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Sibari

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Savoja, quì non c'è altro da rubare!!! PDF Stampa E-mail
Scritto da administrator   
sabato, 25 agosto 2007 13:01

Approfitto della notizia pervenutaci in forma di “Comunicato Stampa”, inerente la venuta di Filiberto di Savoja a Sibari e le conseguenti note che sono state lasciate sul guestbook, per raccontare un episodio accadutomi pochi giorni fa. E’ necessario premettere che i nostri cosiddetti turisti che vengono dalle nostre parti, non tutti per fortuna, pensano di farci un grande favore a venire in Calabria, quindi noi “miserabili, imbecilli, delinquenti”, dobbiamo essere pronti a genufletterci ad ogni piè sospinto per il grande onore che ci fanno. Chi lavora nel turismo sa perfettamente i bocconi amari che bisogna inghiottire, pensate che un foggiano, che però abita a Bologna, quindi “moderno e intelligente”, chiedeva in agenzia il rimborso di un biglietto ferroviario con prenotazione, perché, per sua infingardaggine, aveva perso il treno. Ovviamente i regolamenti di Trenitalia non prevedono il rimborso dopo la partenza del treno, l’impiegata gli comunicava civilmente che non poteva esaudire la sua richiesta e questa specie di cafone vestito a festa, si permetteva  ad alta voce di dire: “questo è perché siamo in  Calabria”!!! La nostra collaboratrice, con un sangue freddo che altri forse non sarebbero riusciti a mantenere, prima lo invitava ad abbassare il tono, dopodichè gli dava le ulteriori spiegazioni del caso.

 

Ma questo non è che un piccolo esempio di arroganza e senso di superiorità di una stragrande percentuale di nostri ospiti estivi, ci sarebbe da scrivere un libro abbastanza corposo. Scusate la digressione, torno subito al  primitivo argomento. Giorni fa mi trovavo in un noto ristorante della zona e chiacchieravo con due avventori vicini di tavolo: uno, nostro corregionale residente in un paese vicino e l’altro calabrese di nascita, medico, ma residente a Milano; si parlava degli incendi e di fatti criminosi accaduti di recente nel nostro territorio, e il discorso è scivolato sulle motivazioni storiche del disagio meridionale e su quello calabrese in particolare. Mi permettevo di accennare al proditorio attacco dei piemontesi allo Stato duosiciliano con il subdolo aiuto degli inglesi, che portò successivamente alla capitolazione del regno borbonico ed all’asservimento dei popoli meridionali ai Savoja, secondo me tiranni, ladri e assassini. A un certo punto una cliente che probabilmente ascoltava di sottecchi la nostra pacifica conversazione, mi assaliva verbalmente, dicendomi che da torinese, professoressa di storia, non poteva restare ad ascoltare senza intervenire e controbatteva le mie considerazioni dandomi del bugiardo e altri epiteti che nessuno mi aveva mai indirizzato. Non ho resistito oltre alla provocazione e mi sono permesso di ricordarle gli oltre 25mila soldati duosiciliani presi prigionieri e lasciati a morire di freddo e di fame nel Fortilizio “Le fenestrelle”, in Piemonte a 1800 m.s.l.m, gli oltre 150 milioni di lire ORO, rapinati dall’eroe Garibaldi al Banco di Napoli e trasferite immediatamente a Torino per pagare gli innumerevoli debiti di casa Savoja e le tante autentiche stragi di poveri contadini ignari effettuate dall’esercito piemontese dopo l’annessione del sud al regno sabaudo. Tutto ciò lo dissi in modo forse un po’ veemente e la signora si è permessa di darmi anche dello “scostumato e arrogante”. La mia risposta è stata: “a un’asina che ti da un calcio non si può rispondere con un altro calcio”; e la lasciai alle sue poco profonde meditazioni sulla insipienza dei suoi studi storici. Ricordando questi importanti accadimenti, peraltro completamente ignorati dalla Storia Ufficiale, non ci si vuole scaricare delle nostre responsabilità oggettive, ma si vuole semplicemente ricordare che lo stato sabaudo nel Sud ha significato solo prevaricazione, prepotenza e annullamento di secoli di tradizioni culturali. La ribellione che ne è seguita ha portato a vedere lo Stato come un qualcosa di avulso dalle necessità primarie della popolazione e oggi ne subiamo conseguenze terribili sotto forma di delinquenza organizzata di cui i politici, non solo meridionali, hanno spesso approfittato per impoverirci ancora di più. Il fatto che migliaia di nostri giovani dopo aver studiato al Nord, diventino loro stessi i primi calunniatori della nostra terra, è la dimostrazione che quello che hanno imparato è pregno di sordide falsità e ignoranza totale delle proprie radici. Di tutto ciò i Savoja sono in gran parte responsabili. Il giovane Filiberto verrà a Sibari nei prossimi giorni: non è che i suoi antenati abbiano dimenticato qualcos’altro da rubare? Se ne avremo l’occasione glielo chiederemo.

Ci piacerebbe molto se i nostri visitatori approfittassero del Forum nella discussione “politica” per lasciare le loro idee in merito. Noi ritorneremo sugli argomenti accennati sopra, perché uno degli scopi del sito è quello di far amare la propria terra, a quelli che non la conoscono sebbene ci siano nati.

Tonino Cavallaro
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