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Per favore, fatemi capire...! PDF Stampa E-mail
Scritto da A.M.Cavallaro   
giovedý, 29 dicembre 2011 20:10
ImageIn un odierno articolo comparso sulla Gazzetta del Sud a firma Giovani Pastore,  dal titolo: "La resistenza di Gallo continua ad alimentare lo scontro virulento in Consiglio comunale -  La Consulta ha cancellato la "salva-sindaci" ma lui manterrà almeno fino a febbraio il doppio incarico", si fa riferimento alla valentìa forense dell'on.Gallo grazie alla quale riesce a ricoprire ancora  il doppio incarico di sindaco e consigliere regionale. Di seguito propongo ai visitatori del sito lo stralcio dell'articolo in questione: "..... Gianluca Gallo, invece, è un bravo avvocato e da uomo di legge segue alla lettera codici e procedura. E, nel frattempo, alza lo scudo per respingere gli assalti che provengono, soprattutto, dal Psi, il partito che più degli altri punta ad accorciare i tempi verso il voto. Gallo e la maggioranza centrista non intendono farsi risucchiare dal vortice della polemica e preferiscono seguire la dottrina degli enti locali. Per questo, e solo per questo continuano a ribadire, hanno, invece, scelto di sottoporre il caso al Consiglio comunale che dovrà contestare al sindaco la sopravvenuta incompatibilità nei modi e nei tempi previsti dalla legge. Tempi che dovranno partire dalla pubblicazione della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità della norma........"

 

Ho voluto andare in fondo alla questione per rendermi conto, da cittadino rispettoso delle leggi, come sia possibile che qualcuno possa ricoprire un ruolo, in questo caso quello di sindaco, che viene dichiarato illegittimo addirittura dalla Corte Costituzionale. Smanettando sulla tastiera del mio PC ho trovato l'articolo della Costituzione Italiana che spiega chiaramente cosa succede quando la Corte Costituzionale dichiara illegittima una legge dello Stato o di una Regione.

Art. 136 - Quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione. La decisione della Corte è pubblicata e comunicata alle Camere ed ai Consigli regionali interessati, affinché, ove lo ritengano necessario, provvedano nelle forme costituzionali.

 

 Fin quì è tutto abbastanza chiaro, ma non è ancora sufficiente per capire l'iter da seguire affinché una eventuale determinazione della Corte C. divenga operativa. Mi sono armato di pazienza ed ho chiamato il solito amico romano esperto costituzionalista, rompendogli le scatole anche in un giorno festivo, e mi ha indicato la legge che mi avrebbe illuminato sulla procedura. L'ho ringraziato per la sua gentilezza, ma con fare tra il serio e il faceto mi ha pregato di non disturbarlo fino a dopo l'Epifania, spero di non essermi giocato l'amico. Comunque il mio scopo era raggiunto, la legge che mi ha suggerito è quella dell' 11 Marzo 1953, n.87:  "Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale." della quale a noi interessa l’articolo 30:

"La sentenza che dichiara l'illegittimità costituzionale di una legge o di un atto avente forza di legge dello Stato o di una Regione, entro due giorni dal suo deposito in Cancelleria, è trasmessa, di ufficio, al Ministro di grazia e giustizia od al Presidente della Giunta regionale affinché si proceda immediatamente e, comunque, non oltre il decimo giorno, alla pubblicazione del dispositivo della decisione nelle medesime forme stabilite per la pubblicazione dell'atto dichiarato costituzionalmente illegittimo. La sentenza, entro due giorni dalla data del deposito viene, altresì, comunicata alle Camere e ai Consigli regionali interessati, affinché, ove lo ritengano necessario adottino i provvedimenti di loro competenza. Le norme dichiarate incostituzionali non possono avere applicazione dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione. Quando in applicazione della norma dichiarata incostituzionale è stata pronunciata sentenza irrevocabile di condanna, ne cessano la esecuzione e tutti gli effetti penali."

Andando a scartabellare tra i documenti in mio possesso inerenti la questione che m'interessa  ho trovato un comunicato dello stesso Gallo che vi propongo: 

COMUNICATO STAMPA - La Corte Costituzionale dichiara illegittima le norme sull’abrogazione delle incompatibilità - Il sindaco Gallo: «Prendo atto della sentenza: chiederò al consiglio di adottare i provvedimenti consequenziali». Con sentenza depositata in data odierna, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della legge regionale n. 34 del 2010 nella parte in cui eliminava il regime delle incompatibilità, tra l’altro, tra la carica di sindaco e quella di consigliere regionale. «Come sempre affermato e come anche di recente pubblicamente ribadito in diverse interviste giornalistiche e televisive – commenta il primo cittadino cassanese e consigliere regionale Gianluca Gallo – alla luce del pronunciamento della Corte Costituzionale chiederò senza indugio alla presidenza del consiglio comunale di voler avviare e portare a compimento nei tempi di legge le procedure per la declaratoria della mia decadenza dall’incarico di sindaco». Aggiunge Gallo: «In questi mesi, ho lavorato alacremente per assicurare alla mia città una guida certa ed il raggiungimento di traguardi importanti. Con la determinazione e l’impegno di sempre, continuerò ora a lavorare per la mia città ed il territorio da una postazione diversa».Reggio Calabria, addì 23 novembre 2011 - Segreteria politica - Consigliere Regionale Gianluca Gallo

Tutte dichiarazioni ineccepibili sul piano formale, ma quello che m'interessava era la data. Il 23 novembre è stata depositata la sentenza della Corte C. esattamente due giorni dopo che la stessa era stata emessa (21 novembre)  e nei giusti tempi in cui doveva essere notificata al presidente della giunta regionale, il quale aveva a sua volta 10 giorni di tempo per renderla esecutiva e pubblicarla sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria (BURC). Se facciamo un piccolo calcolo notiamo che di giorni ne sono trascorsi un bel po': dal 23 novembre ad oggi ne sono passati 30 e non succede nulla, c'è qualcosa che non mi quadra, intanto vorrei chiedere all'articolista e all'avvocato on.Gallo, se la sentenza è stata pubblicata sul BURC e, se così non è stato, potrebbe essere a causa, diciamo, di una "dimenticanza" da parte del presidente Scopelliti o chi per lui? Questo tipo di inadempienze possono provocare sanzioni, o in galera ci va solo chi ruba il formaggio nel supermercato?

Alla fine la legge tira in ballo anche degli effetti penali...., mettiamo da parte le questioni di moralità, di etica, di eleganza comportamentale, ecc ecc ecc, ma non scherziamo col penale,  Dio protegga presidenti, onorevoli, giornalisti, avvocati e faccendieri di varia natura.

Cari amici, che avete avuto la pazienza di leggere fino in fondo queste mie povere considerazioni, credo abbiate abbondantemente capito che  non sono un leguleio e sarei felice se qualcuno mi illuminasse, visto che il mio amico romano non vuole essere disturbato fino a metà gennaio. Ringrazio fin da ora chi vorrà avere la bontà di chiarirmi il calabro arcano.

PS. L’amico romano, ma calabrese di nascita, mi ha anche chiarito che la sentenza viene comunque pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, anche se si tratta di legge regionale, in effetti ho controllato e la sentenza è stata pubblicata il 30 novembre 2011.   L’amico per maggiore chiarezza mi ha anche trasmesso uno stralcio del professor Gustavo Zagrebelsky, emerito giurista, tratto dalla sua pubblicazione “La giustizia costituzionale”:  “….dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza della Corte sulla Gazzetta Ufficiale è fatto divieto di considerare efficace la legge,  si tratta di un divieto “erga omnes”, che non ammette ignoranza, basato sulla presunzione di conoscenza che discende dalla pubblicazione predetta”.

A.M.Cavallaro

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