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PD: Primarie da Farsa a Cassano PDF Stampa E-mail
Scritto da A.M.Cavallaro   
martedý, 01 gennaio 2013 12:16

ImageLe primarie del PD a Cassano per la nomina dei candidati alla camera e al senato si sono concluse con un “trionfo” dell’inciucio, una specie di “bracconaggio politico” di stampo vetero-comunista, che non dovrebbe allignare in seno ad un partito che si definisce democratico e si propone come forza moderna in contrapposizione al centro-destra. Di queste pagliacciate ci sarebbe solo da ridere  se non fosse che questi comportamenti risultano deleteri e difficilmente comprensibili dai giovani che hanno il desiderio di far parte di una formazione politica innovatrice e riformatrice, legata al rispetto delle regole, all’onestà intellettuale, alla concretezza delle idee e alla serietà comportamentale, in un clima di pensiero libero e costruttivo. A Cassano i votanti sono stati ben 1445, mentre a Trebisacce  296, a Corigliano 578, a Castrovillari 248.  Numeri che fanno nascere diversi dubbi anche perché le candidate Covello (figlia dell’omonimo consigliere regionale) e Bruno Bossio (moglie dell’altro consigliere regionale Adamo) a Cassano sono risultate più votate che in qualsiasi altro centro cosentino, Cosenza e Rende compresa, con rispettivamente 721 preferenze la prima e 620 la seconda. A  Villella, che da commissario del partito ha fatto più danni di uno zunami,  Cassano ha “assegnato” ben 386 voti per contro ha avuto solo due voti a Castrovillari. (Foto: Principe e D'attorre: Il vecchio e il "nuovo" del PD clabrese) (in coda l'articolo del Quotidiano di oggi 2 gennaio 2013)

Insomma Il PD cassanese è allo sbando totale anche per  le incursioni esterne da parte di soggetti che nulla hanno a che fare con la tradizione della locale sinistra. Infatti “pare” che, quando si stava effettuando lo scrutinio, si sia presentato un emissario, facente parte di altra formazione politica,  portavoce di un autorevole personaggio cosentino del PD, e abbia preteso fossero “assegnati” 400 voti a Villella, che poi è risultato eletto. E’ chiaro che questa altissima affluenza alle urne sembra molto sospetta e i nostri hanno chinato le terga di fronte agli ordini provenienti dall’alto. Roba veramente da far scompisciare dalle risate, soprattutto quando questi stessi personaggi capaci di simili vili comportamenti, pretendono di presentarsi all’opinione pubblica pudicamente circondati dall’aureola della serietà.

Tutto ciò riflette, ovviamente, la situazione di estrema confusione che regna anche nel PD a livello provinciale e regionale. Come può, per esempio, intervenire il sig. D’attorre nella becera situazione cassanese se egli stesso ha tramato per eliminare tutti i possibili concorrenti per farsi eleggere, secondo un tipico comportamento dell’era stalinista, quando venivano fatti fuori i concorrenti pericolosi in favore di un  unico candidato mentre si provvedeva a “controllare” la fedeltà degli elettori, guai a dissociarsi.  Lealtà, correttezza, la stessa libertà d’opinione, sono tutti sentimenti che nel PD calabrese, semmai siano stati presenti, stanno definitivamente scomparendo sotto i colpi di mannaia di una categoria di vecchi tromboni (che sarebbe già troppo elogiativo definire “casta”)  che non vogliono assolutamente mollare l’osso che hanno ben spolpato e che vorrebbero continuare a spolpare attraverso i loro parenti o accoliti. E’ necessario che coloro i quali desiderano chiarezza e pulizia mentale, restando nell’area del centro-sinistra, scelgano altre vie o non ci sarà futuro per loro  in questa disastrata regione.

Antonio MIchele Cavallaro

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