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Sibari

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Sibari:biglietto da visita di Cassano? PDF Stampa E-mail
Scritto da C.Rullo   
giovedý, 27 ottobre 2011 08:51

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1955-Stazione di Sibari
Come è noto il Comune di Cassano allo Ionio comprende tre frazioni, Lauropoli, Doria e Sibari allora come giustificare un’affermazione come quella usata nel titolo  di questo breve documento? Bene, Sibari è la frazione di Cassano che dà lo sbocco sul mare e guardando altrove tutti i comuni hanno subìto una grossa crescita, sia demografica che economica, sviluppandosi sulla costa. Questo aspetto, troppo a lungo trascurato, potrebbe essere per Cassano un grosso vantaggio, un’occasione di rilancio per l’economia del territorio. Sibari, infatti, a dispetto delle altre due frazioni è una località di transito quasi obbligata per chi volesse andare ad esempio da Villapiana a Corigliano e viceversa ma questo esempio è molto semplicistico e riduttivo dal momento che Sibari è un centro abitato che potrebbe assumere importanza di grosso rilievo essendo centrale o meglio punto baricentrico di tutta la costa ionica cosentina, pertanto una crescita del comune di Cassano non può prescindere da una crescita di Sibari. Naturalmente affinché questa idea di progresso si realizzi trascorrerà del tempo, è necessario prevedere, quindi, delle azioni che abbiano effetti positivi  nel breve termine.

Innanzitutto credo sia opportuno mantenere ben pulito e in ordine quello che già esiste poiché di buona norma il grado di civiltà di una popolazione lo si valuta anche dal modo in cui viene trattato l’ambiente dove si vive. Dovrebbero essere eseguite delle opere di pulizia continua ad esempio ai bordi delle strade e nel centro abitato, tanto per fare un esempio, nelle vicinanze del locale delle Poste vi è uno stato di degrado assoluto, erbacce di ogni tipo crescono spontaneamente nei terreni circostanti diventando un ottimo nascondiglio per buste di spazzatura e altro genere di rifiuti col rischio di subire addirittura l’infestazione di animali poco graditi e portatori di epidemie quali topi e serpenti.  
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Stazione di Sibari 1965
Un aspetto poco trattato è riconducibile allo stato in cui si trova ancora oggi la parte esterna della stazione ferroviaria di Sibari: mettendomi nei panni di un viaggiatore o ancor peggio di un turista che avesse la benchè minima voglia di visitare la città r i sui dintorni, perderei subito la voglia, poiché uscendo dalla stazione c’è il nulla, invece di trovare una bella piazzetta accogliente, magari dove poter trovare un po’ di verde curato, delle belle panchine sotto il fresco di alberi frondosi dove poter aspettare l’autobus che ti serve per raggiungere la destinazione desiderata.
Cosa impedisce la sistemazione di un luogo così importante? Si dice ci sia un vincolo invalicabile, cioè la presenza di un bunker utilizzato quale riparo dai cittadini durante i bombardamenti avvenuti nel corso della grande guerra e nel quale hanno trovato la morte centinaia di persone. Mi chiedo, ma queste persone non hanno diritto ad una degna sepoltura? Ad un monumento che li ricordi? Si, un vero e proprio monumento dedicato ai caduti in guerra. Sicuramente è più sprezzante nei loro confronti il deserto che si trova oggi in quel luogo e non una giusta scultura commemorativa che ne tenga sempre viva la memoria. Inoltre, Sibari ha bisogno di una unità fisica. Questa unità può essere resa possibile a mezzo della copertura dei canali di scolo che rendono disgregato il centro abitato. La canalizzazione a mezzo di giuste tubazioni interrate in grado di smaltire ugualmente la quantità di acqua proveniente da monte, renderebbe il paesaggio più gradevole e abitabile, donando di più quel senso di aggregazione necessaria a migliorare la vivibilità del territorio. Un’aggregazione migliore avverrebbe anche eliminando i terreni deserti e abbandonati nel mezzo del centro abitato. Questi terreni potrebbero essere destinati alla costruzione di giardini o ville degne di essere chiamate tali dove la popolazione può raccogliersi a passeggiare e dedicarsi alla vita sociale in genere. Lo sviluppo e la corretta gestione di questa parte del territorio porterebbe certamente dei benefici anche in previsione di una possibile nascita dell’aeroporto così tanto atteso e desiderato. Il miglioramento della qualità della vita affiancato ad un miglioramento della gestione del territorio, porterebbe certamente giovamento anche all’economia locale con il radicamento di qualche attività commerciale al momento carente o presente a macchia di leopardo.  Un aspetto da non trascurare è rappresentato dall’assenza quasi completa di spiaggia libera, in un comune che possiede circa sette chilometri di costa è inconcepibile che non si riesca a trovare un posto dove poter piazzare il proprio ombrellone e godersi qualche ora di mare, e per poter far ciò si è costretti a migrare nei comuni limitrofi: Villapiana o Corigliano. 

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PORTE SFONDATE DELLA EX-CLINICA
Esistono, inoltre, delle strutture edificate e ormai completamente abbandonate a se stesse come la clinica, ad esempio, della quale non si parla più, come se fosse mai esistita e che ora ospita abusivamente degli extracomunitari senza tetto. Azione sicuramente encomiabile se solo fosse gestita nel migliore dei modi da un’amministrazione ormai disattenta e assente che pensa solo alla clientela per aggiudicarsi ancora una volta una poltrona e non guarda ai reali problemi della cittadinanza che per tornare sull’argomento clinica, non può più neanche passeggiare di sera in quei pressi poiché sono divenuti posti bui e tetri quasi scenografie da film thriller che ti fanno accapponare la pelle al sol pensiero, ma anche di questo nessuno più parla.

Cristian Rullo
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