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Nuovi (vecchi) Piani per il turismo PDF Stampa E-mail
Scritto da A.M.Cavallaro   
venerdý, 11 novembre 2011 15:17
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A.M.Cavallaro
Sul Quotidiano del 9 novembre è apparsa la notizia secondo la quale “Il piano regionale per il rilancio del turismo prevede finanziamenti per 145 milioni di Euro per bandi e progetti con enti pubblici e aziende private”. L’intero articolo di Andreina Illiano lo proponiamo in coda alla presente nota. Ma ritorniamo alla notizia; intanto sotto il titolo “La Calabria possibile” leggiamo un sottotitolo che spegne subito gli entusiasmi: “Le linee guida della strategia valida tre anni e che ha bisogno dei Pisl”. Intanto scopriamo che i 145 milioni devono bastare per tre anni e che, comunque vi sono compresi (almeno una buona parte)  quei famosi fondi Pisl, per i quali l’on. Mancini ha girato in lungo e in largo tutta la regione, Sibaritide e Cassano compresi, per promettere mare e monti, il nostro sindaco pensava addirittura di  “sistemare” Marina di Sibari con un po’ di quei denari. Intanto chi lavora nel turismo da  anni, di idee-guida, di pianii, di concertazioni ne ha visti  parecchi, nati tutti con un sacco di belle parole e finiti poi nel nulla. Anzi no, proprio nel nulla no, perché qualcuno sicuramente ha intascato bei soldoni dai fantascientifici progetti. Insieme all’articolo troviamo una tabella con un piano finanziario di spesa, che vedrete pubblicata più avanti,  e leggendo attentamente appare chiaro che non c’è nulla di nuovo o innovativo e, oltretutto, una buona parte dei famosi  145 mio è destinata  a dissolversi in attività difficilmente controllabili e di poco impatto per la risoluzione dei veri problemi del turismo calabrese.

ImageNella tabella leggiamo per esempio: Valorizzazione degli attrattori nelle aree turistiche, attuazione del piano marketing, sviluppo degli itinerari turistici regionali, voci alle quali sono destinate somme notevoli (più di 50 Mio) che mi fanno venire in mente le decine di miliardi di vecchie lire sperperate in viaggi in Argentina, in America, in Canada, in Russia ecc ecc da decine di politici e funzionari che andavano a far vacanza in alberghi super-lusso o i soldoni  letteralmente buttati nelle tasche dei soliti furbi dai famosi  progetti  GAL  per la promozione dei territori, che significavano poi la stampa di qualche migliaio di pieghevoli e brochure che non venivano neanche distribuiti. E’ ancora in nostro possesso un bilancio degli interventi fatti da un GAL  che ha operato nella Piana di Sibari dove candidamente si comunicava di aver speso la bazzecola  Lit 1,8 Miliardi per trasformare un territorio coperto  da vegetazione spontanea in zona a vocazione turistica. Roba da matti!! Sapete che cosa era stato fatto? Su di un terreno scosceso coperto da macchia mediterranea dove solo le capre potevano inerpicarsi, di proprietà però di un “amico”, erano stati realizzati alcune centinaia di metri di sentieri delimitati da steccati tipo quelli che fa la forestale  per  recintare le aree demaniali boschive.  Alla faccia del caciocavallo direbbe il grande Totò.  Intanto bene farebbe la regione a dare alle provincie non solo le competenze in materia di turismo ma anche i soldini, in modo che ogni provincia possa autonomamente pensare al proprio territorio,  è quanto è stato chiesto da tempo, sia dall’attuale assessore al turismo della provincia di Cosenza, Pietro Lecce,   che dai suoi predecessori. Ma, fregandosene del Federalismo, i governanti regionali presenti e passati hanno fatto orecchio da mercante.  In un’altra parte delle due pagine che il Quotidiano dedica all’argomento si parla di Formazione…… ahi !…  Nota dolente, sappiamo  bene come fra gli organizzatori di corsi regionali di formazione si annidino autentici “fannulloni” che vivacchiano attorno a chi gestisce il potere politico (di destra, di sinistra o di centro)  “tenutari” di associazioni sempre “senza scopo di lucro” che fagocitano centinaia di migliaia di €uro per produrre il nulla. Anche dalle nostre parti sono stati negli anni passati organizzati corsi per “animatori turistici”, “guide ambientali”, Guide archeologiche”,  “specialisti di marketing territoriale” ecc ecc ecc. risultati? Chiedetelo ai partecipanti, ve ne racconteranno delle belle, perdita di tempo per giovani che, tra l’altro, sono stati anche ingannati e presi per i fondelli quando si sono accorti che anche gli attestati ricevuti non avevano valore alcuno.

La promozione che questa amministrazione regionale ha finora prodotto è stato quello sciagurato spot televisivo in cui si vedevano i famosi bronzi di Riace che giocavano alla mora, roba da vomito.

Sapete qual’era l’appellativo con cui gli Svizzeri definivano  gli italiani immigrati dalle loro parti? “Sau Tsching”, in dialetto svizzero-tedesco. Qualcuno ha tradotto erroneamente la frase in “sporco zingaro”, ma non è così. I primi meridionali, e calabresi in particolare, che giunsero nella Svizzera interna, nel tempo libero, non avendo altro da fare,  giocavano a carte o alla mora e quando aprivano l’intera mano con le cinque dita protese gridavano  appunto “Cinq” per indicare il numero cinque, quindi la frase svizzera precedentemente ricordata significa “sporco cinque” o meglio “lurido cinque”. Immaginatevi ora uno svizzero che vedesse quello spot, direbbe certamente così: “Die Sud-italiener aus Kalabrien  sind immer  noch  heute  verdammte Sau-Tschinge”.  Fatevela tradurre da qualche ex- emigrato la frase, non voglio essere tacciato di cattiveria nei confronti del vostro fegato. 

Ma sempre all’interno dello stesso paginone vi anche riportata una mappa della Calabria dove sono indicate le zone che saranno interessate dagli interventi, ebbene con nostro sommo stupore abbiamo notato che l’area pre-montana a ridosso del Monte Sparviere dove insistono Alessandria del Carretto, Plataci, Nocara, Albidona, non è compresa.  Tutti paesini che sono posizionati da 800 a 1000 m.s.l.m., Alessandria del Carretto, tra l’altro, fa parte, come gli altri comuni citati, del Parco nazionale del Pollino, del quale è il comune più alto, essendo situato a 1000 metri s.l.m.; tutti piccoli centri dall’antica tradizione montanara che si trovano in posizioni splendide e che a buon diritto dovrebbero essere tenuti in grande considerazione per la loro vicinanza al più grande Parco d’Italia. Si vede che i signori che hanno disegnato la famosa mappa hanno una vaga idea della geografia calabrese.

Nel nostro territorio vi sono pochissime guide turistiche abilitate e quelle poche non conoscono alcuna lingua straniera. La regione Calabria organizzò circa 15 anni fa dei corsi per guide regionali che dovevano essere in grado di poter espletare il loro lavoro in tutta la regione come se la Calabria fosse un piccolo territorio, invece sarebbe proprio necessario che i corsi di guida  dessero una conoscenza molto approfondita non dico di un sola cittadina  ma di un’area omogenea come per esempio la Sibaritide. Solo la provincia può e deve essere il riferimento per una promozione intelligente e mirata del proprio territorio onde provvedere ai reali bisogni degli operatori del turismo.  Insomma ancora una volta chi è al vertice della nostra Regione non fa altro che scopiazzare chi lo ha preceduto, un “déjà-vu” monotono che può abbagliare solo qualche sprovveduto ed interessare i soliti “ammanicati” fannulloni e infingardi che scodinzolano alla corte dei potenti di turno per raccattare qualche briciola.

 

 L'articolo del Quotidiano

Regione Calabria, varato il piano turistico regionale triennale

Il turismo in una mappa. Il piano regionale prevede finanziamenti per 145 milioni per bandi e progetti con enti pubblici e aziende private. Presentate le linee guida della strategia valida tre anni

Regione Calabria, varato il piano turistico regionale triennale 09/11/2011 Realizzato dal Dipartimento Turismo della Regione Calabria con l'assistenza tecnica di Invitalia, è stato presentato e approvato due giorni fa dal Consiglio regionale della Calabria, il piano turistico regionale, valido per tre anni.

Per questo piano ci sono a disposizione i fondi Por - Fesr o meglio la misura “turismo sostenibile”.

La mappa individua le le aree da valorizzare. Lo strumento, consentirà di investire risorse comunitarie pari ad 145.513.861 euro di cui 119.929 euro pari all' 84,15%, attraverso i PISL e 22.584.259 euro pari al 15,85%, in promozione, finalizzate a promuovere al meglio il pacchetto Calabria, accrescere la competitività del mercato costruendo nuovi prodotti turistici, riequilibrare la distribuzione spaziale delle attività turistiche dalla costa verso l'interno, migliorare la qualità dei servizi al turismo. Questi gli intenti. Per diventare concreto qualsiasi piano, anche questo, ha bisogno di piani attuativi, di progetti che, in tal caso devono arrivare non solo dagli enti pubblici (Regione, Provincia, Comune), ma anche dai privati. Il piano turistico, il primo dopo 40 anni, va inteso come una scatola vuota, di cui si è delineato il perimetro e la finalità, ma che adesso va riempita.

Per diventare operativo dovrà servirsi del Piano di marketing turistico; del Piano esecutivo delle azioni per le annualità 2011-2013; e costruisce di già, così com’è, la base informativa sul turismo sostenibile di riferimento per il SIT (Sistema Informativo Turismo) della Regione Calabria. Inoltre i Pisl (piano di investimento di sviluppo locale) sono legati al piano turistico, ne diventano gli strumenti attuativi. Il Pisl somiglia a quello che un tempo si chiamava patto territoriale. La Regione da’ i soldi ai Comuni che indicono un bando con un progetto specifico (per esempio la valorizzazione di un sito monumentale, di un segmento commerciale) e lo affidano a un privato.

Insieme impresa ed ente pubblico realizzano un tassello del piano turistico. Quello che due giorni fa il consiglio regionale ha approvato, dopo una lunga discussione in commissione e un dibattito acceso in aula, prevede, in pratica, linee di massima e ha un preciso piano finanziario, ecco in sintesi le linee guida:

 

Itinerari turistici

Lo strumento prevede la promozione di nuovi prodotti turistici, potenziamento dei servizi al turismo, valorizzazione degli attrattori nelle aree turistiche, sviluppo degli itinerari turistici regionali e considera tali sia quelli legati alla montagna che al mare.

 

Alberghi e seconde case

In questa direzione la linea strategica sostiene la qualificazione delle strutture ricettive esistenti, la promozione di nuove forme di ospitalità di qualità (bed and breakfast) , emersione e qualificazione della ricettività in seconde case.

 

La promozione turistica

I progetti che possono ottenere il finanziamento possono essere indirizzati anche a rafforzare l'identità dei territori; promuovere un sistema di governo, decentrato ed a rete, che permetta di coordinare le politiche locali con quelle settoriali e l'iniziativa privata con quella pubblica. In questa direzione la linea strategica sostiene la realizzazione dei seguenti interventi o azioni: attuazione del Piano di marketing turistico regionale, sostegno alla domanda turistica, creazione di marchi per le aree turistiche. Solo per il marketing, come si evince dal piano finanziario che proponiamo in un grafico, sono previsti circa 22 milioni di euro. Questo significa che si punta ad incentivare il marchio, la qualità.

Il piano da’ l’opportunità di ottenere fondi, legati alla finalità turistica, anche per le ristrutturazioni di strutture ricettive già esistenti o di seconde case che in Calabria sono in quantità enormi, con una percentuale nettamente più alta di quella di altre città d’Italia. Le parole chiave sono dunque due: attrarre il turismo e riqualificare, anche attraverso ristrutturazioni.

 

Lavoro e formazione

Il Piano turistico regionale oltre ad individuare le azioni finalizzate ad attenuare le criticità del sistema turistico calabrese, individua delle attività trasversali e di supporto all'implementazione delle sue linee strategiche, di competenza di altri Dipartimenti regionali. E qui ci sono degli esempi concreti. Il piano prevede: formazione degli operatori, trasporti; mobilità; rete ecologica; beni culturali; waterfront e borghi; impianti di depurazione.

Le azioni trasversali saranno concertate con i Dipartimenti e gli Assessorati della Regione Calabria competenti per settore di intervento, i quali avranno anche il compito di individuare i necessari canali di finanziamento. Insomma in questo caso non rientra tutto nei circa 145 milioni di euro di cui si parla.

L’elemento positivo è che esiste una mappa e c’è uno strumento che non solo da’ ordine all’area turistica, ma consente di spendere al meglio i fondi Por. Valido sì, se attuato.

9 novembre - Il Quotidiano - Andreina Illiano

 

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