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Colombo era cassanese? PDF Stampa E-mail
Scritto da T.Cavallaro   
venerdý, 14 gennaio 2011 10:16
ImageIl 20 novembre dello scorso anno a Cassano è stato presentato un’interessante volumetto scritto dal prof. Enrico Cirianni intitolato “L’Araldica a Cassano all’Ionio”. Nel libro sono riportati in fotografia gli stemmi che si trovano nella nostra cittadina disseminati un po’ dappertutto, nelle chiese, nelle strade e nei vicoletti. Le fotografie sono state scattate da Peppino Martire, il quale durante il suo breve intervento ha fatto cenno allo stemma del papa Innocenzo VIII che si trova proprio di fianco all’ingresso laterale della cattedrale, insieme al blasone del vescovo dell’epoca di Cassano mons. Martino Tomacelli. Ambedue gli scudi datano intorno al 1490. Martino Tomacelli era pronipote di del papa Bonifacio IX, alias Pietro Tomacelli (Papa dal 1389 al 1404). Ma ritorniamo a Innocenzo VIII, alias Giovanbattista Cibo genovese, papa dal 1484 al 1492. L’amico Peppino in quell’occasione accennò ad una presunta parentela tra papa Cibo e Colombo. La cosa mi incuriosì e andai a gironzolare sul web, ma trovai pochi riferimenti, ad eccezione dell’indicazione di un libro sull’argomento recentemente dato alle stampe, che mi sono premurato di trovare ed acquistare.

Il volume,  scritto da Ruggero Marino ed edito dalla Sperling e Kupfer,  è quanto mai interessante e ci racconta dei retroscena antecedenti la scoperta dell’America. Secondo il Ruggeri Colombo era figlio di Innocenzo VIII che a sua volta era amico di Martino Tomacelli che egli stesso elesse al rango di Vescovo di Cassano, dove rimase dal 1490 al 1519. Ecco spiegata la presenza del blasone del papa accanto a quello del vescovo. Il Ruggeri pubblica nelle pagine centrali una foto dei due ritratti di Colombo e di papa Cibo, nella quale è veramente straordinaria la somiglianza tra i due.

 

colombo e innocenzo
Colombo e Innocenzo VIII
Nel libro si parla anche dei templari e di molti avvenimenti correlati ai viaggi del grande navigatore, avvenimenti che riguardano sia l’oriente che l’occidente, facendo balenare delle ipotesi interessanti riguardo la scoperta delle Indie. Qualche affermazione potrà sembrare fantasiosa, ma il libro si lascia leggere speditamente come un romanzo dalla trama intrigante. Lo consiglio a coloro che amano la storia e gli aneddoti ad essa correlati.

Ma poiché c’era questa profonda amicizia tra il nostro vescovo e il papa Innocenzo VIII, chissà che nella genealogia dello scopritore delle Americhe non ci sia qualche traccia di sangue cassanensis?  Così Cassano diventerebbe veramente l’ombelico del mondo, scusatemi questa digressione  scherzosa, la dedico a coloro i quali non guardano mai aldilà del Monte o di Timpone Rosso.

Buona lettura.

Tonino Cavallaro

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