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Vecchie e nuove storie PDF Stampa E-mail
Scritto da M.Miani   
sabato, 21 aprile 2012 21:44
ImageEccoci qui nuovamente a discutere dei nostri cari politici quelli vecchi insulsi oramai e quei nuovi buoni ladroni che lo stesso Cristo allontanerebbe dal Golgota. L’onda della deprecazione aumenta e l’ira si trasforma in rabbia, ma la colpa e nostra, abbiamo scelto degli uomini politici che hanno tradito la nostra fiducia e la nostra fede in un ideale che pensavamo poteva essere condiviso appieno e reso reale da questi compagni di avventura nel corso del tempo; purtroppo è andata così un’altra volta dopo Tangentopoli e dopo altri mali affari che hanno caratterizzato la vita politica della nostra repubblica. Voltiamo pagina. Eliminiamo le recriminazioni, diamo un calcio al passato e pensiamo al futuro. Il futuro deve essere sgombro di ombre e fantasmi del passato, innanzitutto bisogna fare  piazza pulita, indaghiamo sul come sono stati dilapidati tanti denari, mandiamo ancora una volta sotto processo chi ha rubato, con giustizia senza rancori, ma portando alla luce del sole ruberie, cattive amministrazioni, ignoranza, ignavia e tornaconti di tanti piccoli personaggi ignobili ed anche di persone preposti a controllare in che maniera questo mare di soldi era convogliato nelle casse dei partiti e poi utilizzato, che non hanno mai fatto nulla per fermare questo stillicidio continuo.

Certamente vi è poco o niente da salvare checché ne dicano politici e giornalisti nel fare tanti distingui e tanti inutili legittimazioni di correttezza a titolo personale.
E quello che dico é sacrosantamente vero, perché se il tesoriere di turno ha rubato, certamente chi era proposto al suo controllo, non può dire, io non sapevo nulla; così come il segretario, il presidente ed altri, che vivevano all’ombra dei vari consigli e della struttura, perché si fa un’offesa al popolo, agli elettori che non sono tutti imbecilli e rincoglioniti ma, che purtroppo nulla possono fare una volta che hanno eletto persone che dovevano rappresentarli mentre questi impunementi hanno tradito la fiducia. Né si può asserire che il presidente, il segretario di un partito nulla sapeva e se vi è stato malversazione, tutto è avvenuto, alle loro spalle, per una congiura nei loro riguardi. Nemmeno é logico che di una persona, di cui è dimostrato l’abuso, solo per essere il capo, il fondatore di un’appartenenza, se ne possa santificare il nome e la ruberia, perché se essa è dimostrata l’uomo importante, o meno, é solo un ladro da mantenere lontano da ogni forma di governo. Storicamente sono stati più realisti di noi i francesi all’atto di promuovere la presa della bastiglia.  
Dobbiamo incominciare da zero. Ma, dovendo intraprendere nuovamente la strada, vediamo di renderla pulita, piana, chiara senza pericoli d’intrallazzi, senza possibilità di manovre poco limpide.
Dobbiamo dire a rigor di logica che è vera una cosa, perché lampante, nessuno è tenuto a far politica spendendo del proprio, anche se ciò potrebbe sembrare quasi auspicabile, ma al tempo attuale è impensabili.
La vita politica costa chi si dedica ad essa, deve essere preparato, deve dare tempo e dedizione, non può essere un improvvisato pinco pallino qualsiasi sconosciuto e senza cognizioni di cause. In parole chiare come ogni genere di altra attività, la vita politica deve rendere denari alla persona che se ne occupa, perché questa ha una famiglia, una qualificazione, ha necessità di vivere con risorse idonee e, principalmente per correttezza, queste devono essere pari a livelli di altre persone nella funzione di dirigenti ed in quella del grado da ricoprire.
Quest’ultimo aspetto deve essere presente al momento in cui si deve definire una paga giusta ed equa per il parlamentare, per il senatore, per i vari presidenti e per le altre cariche previste nella scala delle rappresentazioni politica. Io ho detto che deve essere giusta ed equa, ergo senza sovrapposizioni di mensili, per incarichi doppi e tripli, impegni che comunque fanno parte della professione scelta e del mandato avuto dagli elettori come succede in ogni attività prestata, ciò come distinguo reale e non ideale. Dovranno avere rimborsi per le spese affrontate e documentate che non saranno a forfait, dovranno godere dei versamenti di contributi adeguati per malattie, pensioni ed altre previdenze come per ogni cittadino e con le stesse e medesime leggi e modalità per godere di giusta pensione di fine lavoro, così come ogni dipendente privato o pubblico in funzione degli anni di servizi i quali, devono essere perequati all’età pensionabile di altre categorie. Non si può legiferare con preferenze, sperequazioni ed altre idee non egualitarie. Le diseguaglianze devono sparire come previsto dalla costituzione.
Detto quanto sopra sarà di conseguenza che, il politico parlamentare, certamente dovrà svolgere la sua vita politica anche con l’ottica del reclutamento dei futuri elettori che sposeranno le sue idee politiche ed i suoi stretti ideali, avrà delle spese per far questo, per uffici, spese per la pubblicità, per comizi e quanto altro per permettere l’affluenza ai seggi elettorali dei suoi sponsor ed alla sua elezione e tutto ciò dovrà essergli riconosciuto quale necessità primaria e giusta, come spese compiute per la collettività, come in ogni paese democratico lo stato riconosce giusto.
Questa necessità deve essere tutelata. Come?
Vi sono due idee che sono seguite nei vari paesi democratici: la prima prevede un sostegno da parte dello stato; la seconda prevede un sostegno da parte di privati che hanno gli stessi ideali.
In Italia si sono seguite ambo le stradi in periodi differenti, ed ambo le strade purtroppo hanno dato problemi di etica e di morale, gravi. Perché?
Il sostegno dello stato è stato largo, modificabile a discernimento del parlamento con aggiunte e aumenti non controllati. Pensiamo ad un ladro che si dovrebbe controllare quanto ruba: impossibile e non pensabile. Non chiamo ladri i vari elementi dello stato, ma, certamente un sistema del genere non permette controlli e limitazioni da parte del popolo sovrano, questo non volendo accollarsi queste spese, l’ha sancito con referendum, ma ha dovuto soccombere perché è stato raggirato in parlamento.
Il sostegno dei privati, industriali, simpatizzanti, tesserati, ed altri, sempre a carattere privato, comporta una distorsione e pericoli per il paese: troppi gli interessi che giostrano attorno ai parlamentari che devono legiferare. I parlamentari, sarebbero tenuti in mano, da chi gli permette di vivere la vita politica senza l’assillo della spesa quotidiana, questa è possibilità reale e non irreale. L’uomo sarebbe facilmente ricattabile in tal senso. Vi può essere chi resisterebbe al ricatto non piegandosi per richieste di parte e ci potrebbe essere chi, pur di fare denari, cederebbe favorendo il suo sponsor di turno. E comunque vi potrebbe essere chi, nella sua posizione di privilegio politico parlamentare avanzerebbe richieste di tangenti, favori ed altre elargizioni facendoli passare per sostegno politico volontario di privati (vedi i processi di tangentopoli).
Considerando l’animo umano, credo, che, il sistema più pericoloso dei due, è proprio quest’ultimo. I fatti andati ci danno ragione. Non si può neanche pensare che l’uomo politico possa provenire da una casta, nella quale vi sia possibilità di avere a disposizione denari in quantità, in ragione di appartenenza a gruppi industriali, commerciali o altro potere; il quale uomo, possa realizzarsi e giungere alla poltrona di comando, poiché, in questo caso, vi sarebbe l’inconveniente palese del conflitto d’interessi, con gli stessi problemi negativi per lo stato di avere danni nell’identica maniera che per il sovvenzionamento dei privati.
Alla luce dei fatti, bisognerà propendere per il sovvenzionamento dei cittadini tramite lo stato, che mi sembra l’unica strada percorribile e meno pericolosa.
Secondo la mia opinione questa sovvenzione dovrà essere fatta a titolo ed livello personale e non collettivo per partito o lobby, giacché i partiti questo sono. In quanto tali, essi, nel loro interno, delimitano la libertà delle persone, poiché, una volta che la persona politica entra in un insieme di queste entità, non troverebbe la possibilità di aggregarsi alle proposte di leggi d’interesse collettivo e non di parte ma, egli sarebbe costretto, a favorire il gruppo di appartenenza: altrimenti l’espulsione dal partito.
Comunque si scelga: livello personale o livello di gruppo, il sovvenzionamento deve essere accettato per il bene comune della società. Detto ciò bisogna fare delle premesse di considerazioni sul come, sul quando, sul quanto, sul chi deve avere, su chi controlla, sul chi amministra, su chi risponde davanti ai responsabili del popolo sovrano.
Alla luce di quanto accaduto, innanzitutto, bisogna considerare le spese, cioè le somme da rimborsare: queste non possono e non devono essere esorbitanti, i partiti, allo stato attuale e nel passato, hanno avuto miliardi di euro, talmente tanti che hanno speso a loro piacere ed anche a titolo personale, per procurarsi beni di enorme valore dai residui non irrilevanti dei rimborsi, pensiamo ai beni immobili che fanno parte del patrimonio dei partiti; per tale cosa le somme dovranno avere dei limiti da non superare, se non stabilito, dalla corte dei conti in ragione dei valori Istat che valgono ogni qualvolta lo stato deve concedere aumenti a pensionati e dipendenti. Una nuova legge, dovrà definire il quid legato alle spese effettive, comprovate da documenti, prove reali delle spese: fatture innanzitutto. Il pagamento di queste fatture, quindi la loro liquidazione, dovrà essere effettuato dopo controllo incrociato da parte di enti privati e ministero della finanza che ne avranno accertato la veridicità e la congruenza con i costi correnti. Il titolare richiedente, dovrà dichiarare chi percepirà, in nome di chi avrà speso, autorizzato da chi, chi risponderà delle spese effettuate, chi sarà responsabile delle scelte sulla convenienza economica e della trasparenza di queste, secondo la normale procedura con cui si affidano opere dello stato a privati essendo il denaro di questo e quindi come tale dovrà essere amministrato.
In altre parole, non è possibile trovare una soluzione come quella prospettata pasticciata dai 3 ABC della nostra classe politica, perché essa e piena di buchi e senza limiti decenti che salvaguardino le casse dello stato, ed il rispetto dell’interesse collettivo e il decoro delle persone che si arrabattano per vivere giorno dopo giorno facendo enormi sacrifici, per procacciare i fondi destinati ai chi deve rappresentarli.
Il tempo innanzi a noi è ancora molto, prima che giunca il 2013 e, la stessa data delle fatidiche elezioni. Il governo Monti ha possibilità di legiferare in materia anche in modo forte, giusto e consone ai desiderati del popolo e non a quello dei politici.
Questo popolo saprà aspettare e, io mi auguro, che saprà anche liquidare gli attuali rappresentanti politici che l’hanno derubato in tantissimi anni sia per i denari scivolati a fiumi nelle loro tasche, che per averli raggirati di fronte ad una loro volontà determinata da un referendum popolare.

Michele Miani

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