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Sibari

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"Mo' basta", lo diciamo noi PDF Stampa E-mail
Scritto da A.M.Cavallaro   
martedý, 24 gennaio 2012 13:25
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Stazione di Sibari nel 1955
Dopo la notizia che abbiamo dato ieri riguardante la chiusura della stazione di Sibari, siamo stati assaliti da telefonate e messaggi di webnauti che volevano saperne di più. Di corsa abbiamo inserito un messaggio sul guestboock per confermare la notizia e da quale autorevole fonte l’avevamo appresa. Anche sul social-network Facebook sono stati tantissimi gli interventi di cittadini sgomenti e annichiliti da questo ulteriore furto che le Ferrovie vogliono inferire al nostro territorio. Il nostro sindaco, nonché consigliere regionale avv. Gallo, ha diramato, attraverso l’ufficio stampa del comune, il comunicato che trovate nella seconda parte. Prescindendo dal fatto che prima della notizia da noi diffusa attraverso il web, c’erano state diverse avvisaglie e i nostri politici, sindaco compreso, avevano reagito con lettere e proclami che evidentemente non sono serviti a nulla. Addirittura la stazione doveva essere chiusa a marzo, solo l’azione dei sindacati di categoria ha permesso di procrastinare l’azione  a Luglio, nella speranza che intanto potesse succedere il miracolo.

Il sindaco annuncia prese di posizione dure, ma quando e come? Se Scopelliti & partners non riescono neanche a farsi ricevere dal ministro Passera, le loro parole sono vuoti proclami, privi di senso. Un alto dirigente di Trenitalia, da me conosciuto durante un meeting, nel mese di novembre 2011, mi aveva detto che la regione Calabria era stata preavvertita un anno prima dei tagli che sarebbero stati effettuati sui treni di lunga percorrenza e si aspettavano che i nostri rappresentanti istituzionali facessero delle proposte onde in qualche modo ovviare alla privazione che avrebbero subito i calabresi. Non c’è stato nulla da parte della Regione Calabria, salvo giocare con le parole, quando l’estate scorsa l’on. Orsomarso se ne uscì sulla stampa preannunciando collegamenti “a costo zero per la regione” dall’aeroporto di Lamezia a Sibari ed altre località calabresi per i turisti. Ovviamente il tutto finì in un flop abbastanza ridicolo, ma meglio avrebbe fatto l’on.Orsomarso ad occuparsi dei tagli di Trenitalia che erano stati largamente in anticipo  preannunciati.
Sulla sua pagina di Facebook l’on. Gallo oggi scrive: “mo’ basta”, riferendosi alla chiusura della Stazione di Sibari, veramente sono sorpreso perché “mo’ basta” tocca ai cittadini di questo comune gridarlo ai quattro venti e non solo nei confronti di Trenitalia o di RFI, ma proprio nei confronti di questa amministrazione comunale che a tutto ha pensato meno ad un impegno serio per ovviare a problemi gravi come questo. Mi auguro che anche all’ultimo momento si possa impedire questa bruttissima azione, ma se devo essere sincero non ci credo molto. La chiusura della Stazione ferroviaria, giunge dopo tante altre perdite subite dal territorio tutto e da Sibari in particolare come  la stazione dei carabinieri che è stata declassata a semplice presidio, senza un organico, dove al massimo si può contare sulla presenza di un piantone e la clinica Madonna delle Grazie, che dava lavoro a molta gente e che ha rappresentato per 50 anni un punto di riferimento sicuro per la salute non solo dei cassanesi.  Penso che sia arrivato il momento che il popolo faccia sentire il proprio sdegno con una manifestazione pubblica da concertare con associazioni e forze politiche senza farsi ovviamente strumentalizzare da nessuno, perché quando la gente si ribella, pronto arriva il politico di turno che, per interessi del tutto diversi,  tenta di fare proprie le istanze sollevate da chi non ne puo’ più e dice giustamente: “MO’ BASTA”.

Antonio MIchele Cavallaro

La notizia diffusa ieri sul nostro sito è stata ripresa in modo puntuale e con dovizia di particolari dal “Quotidiano di Calabria” con un articolo del sempre attento Antonio Iannicelli, che pubblicamente ringraziamo.  (l’articolo lo trovate in coda in formato PDF)

 

Comunicato Stampa del Comune di Cassano:

A rischio smantellamento la stazione ferroviaria di Sibari. Il sindaco Gallo: «Pronti alla mobilitazione». - Dopo il taglio dei treni a lunga percorrenza, che di fatto ha portato all'isolamento della Calabria citeriore dal resto d'Italia, Sibaritide e Pollino potrebbero dover rinunciare alla piena funzionalità della stazione ferroviaria di Sibari. Il rischio che l'importante snodo possa vedere depotenziato il suo ruolo di crocevia tra il corridoio ionico e quelli adriatico e tirrenico è confermato dalle risposte alle istanze di chiarimento che il sindaco di Cassano Ionio e consigliere regionale Gianluca Gallo ha ottenuto dai referenti di Rete ferroviaria italiana, la società proprietaria delle stazioni italiane. «A seguito delle allarmate segnalazioni di diversi cittadini e di qualche associazione, ha riferito Gallo, ho avuto modo di verifìcare che Rfi sarebbe effettivamente intenzionata, per effetto di una decisione assunta in via unilaterale e fin qui tenuta riservata, a chiudere l'ufficio movimento della stazione sibarita, il che significherebbe privare la stazione di Sibari dell'ultimo brandello di operatività, anche se il servizio continuerebbe ad essere assicurato con sistemi automatizzati». In pericolo pure la biglietteria, già oggi aperta solo in determinate fasce orarie e destinata ad essere sostituita da una biglietteria automatica, essa pure allo stato già presente nei locali della struttura. «Di fronte a questo scenario, ha  aggiunto il sindaco di Cassano, dura sarà la nostra reazione. Ho già inoltrato richiesta di incontro al Compartimento regionale di Rfi, per capire come stiano effettivamente le cose. Al tempo stesso, ho invitato la presidenza del consiglio comunale a voler convocare una conferenza dei capigruppo per assumere una posizione unitaria sul merito della vicenda». «In situazioni del genere, come precedenti, triste esperienze del passato insegnano, ha concluso Gianluca Gallo, l'unità è fondamentale per evitare il depauperamento del territorio. Per vincere questa battaglia, occorre uno sforzo che coinvolga Comune, Provincia e Regione, e con loro anche le forze politiche, i sindacati e la società civile, per una mobilitazione che spinga anche il Governo, attraverso l'opera dei rappresentanti istituzionali del comprensorio, ad adoperarsi perché Rfi e Trenitalia rivedano le loro scelte fortemente penalizzanti nei riguardi del Meridione e della nostra terra in particolare. Al riguardo, saremo inflessibili: non consentiremo nuovi scippi e rapine».
Lì, 24.01.2012                  
Il Capo Ufficio Stampa
del Comune di Cassano Ionio
Mimmo Petroni

 (cliccare quì per l'articolo del "Quotidiano")



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