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ASP condannata per nomina "amichevole" PDF Stampa E-mail
Scritto da A.M.Cavallaro   
mercoledý, 23 luglio 2014 09:57
ImageLa sordida faccenda di cui vogliamo rendere edotti gli affezionati frequentatori del nostro sito, riguarda uno dei tanti "inciuci" della politica in collaborazione stretta con gli alti dirigenti delle aziende pubbliche, in questo caso quelli della sanità nostrana. Ma andiamo a raccontare quanto è accaduto. Nel 2010 passava, purtroppo, a miglior vita il primario di chirurgia dell'ospedale di Castrovillari e l' ASP, come legge prevede, bandì avviso interno per la nomina del suo sostituo, non tenendo conto del fatto che il sostituto esisteva già nella persona del vice-primario dott. Francesco Congi, che aveva tutti i titoli richiesti e, insomma, le "carte in regola", come si dice in questi casi, per occupare degnamente la posizione rimasta vacante.

Ma la cosa non era gradita a chi più in alto stava e così venne ammesso al concorso un altro chirurgo che non aveva i requisiti richiesti e addirittura vennero  "allungati"  e riaperti i temini dell'avviso per consentire al chirurgo "amico dell'amico" di recuperare e presentare la documentazione necessaria e indispensabile. L'ASP non si degnò nemmeno di stilare una graduatoria, ma nominò direttamente con una delibera "ad personam" (la n° 392/2011)  il chirurgo gradito, in chiara e netta contraddizione con quanto disposto dall'art. 18 Ccnl area relativa alla dirigenza medica del Ssn 1998-2001.
Il dott. Congi, giustamente, non se ne stette con le mani in mano e presentò ricorso contro l'ASP presso il Tribunale del Lavoro, che, finalmente, il 2 luglio scorso, in composizione monocratica nella figura del dott. Salvatore Santoro, quale giudice del lavoro ha accolto la richiesta del dott. Congi ed ha pronunciato in via definitiva il provvedimento di condanna verso le parti resistenti al pagamento in solido tra loro in favore del ricorrente dott. Congi delle spese processuali e "al ristoro in favore dello stesso dei danni arrecati".
La magistratura ha fatto chiarezza, ma il caso è emblematico di come si esercita, talvolta, il potere all'interno delle aziende di Stato. Se il dott. Congi non avesse tenacemente fatto opposizione ad una chiara ingiustizia, ci sarebbe stato un ennesimo caso di prevaricazione verso le regole democratiche.
Il dott. Congi da noi raggiunto per telefono, ci ha comunicato la sua soddisfazione per il risultato ottenuto, ma alla nostra domanda riguardante il suo eventuale ritorno nell'ASP al posto che gli competerebbe ha risposto che ormai desidera restare lì, dove è stato accolto nel 2012, presso la Clinica "Villa del Sole" a Cosenza dove si trova benissimo circondato dalla stima del personale e dei colleghi. AUGURI dott. Congi e complimenti per non aver mollato in quella torbida situazione che, suo malgrado, ha dovuto affrontare.

Antonio Michele Cavallaro

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