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Sibari

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Sibari: uno scavo inutile? PDF Stampa E-mail
Scritto da A.M.Cavallaro   
mercoledý, 22 gennaio 2014 08:36
ImageQualche giorno fa sul "Quotidiano della Calabria" è apparso un articolo dal titolo: "Solo l'1 per cento del sito di Sibari antica è noto - La colpa è dell'assetto idrogeologico del territorio". Nel testo - che potete trovare per intero nel seguito cliccando sul link indicato -  leggiamo che " L'acqua è il primo nemico di Sibari non solo quando allaga ma anche quando impedisce di scavare (questo è risaputo, il bradisismo ne è la causa principale n.d.r.)...E tutto questo, sempre secondo i progettisti incaricati dal Mibac, proprio a causa del complesso assetto idrogeologico del sito. La principale criticità che ha rallentato lo sviluppo dell’area della Sibaritide - decretano - è sicuramente il complesso assetto idrogeologico , che ha reso finora estremamente difficili gli interventi di scavo ed il loro prosieguo”. Si capisce allora bene come il progetto che fa capo alla misura 3 del “Pacchetto Sibari” da 18 milioni di euro si ponga come quello che, più di ogni altro, potrà non solo risolvere la criticità “acqua”, ma aprire anche una nuova fase di scavi e fruibilità del sito..." 

 L'architetto Maurizio Silenzi, che recentemente ha brillantemente esposto in una conferenza tenuta proprio nella sala convegni del Museo della Sibaritide, una teoria non tanto peregrina, riguardante il reale sito nel quale si dovrebbero trovare le vestigia della Sybaris arcaiaca, ci ha inviato un commento sardonico che  condividiamo e vi proponiamo .

Gli "esperti" scopritori di Sibari (se lo confermano soddisfatti l'un l'altro con grandi pacche sulle spalle), non contenti di avere scavato per quarant'anni estraendo soltanto una piccola parte della colonia romana di Copia (192 a.C.), ed una ancor più piccola parte della precedente Thurii (445 a.C.), ed assolutamente nulla, se non scarse vestigia del separato centro portuale dell'arcaica Sybaris, e non soddisfatti del loro umano "errare", chiedono altri stanziamenti per diabolicamente "perseverare". Questa volta vogliono scendere più sotto ancora della Thurii, per trovare, finalmente, la Sybaris. Inutile dire che troveranno soltanto l'acqua del porto sibarita e qualche coccio delle anfore che si ruppero durante i vari trasbordi dalla banchina alle navi. Ma per far questo vogliono delle potenti idrovore che riescano a prosciugare il mare. Perché lì sotto, è proprio quello troveranno: il mare. Resteremo all'asciutto! Addio belle spiagge del Sinus Thurinus. Addio Mare Jonio. Potremo, finalmente, a piedi, raggiungere il nord Africa. Costoro avrebbero fatto la felicità di Annibale che, invece, con i suoi ingombranti elefanti, dovette fare un lungo giro fin sulle Alpi per cercare di invadere Roma. Pescatori, cambiate mestiere, vendete le vostre presto inutili imbarcazioni. Un sospiro di sollievo lo tireranno anche i migranti, basta con le disagevoli traversate sulle carrette del mare: ci sarà un più comodo esodo appiedato. Mosè sembrerà un dilettante, con il suo semplice prosciugamento del Mar Rosso. Sosteniamo i nostri valorosi pionieri nel loro viaggio al centro della terra, dove, tra breve, esausti, ma sempre soddisfatti, inevitabilmente, arriveranno. (Maurizio Silenzi)

(Cliccare quì per l'articolo del Quotidiano)

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