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Il professore razzista PDF Stampa E-mail
Scritto da E.Gitto   
lunedý, 09 gennaio 2012 13:09
ImagePallavidini, la libertà di un professore neonazista.  Ovvero, le aberranti manifestazioni del “libero pensiero”! - Renato Pallavidini, neonazista professore di storia e filosofia, non si nasconde dietro a un dito, e professa “liberamente” le proprie idee antisemite e negazioniste (dell’0locausto, ovviamente). “Sono insegnante di storia e filosofia in un liceo classico – ci racconta - e, infatti, nel 2007 gli ebrei hanno cercato di farmi fuori senza riuscirci. Alla fine sono riusciti a farmi assegnare solo due settimane di sospensione nel 2008, poi ho fatto ricorso e l’ho vinto. Hanno dovuto reintegrarmi lo stipendio e lo scatto d’anzianità. Sono molto orgoglioso di essere una delle poche persone, dopo la morte del Führer, che è riuscita nel suo piccolo a sconfiggere gli ebrei“. E insiste, in una lettera inviata a Piero Fassino, sindaco di Torino: “Per l’assistenza a negri, zingari, ecc, nonché mongoloidi e handicappati applicate la politica del dott. Mengele. Le grane me le cerco, ma c’è bisogno anche di un urlo liberatore, visto che non si può usare il mitra”. E così via, snocciolando su Facebook una serie impressionante di deliri ideologici, che secondo lui sono solo il frutto di una manifestazione di “libero pensiero”.
Ci mancherebbe: il libero pensiero, per l’appunto, era pure quello di Hitler, Goebbels, Stalin, PolPot, Pinochet e quanti altri hanno deciso di liberamente manifestare le proprie idee, salvo poi comportarsi di conseguenza nella messa in pratica. Per cui, la semplice censura di aberranti manifestazioni del libero pensiero ci sta tutta; e ci sta ancora di più se si considera che questo signore insegna ai ragazzi, liberamente, tutte queste cose, oltre a certificarle ulteriormente propalandole di Facebook. Orbene, nel pieno delle loro libere facoltà di intervento, le libere istituzioni italiane si sono mosse, e la Digos, insieme alla Polizia Postale, ha liberamente perquisito il suo appartamento. Da parte sua, nel pieno dalla propria libera discrezionalità, il Direttore Generale dell’ufficio scolastico del Piemonte, Francesco De Sanctis, ha deciso che l’ideologico professore “non tornerà ad insegnare, in quanto nelle aule devono esserci professori equilibrati, e Pallavidini ha dimostrato di non esserlo.” In mezzo a tutto questo profluvio di libertà, vere o finte che siano, forse però una non libertà ci starebbe bene: quella del carcere per persone che continuano ad offendere altre persone morte per la loro libertà di pensare.
Ecco, nel chiuso di una cella, come lo erano centinaia di migliaia di ebrei massacrati dalla libertà del pensiero umano, questo professor Pallavidini avrebbe tempo e modo di riflettere liberamente sulla propria incompatibilità esistenziale col resto del genere umano.
Eleonora Gitto
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