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Vangelo di giovedý 8 novembre 2007 PDF Stampa E-mail
Scritto da administrator   
giovedý, 08 novembre 2007 10:04
Mons Paglia
Mons. V.Paglia
Il Commento al Vangelo di oggi è di Mons. Vincenzo Paglia, Vescovo di Terni.
Dal settembre del 2002 è Presidente della Federazione Biblica Cattolica Internazionale.
Dal maggio 2004 è Presidente della Commissione Ecumenismo e dialogo della Conferenza Episcopale Italiana.
Presso la Conferenza Episcopale Umbra è presidente della Consulta per il problemi sociali, del lavoro, della giustizia e della pace, presidente della Commissione per i Beni Culturali e presidente della Commissione per la Cultura e le Comunicazioni Sociali.
Giovedì della XXXI settimana del Tempo Ordinario

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 15,1-10.

Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo.
I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro».
Allora egli disse loro questa parabola:
«Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova?
Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento,
va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta.
Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.
O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova?
E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta.
Così, vi dico, c'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

Il commento di Mons. Paglia: 

"Molta folla seguiva Gesù, ed era composta per lo più di malati, di peccatori, di gente abbandonata. Ed è ovvio che tutto ciò non passava inosservato. Anzi, questo rapporto privilegiato con i peccatori era uno dei motivi di accusa: il giovane profeta si mischiava troppo con loro. Gesù mostra che tale rapporto non è casuale; anzi, fa parte della sua stessa missione e, si potrebbe dire, della stessa immagine di Dio. Per questo risponde all'accusa parlando non di se stesso ma di Dio, di come agisce Dio, di com'è Dio. Ben 32 versetti del capitolo 15 di Luca sono dedicati a narrare la misericordia di Dio! Nella prima parabola Dio appare come un pastore che ha perso una delle sue novantanove pecore. Lascia queste ultime nell'ovile e si mette subito alla ricerca di quella perduta. Dio è anche come una donna di casa che ha perso una moneta e si mette a cercarla finché non la trova. Ambedue, il pastore e la donna, dopo aver trovato la pecora e la moneta smarrite chiamano i loro vicini per fare festa. Dio non vuole la morte ma la vita dei peccatori; per questo lascia la sua casa e si fa mendicante d'amore. È quanto Gesù compie."
 
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