario evitare una “fusione a freddo”, secondo un’impostazione erronea neo-illuminista, calata dall’alto, non compresa né sentita propria dalla gente, perciò destinata a trovare l’indifferenza o peggio l’ostilità dei cittadini, come ci insegna la storia.
Viceversa, è necessario che vengano poste due serie condizioni preliminari e propedeutiche. La prima impone di democratizzare il processo, in modo sia orizzontale che verticale, affinchè esso sia compreso come una grande opportunità storica, urgente e indifferibile, abbia il massimo di consenso popolare, sia condiviso e, quindi, sia sostenuto dalla stragande maggioranza dei cittadini comuni. La seconda condizione impone di attuare – subito – politiche amministrative congiunte, al fine di migliorare i servizi pubblici dei due Comuni, renderli più efficienti e più economici, dando così la percezione evidente che uniti è meglio, è conveniente, anzi ci sono vantaggi per tutti e per i singoli; inoltre le due città unite e insieme acquistano una forza contrattuale decisiva nei rapporti con la Regione, il Governo nazionale, l’Unione europea. Se i due Comuni avessero fatto unione, salda e combattiva, non avremmo subito, negli ultimissimi anni, i tanti scippi e violenze ingiustificabili, né i cittadini-persone del territorio sarebbero stati privati di servizi fondamentali (come la sanità, la giustizia, la sicurezza stradale, i treni, gli uffici pubblici ecc.).
Esemplificando al massimo e facendomi portavoce di stati d’animo diffusi, proporrei alcune iniziative, dalla cui riuscita dipende il buon esito di quanto è stato fatto finora.
Occorre rendere soggetti e protagonisti del processo di unificazione-fusione i cittadini comuni (quelli che di solito delegano altri o si sono dimessi dalla cittadinanza partecipativa), le forze sociali del lavoro e le loro organizzazioni, quelle della coraggiosa imprenditoria privata, dell’associazionismo e del volontariato culturali e sociali, la Chiesa, le Scuole, i giovani, i mezzi di comunicazione di massa.
Vanno coinvolti, quindi, tutti i Comuni della Calabria del Nord-Est, precisando che l’unione-fusione di Rossano e Corigliano è inclusiva delle realtà e dei ruoli dei singoli Enti Locali del territorio, che non si intende escludere alcuno, non si vuole soffocare e umiliare la dignità delle diverse autonomie istituzionali, non si ha in animo di costruire un nuovo centralismo altrettanto deleterio per il nostro comprensorio di quello sperimentato, provinciale e regionale.
Intanto le due Amministrazioni Comunali di Rossano e Corigliano nei rapporti con le articolazioni superiori dello Stato si presentino – sempre – con una sola voce, una sola “visione” programmatica, una sola politica istituzionale: condizioni che fanno valore aggiunto. Inoltre, diano concreta attuazione ai progetti e ai finanziamenti dell’AREA URBANA, già istituita nel 2009 e nucleo fondante della futura unione-fusione. Programmino interventi migliorativi dei servizi inter-comunali, elaborando i necessari progetti da finanziare con i fondi comunitari. Ristrutturino la composizione e le finalità delle Commissioni Consiliari e delle Giunte Municipali, in maniera tale da avere nei due Comuni Gruppi di lavoro e Assessori competenti con le medesime deleghe alle medesime politiche: per la programmazione territoriale, per le attività produttive e lo sviluppo, per la mobilità e i trasporti, per l’inclusione sociale e i servizi di solidarietà alla persona, per la difesa della sicurezza e della legalità democratica, per i servizi essenziali e primari a tutela della vita e della salute, dell’ambiente e della qualità della vita, dei servizi scolastici e formativi, dei Centri storici e dei beni storico-artistico-culturali ecc.
Il processo avviato non si deve fermare: bisogna fare bene, bisogna fare insieme, bisogna concludere in tempi ragionevolmente brevi.
8 gennaio 2015
FRANCESCO FILARETO
Coordinatore A.N.P.I. Rossano
Presidente Centro Studi "Calibytense Nostrum"

< Precedente   Prossimo >