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Il parere di Miani e GRAZIE a tutti i visitatori PDF Stampa E-mail
Scritto da administrator   
giovedý, 09 febbraio 2012 08:54
ImageA proposito del mio articolo dal titolo "Monti la fa troppo facile", Michele Miani, che posso considerare il "poeta" del nostro sito, mi ha mandato una lunga ma interessante opinione sull'argomento, ve lo propongo integralmente nella seconda parte. Nello stesso tempo desidero RINGRAZIARE tutti gli amici che seguono questo sito in modo continuo e che lo segnalano ad altri, sono orgoglioso di comunicare che nelle ultime 24 ore, cioè da ieri alle ore 8,00 fino a stamattina alla stessa ora il sito ha toccato un record eccezionale di visitatori ben 8150. Per un sito web modesto come questo, senza fronzoli e senza pubblicità, credo sia una grande affermazione, non vi nascondo che stamane quando ho letto il dato statistico mi sono commosso, ho chiamato i collaboratori al telefono, alcuni di loro avevano già notato il dato, e ci siamo ripromessi di continuare la nostra azione di denuncia e di informazione sempre allo stesso modo: con lealtà, onestà intellettuale e senza vincoli commerciali, finchè il Signore ci darà la forza e la lucidità per continuare. Cari amici web-nauti, la vostra presenza costante, seppur virtuale, ci dà il coraggio e la voglia di continuare, nello stesso tempo ripetiamo che il nostro spazio è aperto a chiunque volesse collaborare con propri contributi di qualsiasi genere. GRAZIE. Tonino Cavallaro

Amico mio,

Ho letto il tuo articolo, è uno sfogo legittimo che condivido. Già ti avevo indicato il mio stato d’animo quando t’inviavo i miei auguri prima di Natale. Il tanto decantato prof. Monti, con i suoi tecnici, a mio avviso ha sì accontentato e accontenterà ancora l’Europa, maggiormente accontenta la Francia, la Germania, ma sta portando nel frattempo allo sfacelo sociale l’Italia. Non si è reso conto che il paese è in ginocchio. Tagli ai redditi, tagli alla sanità, tagli ai pensionati, alla scuola, alla sicurezza sociale, a quella delle persone e non andiamo avanti, altrimenti la lista si allunga in modo esagerato. Quale soluzione ha raggiunto? Non si capisce. Ha risolto i problemini datigli dai potentati d’Europa, per cui è giusto il plauso ricevuto da Sarkosy e dalla Merkel. Ma poi l’Italia?

Poteva trovare i soldi per far fronte ai nostri debiti, in altra misura e maniera, senza raccattare spiccioli da tanta povera gente, che già prima faceva fatica ad arrivare alla fine del mese. Poteva più facilmente, come dici, e non sei il solo, intervenire nei confronti dei grandi patrimoni, dei grandi signori della finanza, dei grandi industriali, che ogni giorno a loro insaputa guadagnano miliardi, come se fossero noccioline, tanto che non hanno il tempo reale per spenderli. Sono oltremodo indicativi gli sperperi del Berlusconi, re Mida moderno, i soldi facili si sciupano con pseudo attricette che donano le loro grazie a peso d’oro, festini goliardici, giocatori di calcio spesso, montati campioni, pagati con cifre astronomiche, politici da corrompere e, chi ne ha più, ne metta. Non è, quello che dico, un far d’ogni erba un fascio, né tanto meno mettere in discussione una loro lecita libertà. Tutti sappiamo però che la mia libertà si deve fermare davanti a quella giusta di un’altra persona e dei suoi leciti diritti di vivere senza dover elemosinare il pane quotidiano.

Dai nostri Paperoni il prof. Monti, avrebbe ricavato molto di più, di quello che la povera gleba ha dato, ed in pieno rispetto della costituzione.

Non parliamo delle modifiche, delle liberalizzazioni che dovrebbero portare ad una ripresa, ad una stabilizzazione di carattere finanziario-economico è intervenuto sui meno forti, non sulle caste politiche e su quelle commerciali, giacché alle prime avvisaglie di guerra, il Monti ha perso il coraggio e si è inceppato. Parlano dei Farmacisti, delle libere professioni, dei parlamentari, delle assicurazioni, dei magistrati che ringhiano come bestie inferocite ed eccetera. Con queste classi è intervenuto addolcendo la pillola con concessioni, con aggiustamenti di favore e altre belle idee, onde mitigare nei loro confronti il rigore del suo primo programma. I parlamentari che non vogliono essere toccati, portando esempi sbalorditivi di altri paesi, ove i loro simili, dicono, hanno elargizioni superiori. Dimenticandosi che costoro non hanno portato i loro paesi allo sfacelo, dimenticandosi che ogni altro cittadino paga per i loro danni ed intrallazzi e, proprio loro, i fautori di tanto disastro, vogliono restarne immuni, indenni, vogliono gestirsi in proprio, come i magistrati che rifiutano ogni controllo e ogni riparazione per eventuali errori, con la scusa, che l’idea di sbagliare li rendono nervosi, poco sicuri nell’operare: sono forse persone di seria “A” non uguali agli altri cittadini italiani. Tanti altri professionisti e lavoratori, operano con la spada di Damocle sul collo per i loro eventuali, possibili errori come progettisti, consulenti e altre categorie, queste persone non vivono drammaticamente la crisi così virulenta, con la consapevolezza della possibilità di un errore umano da riparare, con risarcimenti e carcere?

Parliamo delle assicurazioni altro pezzo forte del mercato. Si cerca di diminuire gli effetti dell’ideologia Montiana di un ridisegno degli introiti enormi che queste hanno, che non sono minimi, poveri lucri, se consideriamo che nascano assicurazioni come funghi, per i possibili vantaggi e i guadagni che potrebbero ottenere. Si pensa di far risparmiare gli utenti “inventando la scatola nera sull’auto”, questa non si capisce chi poi la dovrebbe pagare, mentre loro continuano ad arricchirsi. In questo campo dovrebbe essere facilissimo eliminare i balzelli della doppia, tripla, quadrupla stangata annuale sulla somma del premio, per le vetture possedute e dovute per la responsabilità civile. Mentre il cittadino possessore di auto dovrebbe e potrebbe liberamente, secondo mercato non dopato, tollerare le quote per danni dovuti per furto e incendio, che ritengo, essere ancora un grosso affare per le assicurazioni checché ne dicano le stesse, giacché la maggioranza degli italiani non è gente disonesta e ladra dediti al continuo malaffare.

Io non posso dare lezioni di economia e di finanza al Professore, né consigli, non ci capisco molto. Sarebbe il caso che lui chieda consiglio alla consorte, forse, come mia moglie, in questo campo di piccola economia casalinga. Le donne in genere qualcosa, con il loro buonsenso, ne masticano.

L’esempio che tu porti dell’Inghilterra, calza a pennello come un altro sistema, escogitato dai nostri avi romani. L’imperatore Tiberio che, in momento di crisi dell’impero, scarseggiando anche la liquidità monetaria, immise sul mercato e nelle banche la ricchezza dello stato, onde favorire con prestiti, ed elargizioni varie fatte ai cittadini, con regole severe, per smuoverli ad industriarsi a commerciare, a riprendere fiducia nel proprio lavoro, ciò per arginare lo stato di apatia e di paura del proprio popolo. Ne ebbe i frutti, perché il commercio e la produzione rifiorirono, l’erario dello stato si rimpinquì con maggiori entrate e l'imperatore ebbe per lungo tempo la calma politica e sociale nel paese. Il nostro stato, è stato detto da più parti in questo periodo, ha ricchezze per il demanio, ha edifici che non rendono, ha ricchezza in oro e quanto altro. In molti casi sono beni in mano di abusivi, a privati che li sfruttano arricchendosi.

Ora il presidente Monti spinge sulla decisione di modificare l'art. 18 dello statuto dei lavoratori. Si fa tanto parlare del licenziamento per giusta causa, si alzano polveroni e barricate sia da una parte sia d’altra, non so chi ne trae maggior beneficio e chi volutamente ha messo in campo questa tema. Dato che, i tempi non sono tanto lontani, ricordo facilmente che in primis era stato il governo Berlusconi, che nei fatti dovette retrocedere per la consulta e per la piazza. Come mai ora ritorna in campo facendo leva su una richiesta proveniente dalla comunità europea, che su ciò non ha alcun interesse e guadagno. Pare di sentire un odore di combine, di doping. Cerchiamo di spiegarci, sappiamo quello che succede nelle fabbriche. In molti di questi accadimenti, dobbiamo dichiarare che la verità sta nel mezzo. Si trova difficoltà a licenziare sindacalisti, dipendenti lassativi, dipendenti ladri, arci-protetti dai sindacati, e si trova difficoltà a licenziare onesti operai che nulla hanno a che vedere con i guazzabugli degli accomodamenti condotti nelle aziende, con i sindacalisti affaroni interni, e con gli affari extra stabilimenti dei titolari e dei sindacati a livelli più alti. Troppo spesso questi dipendenti perdono il posto di lavoro ingiustamente. Ma, allora esiste sempre la giusta causa? Sembra di no! E questa risposta vale per tutti. Quanti sindacalisti potrebbero essere licenziati, quanti ladri e lavativi? Il problema non sono queste categorie, la paura principale e reale sia per i datori di lavoro che per le maestranze è dettata dalla preoccupazione e dagli interessi posti dalla presenza della massa dei lavoratori che i primi, i padroni, vogliono, ma non devono, gestire secondo il loro utile del momento. Ci sono commesse si lavora, non ci sono si licenzia. Serve avere mani bianche nel fare e nel disfare dimenticandosi che nel momento positivo si sono avuti utili strepitosi arricchendosi, poi ci si nasconde dietro la parola “crisi”, chiudendo opifici, licenziando liberamente senza freni, per non considerare senza tener presente nella giusta visuale che, l’operaio, il dipendente licenziato non potrebbe avere una vita facile, non avendo un suo gruzzolo accumulato, che lo aiuti a cercarsi un altro lavoro e la possibilità che questo nel tempo si riesca a trovarlo.

Per me, si deve tener presente che il problema reale e non irreale, è la differenza del guadagno, nella suddivisione degli utili non v’è nessuna giustizia sociale tra la remunerazione del capitale e quella della forza lavoro. Qui sta la lotta! La sopravvivenza dell’uomo più debole; la rivendicazione sociale che si vuole ignorare è quella di avere più giustizia, più uguaglianza. Questo Monti lo conosce, nessuno doveva suggerirgli di porre in gioco un simile nodo, lui medesimo poteva rifiutarsi e non accettare un gioco così pericoloso.

ImageMiani Michele

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