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Corvi e Cornacchie in Vaticano PDF Stampa E-mail
Scritto da F.Petramala   
giovedý, 07 giugno 2012 07:55
ImageCi sono tutte queste specie di volatili in giro per l’Italia di oggi, ma c’erano anche nell’Italia di ieri, forse meno numerosi ma certamente non così smisuratamente sfrontati ed invadenti. I corvi nel Vaticano nessuno immaginava fossero così protervi. La storia delle cose vaticane è piena di episodi violenti e di lotte intestine, di potere come si dice, che hanno coinvolto prelati e fazioni per esercitare il così detto potere temporale o alcuni aspetti di esso.  Non c’è bisogno di ricordare i tradimenti dell’epoca di Carlo V o di Alessandro Borgia e le congiure precedenti e successive, per dare la sensazione delle dimensione negativa che la vita della curia romana alcune volte ha offerto nei secoli.  Quel che fa impressione è la secolarizzazione delle pratiche vaticane, l’adesione alla pratica quotidiana dell’Italia dell’ultimo ventennio che ha permeato il Vaticano.  Non ci impressiona ovviamente il contenuto delle rivelazioni dei documenti trafugati, né quel che sta dietro il documento; semplicemente constatiamo che il Vaticano purtroppo è come le altre istituzioni, dove avvengono le cose del mondo e con le stesse modalità del mondo comune.  Nello steso tempo viene immediata l’esigenza di distinguere il Vaticano dalla Chiesa, dalla Ecclesia, la comunità di cristiani e ciò di cui veramente lagnarsi è una sorta di lontananza che in questi anni la Chiesa ha osservato nei confronti della società italiana.

Il fatto che la sua presenza si sia fatta sentire solamente in occasione delle problematiche originate dagli episodi dolorosi della eutanasia e  testamento biologico e non per tutto il resto, fa meraviglia.

Sarebbe stato giusto attendersi un richiamo esplicito e senza tolleranze, di fronte agli eccessi di comportamenti dei berlusconiani o di chi li scimmiottava, dello stesso Berlusconi e non solamente per le feste di Arcore, di coloro, fra quelli, che hanno fatto strame delle Istituzioni.

C’è oggi invalsa una nuova morale, per fortuna pare, forse, chissà, volesse il cielo !!!, tendente alla riduzione dello sproposito, per cui tutto è possibile., tutto possibile negare, tutto accettare come inevitabile pur se inaccettabile, rappresentare tutto il male di chi ha preceduto per legittimare la pochezza di chi è succeduto, come i comportamenti di taluni della classe dirigente del paese, politici e non, che rendono molte pratiche incompatibili con una democrazia e con la stessa correttezza e quindi civiltà delle relazioni fra i cittadini. Grave colpa, che a volte giustificherebbe la dissoluzione dello Stato unitario, è utilizzare le Istituzioni come le aree di caccia dedicate al proprio arricchimento con le coperture del caso.

E’ questo che fa impressione: la estraneazione sostanziale o l’indifferenza della Chiesa italiana, in questo ventennio, che ha provocato il fenomeno del Vaticano, per questo aspetto, omogeneizzato all’Italia.

 Ha ragione Benedetto XVI a ricordare la Torre di Babele.

Franco Petramala
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