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La scuola: Una sfida per il futuro PDF Stampa E-mail
Scritto da F.Garofalo   
lunedý, 23 settembre 2013 07:01
ImageI giovani italiani sono tornati sui banchi di scuola. Come ogni hanno, nel bene e nel male, il tema scuola, rappresenta un punto centrale sul quale non si può evitare una riflessione. Non ci si può sottrarre perché alla scuola è affidato il compito, per una gran parte, dell’orientamento della formazione dei nostri ragazzi, il nostro futuro. E poiché sono loro il nostro futuro, sono loro che diventeranno la classe dirigente del Paese, i professionisti nella società, i genitori delle famiglie, è normale che ci si preoccupi di farli crescere forti nei valori e sani principi per affrontare al meglio i percorsi della vita. Un ragazzo prima dell’apertura del nuovo anno scolastico mi ha chiesto: “Perché ci si va a scuola?”. Ho risposto semplicemente che ci si va non solo per imparare nozioni ma anche per sviluppare un corredo di qualità umane, necessarie a garantire il migliore progresso della società e la tutela del bene comune. Per diventare, in sostanza, buoni adulti.

Questo compito è proprio di quell’attività chiamata educazione, che rappresenta il miglior investimento per il futuro. Soprattutto in tempo di crisi.

E’ una grande sfida e richiede preparazione, motivazione e amore. Chi ha il ruolo di educatore deve guidare tale processo indirizzando i ragazzi nella scoperta e valorizzazione della loro creatività intellettiva, della forza spirituale: educare alla vita buona.

Fare tutto questo, significa far emergere le potenzialità interiori, è condurre i ragazzi fino all’ingresso nel mondo adulto, facendo in modo che possano entrarci consapevoli, maturi, equilibrati.

Certamente, è un compito difficile non appannaggio esclusivo degli insegnanti. Vi concorrono le famiglie, vi attende lo Stato, vi dedica la massima attenzione e tutta la sollecitudine anche la Chiesa.

Ma è indubbio che in buona parte questo ruolo lo svolga la scuola che, da un lato, provvede a far acquisire conoscenze e competenze, dall’altro, a rendere feconda la crescita interiore.

E’ dalla loro integrazione reciproca che si forgiano coloro che domani reggeranno le sorti della nostra società.

La sfida che si pone all’istituzione scolastica è quella di recuperare il suo ruolo di agenzia educativa. Non basta trasmettere nozioni, mezzi e conoscenza, occorre sapere accompagnare il ragazzo nella costruzione libera e consapevole del proprio progetto di vita.

Così come va necessariamente affrontato il tema dell’abbandono scolastico. Dati Istat evidenziano che quasi uno studente su cinque (18,8%) interrompe gli studi al termine dell’istruzione obbligatoria.

 L’abbandono è superiore nelle grandi regioni del Mezzogiorno. E poi il problema del numero elevato dei neet, quelli che non vanno a scuola e non hanno nemmeno un lavoro. Secondo l’Ocse, Education at Glance 2013, in Italia sono più di due milioni.

In tale contesto, resta l’importanza data all’integralità della persona, dunque, il segreto per una scuola migliore. Ed è proprio la sfida che ci attende nei prossimi anni: ci è chiesto un investimento educativo capace di rinnovare gli itinerari formativi, per renderli più adatti al tempo presente e significativi per la vita delle persone, con una nuova attenzione per gli adulti.

                                                                                                                                            Francesco Garofalo

Presidente Centro Studi

“Giorgio La Pira” di Cassano Ionio

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