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Ancora un sermone? Ancora picche! PDF Stampa E-mail
Scritto da G.Alfano   
luned́, 23 luglio 2012 18:30
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il professor Monti
Offriamo ai nostri assidui frequentatori del sito il pensiero di un economista calabrese, il dott. Giulio Alfano, sulla situazione politico-economica dell'Italia in questo momento di stravolgimento completo del modo di intendere il danaro e la sua funzione nella vita dei singoli e della collettività.  Le domande che l'autore si pone, sono quelle che ci dovremmo porre tutti per agire  con cognizione di causa, in un futuro prossimo, quando saremo chiamati "democraticamente" ad esprimere le nostre scelte. (A.M.C.)         "Altre letture sono possibili! Letture ben più coscienti e serene, specie, rispetto ai sermoni dell’ultima ora. Nessuno scorda, infatti, la pura violenza politica tenuta da costoro nei confronti degli Italiani, al momento di decidere. Quella stessa violenza che consentì loro, da una parte, di non badare a spese nel contrarre inauditi prestiti dalla Germania mentre, dall’altra, di perpetrare furti notturni per decreto dal sudatissimo risparmio degli italiani.
Ogni giorno diventa più difficile fare le cose più basilari che, in ogni democrazia ed in ogni repubblica, ogni cittadino ha il diritto di poter fare. Per esempio, diventa sempre più difficile compiere scelte di breve e di medio periodo per non parlare di quelle di lungo periodo che, oggi, risultano del tutto impossibili da approcciare.

Risulta ogni giorno più complesso:
* capire le scelte governative in tema di economia, lavoro, giustizia, sviluppo, finanza, equità, partecipazione, rapporti con gli altri paesi UE;
* intravedere risultati in grado di giustificare i sacrifici che gravano tanto più pesantemente, quanto più correttamente il cittadino si comporti nei confronti dello Stato e delle istituzioni;
* capire quale sia l’obiettivo o quali siano gli obiettivi reali rispetto a quelli dichiarati che il governo sta perseguendo;
* osservare quella necessaria ed imprescindibile coerenza che dovrebbe caratterizzare il rapporto tra le dichiarazioni ed i comportamenti dei legittimi rappresentanti del corpo elettorale;
* immaginare il percorso (oppure “un percorso”) verso quell’equilibrio stabile che possa consentire al cittadino di compiere con cognizione qualsiasi scelta, comprese quelle più impegnative di medio e lungo periodo;
* pensare che questa politica non sia ostaggio di forze più o meno occulte che gradualmente si sono sostituite a quelle istituzioni che avrebbero dovuto garantire la concretezza del concetto di rappresentanza e di quello di democrazia;
* pensare che sia necessario far parte di una delle tante lobbies, più o meno spontanee formatesi negli ultimi trent’anni, per poter ottenere una certa considerazione per determinate istanze o bisogni;
* distinguere l’orizzonte nazionale da quello europeo per poter interpretare quali potrebbero essere le nostre prospettive internazionali;
* ricomporre le corrette prospettive tra i risultati ottenibili dal proprio lavoro e quelli ottenibili dal rendimento finanziario;
* intendere quale debba essere il corretto rapporto tra il diritto degli speculatori a spuntare il rendimento atteso ed il diritto di ogni cittadino a contribuire secondo la propria capacità contributiva e non secondo le arbitrarie richieste governative (più o meno scorrette poiché continuamente rimodulate al rialzo e senza che vi sia stata alcuna variazione positiva negli indicatori del benessere economico).

In una condizione del genere, se quanto osservato ed evidenziato corrisponde al vero, risulta del tutto impossibile immaginare che le scelte adottate possano minimamente essere compatibili con quelle che ogni cittadino od ogni suo rappresentante, regolarmente eletto, avrebbe, ragionevolmente, compiuto.
Chissà, forse moltissimi italiani, potrebbero riconoscersi in un nuovo manifesto per l’Italia. Per un’Italia migliore in cui ogni italiano possa riconoscersi consapevolmente ed avvertire quel senso di coinvolgimento che caratterizza le scelte politiche a misura di cittadino e di contribuente.
Il riferimento corre veloce verso scelte politiche che, differentemente da quelle attuali, siano adottate attraverso la cosciente individuazione e la conseguente fissazione degli obiettivi strategici di medio e lungo termine nel rispetto palese del principio dell’equità e di quello della sostenibilità nel momento della loro concreta applicazione."

Giulio Alfano

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