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Un CD-Book dei canti tradizionali PDF Stampa E-mail
Scritto da administrator   
sabato, 05 aprile 2014 08:45
ImageA un anno di distanza da Conventi, Chiese e figli di S. Domenico nella Diocesi di Cassano, opera ricca di documenti di prima mano offerta agli studiosi pere rendere agevole il loro lavoro di ricerca, da “La presenza del canto”, prezioso strumento di lavoro per chi si dedica agli studi demo antropologici e filologici sul canto di tradizione orale, l’antropologo Leonardo Alario, fondatore dell’Istituto di Ricerca e di Studi di Demologia e di Dialettologia, torna, puntualmente a proporci un’altra pregevole opera, Cantare la festa, un CDbook, edito da Squilibri di Roma, con cui ci propone il frutto delle sue riflessioni sul rapporto fra canto e festa, soffermandosi sui tre grandi cicli di Natale, Carnevale, Pasqua, arricchendolo di un CD contenente  canti rituali di Amendolara, Bombile di Ardore, Canna, Cassano, Cirò, Francavilla Marittima, Mormanno, Montegiordano, Monterosso Calabro, Roseto Capo Spulico, San Mango D’Aquino,  S. Lorenzo Bellizzi, Sant’Onofrio. (Sulla copertina è raffigurato "U pulicinell biell" di Alessandria del Carretto)

Il prof. Alario riconferma l’importanza di mantenere memoria delle tradizioni orali per capire meglio la vita ed i comportamenti dei nostri predecessori:   “Non c’è rito domestico o pubblico, individuale o collettivo, religioso o civile, ordinario o festivo, che non sia informato dal canto. Il canto si manifesta, quindi, nella ricorrenza dei tempi ciclici, che, nel calendario festivo, scandiscono le criticità dei mutamenti stagionali, quando le forme della festa confermano la tradizione e le relazioni comunitarie.”  L’autore, poi,  da noi stimolato ha aggiunto:  “Festa e canto si fanno, allora, un tutt’uno, sorreggendosi e giustificandosi vicendevolmente. Si canta, perché è festa. È festa, perché si canta. La festa, che irrompe nell’ordinario, esorcizza col canto il negativo quotidiano e propizia il positivo sperato. Il canto diventa così, preghiera dolente e straziante per invocare protezione e grazie, oppure espressione di gioia apotropaica e strumento di aspirazione allo star meglio. – e aggiunge – “Della sterminata messe di canti, di cui risuona la festa, in questo lavoro  propongo una selezione di repertori, che comprendono i tre cicli fondamentali del Natale, del Carnevale e della Pasqua così come si vivono in alcuni luoghi della Calabria. Attraverso la sedimentazione dei tempi storici, tra liturgia e folklore, si delineano le ragioni e la varietà delle risposte locali, in un viaggio tra i suoni e i cibi, i personaggi e le memorie orali di un piccolo mondo in festa”.

Siamo molto curiosi di poter leggere sui nostri PC  il CDbook che sarà presentato dapprima nel Salone degli specchi della Provincia di Cosenza e nel Protoconvento francescano di Castrovillari, e, via via, in altri luoghi della Calabria.

Ringraziamo il prof. Alario per il suo impegno costante nel recupero e la conservazione di queste autentiche perle di cultura popolare tramandateci dai nostri progenitori che rischierebbero, altrimenti, di andare perdute per sempre.

 

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