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senza lavoro non c'č dignitą PDF Stampa E-mail
Scritto da A.Cavallaro   
sabato, 14 maggio 2011 22:03
ImageQuando una madre di quattro figli e col marito disoccupato, ti chiama per dirti che è disperata e che in casa  non ha che uova, pane e qualche pomodoro, non puoi startene tranquillo, non puoi più neanche gustare il manicaretto che tua moglie ti ha preparato con tanta cura per il pranzo domenicale. Non ce la fai, se sei sensibile e se hai a cuore il destino di questo territorio. Non è necessario essere grandi o piccoli politici per ascoltare una donna che ha messo da parte ogni reticenza per chiederti aiuto, un lavoro, anche un lavoretto per raggranellare quei cinquanta Euro che le possano permettere di tirare avanti ancora una giorno, perchè se poi non troverà qualcosa, qualsiasi cosa da fare potrebbe anche commettere una sciocchezza. Questi sono i drammi veri che attanagliano centinaia di famiglie per bene, di gente che vuole lavorare, che non vuole cedere al malaffare per tirare avanti. I grandi progetti futuribili non interessano più di tanto se non c'è la certezza dell'oggi, non è possibile che nel 2011 ci siano famiglie che non possono comprare il pane, attenzione non è un eufemismo, parlo del pane vero e non del companatico, stiamo tornando agli anni '50 quando per i vicoli del centro storico di Cassano moltissime famiglie campavano con 150 lire al giorno e qualche pomodoro. Stiamo tornando indietro, altro che rivoluzione culturale, altro che belle chiacchiere.

Il comune di Cassano non è riuscito in tanti anni  a creare una seppur minima zona industriale, ogni qualvolta si è presentata l'occasione di investimenti seri, duraturi e non stagionali , la si è  lasciata scappar via. In cambio però si sono costruiti mega-villaggi turistici, aperti 3 massimo 4 mesi all'anno dove, chi ha bisogno, cerca di elemosinare un lavoretto. E allora ecco che scatta la corsa alle briciole, sindaci, assessori sono tutti impegnati a far clientela a buon mercato, si promette: "ma senz'impegno, si tratta di aziende private, non posso intervenire più di tanto", e il poveretto aspetta col cuore in gola, con la speranza di poter integrare con qualcosa di più sostanzioso quel pane e le uova che ha in casa. Non è retorica la mia, è pura realtà, guardatevi intorno, reggitori della cosa pubblica, lasciate i sorrisetti di circostanza per qualche imbecille che ancora può darvi credito, e rispettate coloro i quali hanno riposto in voi fiducia dandovi il voto e il potere cui tenete tanto.  Il turismo langue, l'agricoltura non ha più sbocco, le industrie sono latitanti, l'impieguccio nei vari enti pubblici non è più così facile, è necessario programmare, sudare sul tavolino, spremersi le meningi se si vuole dare risposte serie alla popolazione, non è più tempo di vuote parole, ci vogliono azioni decise, bisogna mettere da parte le appartenenze partitiche, le convenienze personali e gli intrallazzi di potere, finiamola con le assegnazioni di leve di comando agli incapaci solo perchè ottimi lecchini, facciamo un po' di meritocrazia, almeno tentiamo di creare un minimo di rispetto intorno allo sputtanamento di questa politica becera, infingarda, bugiarda e menefreghista.

decapitazione
Rivoluzione francese:decapitazioni
Smettiamola con quei sorrisetti da furbetti della parrocchietta, ormai non ci crede più nessuno alla menate che andate cianciando e fate attenzione, perchè quando il popolo è alla fame, quella vera, fame di pane e non di soldi, allora diventa pericoloso e non sorprendetevi se si dovesse ribellare e farvi tanto, tanto male. Quando il popolo francese mise mano alle armi e cominciò a scannare i potenti che l'avevano esasperato, qualcuno di questi infingardi si meravigliava dell'ardire della plebaglia dicendo:"ma insomma che cosa vanno cercando, non li abbiamo mai fatti morire di fame?"  Non dimentichiamo che la tanto desiderata legalità, che aneliamo solo quando ci viene fatto un sopruso, la si può ottenere solo dando il buon esempio, rispettando per primi le regole e i diritti degli altri, primo fra tutti il diritto al lavoro, che è l'unica cosa che può dare  decoro e senso civico al cittadino.

A.Cavallaro

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