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I care humanum - Libro PDF Stampa E-mail
Scritto da administrator   
domenica, 16 novembre 2014 17:29
ImageSarà presentato martedì 25 Novembre alle ore 17,30 nei saloni della Parrocchia Mater Domini di Catanzaro  l'ultima fatica letteraria di mons. Vincenzo Bertolone arcivescovo della diocesi di Catanzaro-Squillace dal suggestivo titolo "I care humanum, passare la fiaccola della nuova umanità". Il libro, edito dall'editore Rubbettino di Soveria Mannelli (CZ) ha la prefazione del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, sarà discusso dal prof. Luca Diotallevi (docente di Sociologia presso l'Università Roma Tre) e da don Massimo Naro (Direttore del Centro Studi Cammarata di San Cataldo) alla presenza dell'autore.  Modererà l'incontro Antonio Cavallaro.

Il card. Ravasi nella sua prefazione rileva che si tratta di “un soggetto capitale da sempre, divenuto particolarmente urgente e rovente ai nostri giorni, la questione antropologica. D’altro canto il titolo stesso del volume – “I care humanum”, per l’appunto - tradotto dallo stesso autore come “mi sta a cuore l’umano”, ma soprattutto nell’epigrafe dell’introduzione si legge: “Mi urge l’uomo ed il suo destino”, quasi a voler significare che l’“humanum” è qualcosa in più dell’uomo, perché ne comprende la dimensione attuale e la dimensione potenziale.

E, ancora, spiega l’Arcivescovo, “humanum” è un’espressione “più avanzata rispetto a quelle, maggiormente diffuse, di ‘umanesimo cristiano’ e di ‘nuovo umanesimo’”.  Non appaia neanche priva di significato la scelta di coniugare, sempre nel titolo, inglese (“I care”) e latino (“humanum”): la prima è la lingua globalmente riconosciuta nelle relazioni internazionali, la seconda è la lingua che ha fatto da culla alla nostra civiltà. Sembra che l’autore voglia così rivendicare le due coordinate esistenziali, passato e futuro, entro le quali l’uomo realizza, nel presente, la sua identità.

"Quello di Bertolone è un “appello all’umano” che “chiama in causa valori, grazie ai quali e per i quali l’essere umano formula le sue rivendicazioni, affronta le sue preoccupazioni, vive le sue speranze”. Tre sono i “passaggi culturali e pastorali” solcati: l’importanza umanizzante del riscoprirsi come bambini, la rilevanza della scoperta del genio femminile, il valore dell’esperienza familiare. In tutto questo percorso l’uomo è visto come “cittadino di due mondi”, meglio: “Abitante più del cielo che della terra”. L’umano, in questa lettura, diventa così il punto di raccordo essenziale tra il cielo e la terra: “L’essere umano ha una sua dignità profonda perché è la sintesi originale di due mondi: la sua realizzazione umana ed esistenziale, la sua vocazione divina”.   

"Per Bertolone, la Chiesa cattolica – ed è ciò che sta indicando pure papa Francesco - è chiamata a “farsi più ‘prossima’ agli esseri umani”, a “non ergersi sopra di essi”, a “vivere al loro interno e tra di loro, puntando dritto alla novità di vita”. Avere a cuore l’umano significa altresì sentire “l’urgenza di un dialogo con le etiche, con le visioni religiose e con le varie forme di sapere attuale della stagione postmoderna, in un’opera da condurre insieme con tutte le persone di buona volontà, con l’obiettivo di riscoprire i semi dell’umano e di ripiantarli nel dissodato terreno ultramoderno”. Un simile atteggiamento vuole una “apertura all’umanizzazione dell’azione pastorale” che richiede a “tutti”, laici e religiosi, “un vero e proprio compito sacerdotale nella nostra società”: “Essere sacerdoti, al di là delle differenze di ministero non ordinato e ordinato, significa per preti e laici, aprirsi all’ascolto della Parola nuova e, nella luce proveniente dal messaggio di Cristo, purificare e trarre dalle ombre tutte le cose per riportarle a Dio, in Cristo”.

fonte: VATICAN INSIDER - LA STAMPA
Luigi Mariano Guzzo

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