Skip to content

Sibari

Narrow screen resolution Wide screen resolution Increase font size Decrease font size Default font size    Default color brown color green color red color blue color
Advertisement
Vi Trovate: Home arrow l'Opinione arrow L'eccesso di LibertÓ porta alla Tirannia
Skip to content
L'eccesso di LibertÓ porta alla Tirannia PDF Stampa E-mail
Scritto da administrator   
sabato, 28 aprile 2012 07:20
ImageLo diceva Platone 2400 anni fa e certamente il suo pensiero è valido ancora oggi. Vi propongo la frase del grande filosofo e un pensiero sull'argomento, nella seconda parte, del dott. Franco Petramala, un modo per riflettere e meditare sul vivere dei nostri tempi: "Quando un popolo assetato di liberta', trova a capo coppieri che gliene versano a sazieta' sino ad ubriacarlo, accade allora che se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi sono dichiarati tiranni. E avviene pure che chi si dimostra subordinato ai superiori è definito senza carattere, servo; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari e non è più rispettato, che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui, che i giovani pretendono gli stessi diritti, la stessa considerazione dei vecchi e questi per non parer troppo severi, danno loro ragione. In questo clima di libertà e nel nome della medesima, non vi è più riguardo né rispetto per nessuno. In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: la tirannia.*
Platone nell'VIII libro de "la Repubblica"

 

Image
dott. Franco Petramala
Le Università, le squadre di calcio, quelle blasonate e quelle meno, naturalmente le Onlus, le Associazioni, le squadre dilettantistiche di football americano; tutti organizzano la “raccolta” del 5 per mille, così da sempre la chiesa cattolica, le associazioni umanitarie, ecc ecc…
Un altro gratta e vinci.
Non sono un nostalgico della smorfia napoletana e non mi ha mai appassionato il gioco. Tuttavia non sono per forza nemico del gioco. Solamente che sta diventando una ossessione, non già il gioco in sé, ma il fare tutto e di tutto tranne che lavorare, intraprendere, cercarsi un lavoro. E’ il male tipico di società avanzate ma ferme, quelle che aspettano; dalla politica? Nemmeno da quella: c’è l’antipolitica: ieri sera ho assistito ad una trasmissione sulla “7” dove l’ospite era il vicesindaco di Vicenza, una gradevole giovane signora che sosteneva: il male non è l’antipolitica, è ciò che ha creato e determinato l’antipolitica. Ma dunque se c’è l’antipolitica e quindi l’avversione ai politici, se ci si affida al “gratta e vinci” o al 5 per mille, se non c’è lavoro e non lo cerchi, non lo crei e quindi non lo offri, vuoi vedere che siamo alla decadenza della società italiana? così baldanzosa nella prima repubblica, invecchiata e appesantita nella transizione fra prima e seconda, festaiola e del “tutti in discoteca” quella di oggi?
Vuoi vedere che qualcuno, pentito, invocherà di nuovo la politica e magari idiotamente un salvatore?, un dux, uno  che farà perdere altri venti anni a questo splendido paese?

Franco Petramala

 

< Precedente   Prossimo >