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Sibari

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Un inizio, non un fallimento PDF Stampa E-mail
Scritto da Tonino Cavallaro   
martedý, 17 luglio 2007 20:50
da sin. On Feraudo, On. Razzi, dot.ssa Manfredi, Antolibo
da sin. On. Feraudo, On. Razzi, dot.ssa Manfredi, Antolino
Il 14 luglio u.s., come largamente annunciato tramite giornali, manifesti e volantini ha avuto luogo il Convegno organizzato dall’Associazione per l’Autonomia di Sibari, presso la sala convegni dell’Hotel Minerva, messa a disposizione gratuitamente dall’ing. Luigi Sauve. Dal tema:
“Modifica dell’art.15 del testo unico Enti Locali (TUEL)”.Si trattava di illustrare ad un pubblico, il più vasto possibile, il progetto di legge presentato alla Camera dei Deputati dall’on. Razzi de “L’Italia dei Valori”, che prevede, tra l’altro, la possibilità di creare nuovi comuni con soli 5000 abitanti residenti, invece che con 10’000 come nella legge attualmente in vigore.
Unoi scorcio della sala
Uno scorcio della sala
Un argomento di grande importanza, soprattutto per Sibari i cui abitanti residenti sono di poco superiori a cinquemila. Ci si aspettava una partecipazione massiccia, così purtroppo non è stato.
Possiamo sicuramente addurre a scusante il caldo, il giorno (sabato pomeriggio) dedicato alle spese settimanali e la data (14 luglio) estiva, quindi bagni al mare o gite in montagna, ma mi permetto di affermare che probabilmente i Sibariti non hanno ancora afferrato appieno l’importanza e la portata rivoluzionaria dell’azione che pochi “uomini di buona volontà”, per parafrasare ben più illustre scrittore, stanno portando avanti con caparbietà, a volte con veemenza e con una buona dose di cocciutaggine mai disgiunte però dalla lucida consapevolezza delle difficoltà cui vanno incontro.Tra le tante difficoltà, non hanno, secondo me, previsto il fatto che i Sibariti non sono sufficientemente preparati a questa importantissima possibilità che viene loro offerta, quella cioè di poter autodeterminare il proprio destino politico. Più volte ho affermato che è difficilissimo raggiungere gli abitanti di questa frazione a causa della dislocazione frastagliatissima dei vari quartieri o contrade che hanno molto spesso problematiche oggettive molto diverse. Si aggiunga a tutto ciò il legame fortissimo che molti residenti di Sibari hanno ancora con i loro paesi d’origine verso i quali hanno in molti casi interessi sociali, familiari e commerciali. Molti hanno scelto di vivere a Sibari per motivi legati prevalentemente alla loro attività e non per attaccamento al luogo. Certo ci sono molti giovani che sono nati qui e che vedono le cose in modo diverso sentendo a pieno titolo il senso di appartenenza, ma non bastano. E’ necessario, a mio modesto avviso, lavorare per creare una coscienza di appartenenza collettiva nel rispetto delle soggettive idee politiche per poter ottenere risultati importanti come quello che si vuole perseguire.La serata comunque è stata egregiamente condotta dalla dot.ssa Gilda Manfredi
La coordinatrice dot.sa Manfredi
La coordinatrice dott.ssa Manfredi
di Cosenza che ha presentato oltre ai relatori, on. Razzi e Feraudo, i rappresentanti delle altre località che aspirano a diventare comuni autonomi: Tuturano (Brindisi), Marina di Venosa (Taranto), Le Castella (Crotone), Vena di Maida (Catanzaro).
In cartellone erano previste le presenze di diversi e importanti uomini politici, on. Pacenza, On. Dima, On. Brizio (Puglie), On. Diana, On. Maiolo, On. Lo perfido (Puglie), il sindaco ecc. ecc. ecc., dei quali non si è vista nemmeno l’ombra, nel senso che qualcuno ha almeno inviato un timido messaggio con le solite parole di circostanza: impegni precedentemente presi, improrogabili lavori, improvvisi mal di testa, dolori mestruali e chi più ne ha ne metta. La verità è che la maggior parte se l’è fatta sotto, si cari amici internauti in un mondo come quello che ci attornia i politicanti devono stare attenti a rispettare gli ordini di scuderia, quindi: “ma che c…. vogliono sti quattro str……. di Sibari, io devo difendere la mia tanto faticosamente conquistata poltroncina, figurati se ho tempo da perdere con loro”. Forse il  pensiero non era precisamente questo, ma sicuramente qualcosa di simile. Scusate lo sfogo, ma era necessario anche per dare il giusto merito a quelli che invece erano presenti e che hanno preso a cuore le giuste aspettative dei sibariti. Mi ha fatto molto piacere, da ex-emigrato, che il deputato che ha presentato alla camera il progetto di legge sia stato l’On. Razzi
On. Razzi IDV
On. Razzi IDV
eletto con i voti degli emigrati italiani in Svizzera, abruzzese di nascita, in Svizzera da più di 40 anni ha preso a cuore questo problema e lo ha dimostrato firmando il relativo progetto di legge, lo ringrazio anche a nome dei numerosi emigrati di Sibari.
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