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Internet:libertÓ o ossessione? PDF Stampa E-mail
Scritto da administrator   
giovedý, 16 giugno 2011 16:56

internet ovunque
internet ovunque
Pubblichiamo due brevi considerazioni sul mondo virtuale del web, di Raffaele Caracciolo e Raffaele Vacca.

Il mio approccio con Internet è recente; ho superato la ritrosia ovvero il panico che mi assaliva dinnanzi all’apparecchio informatico che ha soppiantato la macchina da scrivere. Mi sia consentito esternare una riflessione. L’uso di Internet mi ha consentito di conoscere la realtà, sia pure virtuale, dei tempi attuali; mi  dà la sensazione di fare parte dell’universo senza confini, senza condizionamenti, senza tempo, senza età. E’ una sensazione indescrivibile quella che provo ogni qualvolta accendo il computer per connettermi col mondo.Attraverso Facebook si raggiungono amici, dispersi nelle più lontane parti del Paese ed oltre; in tempo reale si conoscono le notizie che cerchi, ti assicuri che le persone con le quali hai legami affettivi versano in buono stato, si intrecciano nuove conoscenze, insomma si rompe la solitudine che spesso ci sovrasta nell’agitata vita di oggi.

 La constatazione di avere conquistato un posto tra i fruitori del nuovo modo di comunicare ti rende orgoglioso perché pensi di avere acquisito la capacità di dialogare a distanza; di dire la tua, senza rete, di fare parte, insomma, del nuovo sistema di comunicazione, cosa che ha costituito il sogno di chi ci ha preceduto, ritenuto appannaggio solo dei giovani dell’ultima generazione.

La soddisfazione che il nuovo stato ti procura, tuttavia, è attenuata dalla riflessione che ne consegue:possiamo davvero essere gratificati da siffatti contatti a distanza? Appaga l’intima esigenza di ogni persona il trovarsi dinnanzi al computer invece che con una persona? Lo strumento che ci consente di comunicare non è in grado di trasmetterci emozione perché non ci illumina con lo  sguardo né col sorriso. E’ una macchina senz’anima! E allora è opportuno usarla con saggezza; quanto basta per trasmettere le nostre notizie, le idee, le proposte, per incitare alla lotta democratica e per vincerla com’è accaduto nelle recenti competizioni elettorali. Teniamo presente, tuttavia, che è delittuoso mitizzare Internet perché è indispensabile esaltare sempre l’aspetto umano ,i rapporti interpersonali ravvicinati che ci consentono, spesso, di comunicare solo con lo sguardo. Riempiamo, nel tempo consentito, l’agorà non per tornare all’antico, ma per esaltare i sentimenti che albergano nell’uomo. Avete notato che oggi si avverte un vuoto nei rapporti interpersonali? Non isoliamoci col web, ma usiamolo per ricreare una società che metta al centro i valori dell’uomo.

                                                                          Raffaele Caracciolo

 

Paura di internet o di noi stessi? Vi ho già detto che questo è un paese per vecchi?
Dovrei essere contento perché sono più vicino alla pensione che alla maggiore età e invece sono inquieto.
Le politiche di sviluppo dell'area web sono legate ancora a logiche di controllo e tarpano, anziché liberare, evoluzioni tecnologiche. Il mondo web, ci piaccia o meno, è il terreno del futuro, anche lavorativo, per le nuove generazioni.
Senza addentrarci sul fondo scivoloso delle cospirazioni, vi invito a pensare alla rete come ad un luogo ipotetico nel quale incontrare sia cappuccetto rosso che il lupo, come in ogni luogo, reale o virtuale, nel quale agisca l'essere umano. Quindi la paura di internet è ingiustificata se legata ai suoi contenuti lo è meno se pensiamo che quei contenuti sono sviluppati da esseri umani che hanno obiettivi da esseri umani quindi: nobili, meno nobili, egoistici, malevoli o turpi.
Non era meglio nel medioevo quando per far valere le proprie ragioni ci si imbarcava in guerre distruttive, non era meglio quaranta anni fa quando il conformismo aiutava a non vedere ciò che non volevamo vedere non è meglio oggi quando apparentemente vediamo e sappiamo molto di più di quello che ci serve per vivere.

Le azioni e i sentimenti che muovono la razza umana sono relativamente semplici, generali (in quanto tipici di un'unica razza) e anche abbastanza limitati (nel senso del numero).
Se non dimenticassimo che siamo degli animali, più o meno evoluti, ma sempre animali, sarebbe più facile anche adattarsi ai cambiamenti ed internet è solo uno di questi.
Quindi lo sviluppo inevitabile di internet appartiene ad un logico e naturale sviluppo di uno strumento che, per come fatto, modifica i codici di linguaggio (l'esprimersi con simboli, l'alfabeto, la carta, la penna…). Chi vuole rallentarlo, chi non lo comprende. Chi ne ha paura semplicemente non riesce ad accettare il proprio limite e ha paura solo di se stesso, di abbandonare le poche certezze basate su altri codici di linguaggio che è convinto di avere.
Ogni azione umana che oppone resistenza alla comprensione di qualcosa di nuovo è un'azione potenzialmente pericolosa quindi dovremmo avvicinarci con entusiasmo al mezzo e con distacco dovremmo valutarne i contenuti.

Ultima nota: non ho parlato di internet come luogo della libertà perché non la penso così, semmai internet può essere il luogo della democrazia (nella sua accezione classica applicata al mondo virtuale) laddove i contenuti vengano proposti dai diretti interessati delle vicende vissute spesso drammaticamente. Queste azioni, slegate dalle parole (che venendo da tutto il mondo non hanno un codice di interpretazione comune) e veicolate dalle immagini, da un linguaggio cioè universalmente comprensibile, erodono il potere di caste, oligarchie, enclave…forse quelle stesse che per questo motivo vogliono ostacolare lo sviluppo della rete.

Raffaele Vacca

 

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