Skip to content

Sibari

Narrow screen resolution Wide screen resolution Increase font size Decrease font size Default font size    Default color brown color green color red color blue color
Advertisement
Vi Trovate: Home arrow Arte arrow Il sud Pre-romantico
Skip to content
Il sud Pre-romantico PDF Stampa E-mail
Scritto da P.Caracciolo   
mercoledý, 13 novembre 2013 17:02

Image"La comare seduta davanti alla porta". Una figura retorica, un'idioma, un affresco e un'incisione. A Berlino è conservato un dipinto di Marco Ricci, Paesaggio meridionale al tramonto è il titolo. La veduta di un'aperta campagna, gli alberi, i monti, i lavoratori della terra. La vista corre lontano, verso i paesi, i campi, il mare. E sopra un cielo enorme, un grande lenzuolo dal colorito tenue accompagnato da nuvolette leggere ancora illuminate dall'ultimo sole della giornata. E poi l'ombra bruna, la notte sopraggiunge. Si direbbe che vi è silenzio, qualche fruscio di foglie, un grido in lontananza, due o tre parole perse. Poco vento, i lavoratori tornano a casa. Il Sud ha sempre avuto una certa immobilità, non fissa, ma quieta. Una lentezza di movimenti, un adattarsi al tempo quasi annullandolo. Come nei dipinti, l'eternazione del momento.(Cliccare sull'immagine per ingrandire)

Il Sud potrebbe essere appeso nel museo delle grandi vedute, delle nature morte, della vita minuta. Il Sud preromantico. E quello del colore. Giallo, verde, molto arancio, azzurro mare, i grigi, un drappo blu ogni notte. I campi in estate, i campi intristiti d'inverno, le strade sui monti, le vallate mute. I profumi. Si dovrebbe, una volta, fare una storia universale dei profumi; perché forse ancor più dei sapori, essi riportano alla mente attimi passati, restituiscono il reale trascorso ancor meglio del ricordo. Certe fritture, le castagne quella sera alla fine di ottobre, la pioggia dei primi di settembre verso le sei del pomeriggio. I profumi segnano le esistenze forse ancor più di quel che si vede e di quel che si sente. La vittoria dell'olfatto sugli altri sensi.

Ma non è il recupero del passato che ci interessa e neppure il presente, non il futuro. Perché non esistono. Non finisce mai nulla e mai nulla comincia. Sono astrazioni, tentativi maldestri e inefficaci di porre un barlume di ragione all'esistere che pare sovrastare ogni cosa. Il senso del continuum, ecco cosa pare mancare all'uomo d'oggi, l'idea di rinchiudere ogni cosa in sistemi, in calcoli, genera afflizione. Bisognerebbe essere tanto accorti quanto basta per sapere che i calcoli non tornano mai. C'è il mare, il contadino, la costa, il cielo. Ci sono quei due alberi illuminati prima di sera, le piccole case sempre rovinate, il campanile della chiesa, quel rosa bellissimo delle nuvole di Ricci, l'aria, la comare seduta davanti alla porta.

 

 Paola Caracciolo
< Precedente   Prossimo >