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La ricerca di DIO PDF Stampa E-mail
Scritto da F.Garofalo   
mercoledý, 07 novembre 2012 14:55

ImageQuesta epoca in cui il nichilismo più abietto ha dilagato e il pregiudizio governa sul giudizio, sempre più secolarizzata, globalizzata e nell’affannosa ricerca dell’effimero, ci deve condurre ad una profonda riflessione sul nostro rapporto con la fede. La ricerca di Dio è un motivo che ha mosso la cultura dell’uomo sin da tempi immemorabili. In tutte le epoche della storia si trovano tracce di questo atteggiamento. La cultura odierna segnata da un relativismo senza precedenti spesso ostacola non poco l’esperienza religiosa. Dio è sostituito dalle conquiste della scienza, dall’economia del profitto ad ogni costo e dal progresso tecnologico. Nonostante questo, permangono nel cuore dell’uomo le continue domande sulla propria esistenza: cosa è la felicità, l’amore? La sofferenza, il male, la morte? Cosa è l’uomo e qual è il suo destino? Perché non bastano i beni materiali per riuscire a vivere un’esistenza piena?

E nella ricerca della propria vita oggi più che mai si apre la possibilità di ritrovare Dio.(nella foto Francesco Garofalo)

Papa Benedetto XVI ci dice: “Anche le persone che si ritengono agnostiche o atee, devono stare a cuore a noi come credenti... La questione circa Dio rimane tuttavia presente pure loro. Come primo passo dell’evangelizzazione dobbiamo cercare di tenere desta tale ricerca; dobbiamo preoccuparci che l’uomo non accantoni la questione su Dio come questione essenziale della sua esistenza”.(Discorso alla Curia romana, 21-12-2009).

L’uomo sembra essersi smarrito nella molteplicità dei problemi che lo attanagliano e risucchiato

in un tunnel senza via d’uscita.

Non c’è dubbio che viviamo tempi difficili, dove crisi economica e finanziaria si intrecciano con

una crisi ben più grave: culturale, etica ed antropologica.

Si spera che questa crisi possa essere rigeneratrice da cui ripartire per costruire un mondo

migliore.

Ma la speranza resta sempre collegata al nodo principale: non accantoniamo la questione su Dio. L’uomo, saprà trovare la luce in quel tunnel, se avrà la capacità di rapportarsi quotidianamente con la propria fede e, soprattutto, se saprà dare un senso alla propria vita che dovrà necessariamente essere segnata dall’amore verso l’altro, il totale abbandono dalla logica dell’io, dell’egoismo e del primato dell’uomo verso l’altro uomo.

Nel rapporto tra la ragione e la fede, l’uomo e Dio, è di estrema attualità e originalità il pensiero agostiniano. Giovanni Paolo II nella lettera apostolica “Agustinum Hipponeusun” al capitolo II “Il dottore” ci ricordava: “Prima di tutto quelle riguardanti il problema che più lo attanagliò in gioventù e sul quale egli tornò con tutta la forza dell'ingegno e la passione dell'animo, quello riguardante le relazioni tra la ragione e la fede: un problema di sempre, di oggi non meno che di ieri, dalla cui soluzione dipende l'indirizzo del pensiero umano. Ma problema difficile, perché si tratta di passare incolumi tra un estremo e l'altro, tra il fideismo che disprezza la ragione e il razionalismo che esclude la fede. Lo sforzo intellettuale e pastorale di Agostino fu quello di mostrare, senza ombra di dubbio, che «le due forze che ci portano a conoscere», devono cooperare insieme”.

Se l’uomo non riuscirà a compiere questo sforzo vivrà una vita sterile, dove il Dio denaro prevarrà sopra ogni buon proposito che vorrà compiere.

Francesco Garofalo

Presidente Centro Studi “Giorgio La Pira”

 Cassano All’Ionio

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