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INVICTUS (L'Invincibile) PDF Stampa E-mail
Scritto da W.H.Henley   
martedý, 22 marzo 2011 08:14

Versi di un poeta e giornalista inglese, che la sorte colpì in modo pesante. Una grave malattia delle ossa lo costrinse a farsi amputare una gamba, successivamente, l'infezione gli aveva aggredito anche l'altro arto superstite, non volle accettare quell'ulteriore amputazione e si sottopose per anni a delle terapie dolorosissime, finchè in qualche modo non riuscì a uscirne, Un esempio di vitalità e di forza d'animo. Questi versi che vi propongo sono una siringata di "siero del coraggio", per chi pensa di non farcela più. Leggete vi sentirete tutti più forti e preparati ad affrontare anche i piccoli problemi quotidiani. Buona lettura

Dal profondo della notte che mi avvolgeImage
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio gli dei chiunque essi siano
per l'indomabile anima mia.

Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l’orrore delle ombre
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Son Io il signore del mio destino.
Son Io il capitano dell'anima mia.

 

 William Ernest Henley
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