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Riuscito convegno sulla SanitÓ PDF Stampa E-mail
Scritto da A.Cavallaro   
mercoledý, 24 novembre 2010 08:33
ImageLunedì 21 novembre nell’elegante salone dell’hotel Miramare di Trebisacce, organizzato a quattro mani dalla Diocesi di Cassano e dall’associazione Medici Cattolici, si è tenuto un convegno dal titolo “Quale Sanità per la Sibaritide dopo la stagione dei tagli?” Ha condotto il dibattito il giornalista dott. Adriano Mollo che ha dato la parola dapprima al dott. Aldo Foscaldi presidente dell’AMCI (Associazione Medici Cattolici Italiani), che ha illustrato  i motivi e le finalità del Convegno, e, subito dopo, al nostro Vescovo che ha presentato una vera e propria relazione introduttiva molto precisa e circostanziata sul grave problema della sanità nell’area dell’alto ionio dopo la chiusura di alcuni importanti reparti dell’ospedale Chidichimo di Trebisacce. 

A seguire, la dott.ssa Carmela Maradei che, con l’ausilio anche di tabulati proiettati sullo schermo, ha relazionato con dovizia di dati sul tema:”L’ospedale di Trebisacce, una risorsa per il piano di rientro nel rispetto dei LEA” e presentando, con tono pacato ma fermo, la situazione che si è venuta a creare dopo i tagli voluti dall’Amministrazione regionale della sanità, che è commissariata fin dai tempi dell’ex-presidente Lojero e di cui è ora responsabile l’attuale presidente regionale on.Scopelliti. 

relatori
il tavolo dei relatori
Successivamente il dott. Mollo ha ceduto il microfono all’on. Giuseppe Aloise, ex-soggetto attuatore del progettato nuovo ospedale della Sibaritide, che ha posto l’accento proprio sull’ambiguità concettuale della nuova struttura ospedaliera che dovrebbe sorgere tra Corigliano e Rossano, se cioè, il futuro nosocomio debba essere considerato un NUOVO ospedale o l’ospedale UNICO della Sibaritide. Una domanda importante, alla quale lo stesso Aloise non poteva dare una risposta esaustiva, essendo il territorio molto vasto e con una orografia così varia da non poter pensare di risolvere le problematiche accentrando tutta l’offerta di servizi sanitari in un’unica grande struttura ospedaliera. 

dott.ssa Maradei
Dott.ssa Maradei
Giunto in ritardo per impegni istituzionali, il neo-eletto consigliere regionale on. Gianluca Gallo ha avuto il non piacevole compito di difendere la linea dei tagli propugnata dall’attuale governo regionale illustrando il piano di risanamento che la regione ha dovuto imporre per tentare di riportare la situazione debitoria della sanità calabrese a livelli accettabili. Pur sostenendo la linea di condotta tenuta dal commissario straordinario Scopelliti, ha comunque lasciato intravedere la possibilità di un parziale recupero di qualche decina di posti-letto per il Chidichimo di Trebisacce, ma ha anche lanciato un allarme pesante - “il peggio deve ancora venire”, - ha infatti detto, sottintendendo che la situazione finanziaria dell’ente regionale è talmente pesante che pur comprendendo le giuste ragioni del territorio, potrebbe essere inutile finanche sperare.

on. Aloise
l'on. Giuseppe Aloise
Il successivo dibattito è stato oltremodo interessante, soprattutto perché per la prima volta hanno parlato i medici, coloro che vivono in prima persona – oltre gli ammalati ovviamente – tutti i problemi derivanti dai tagli che il piano di risanamento impone. Per la prima volta si è parlato in pubblico delle pesante responsabilità gestionali di chi ha amministrato la sanità negli ultimi decenni, quasi sempre personaggi  totalmente legati alla politica di questo o quel partito e coinvolti talvolta anche in compromettenti situazioni affaristiche dal risvolto molto personale. Finalmente si sono sentite affermazioni, oseremmo dire, epocali per il nostro territorio, dove certi argomenti vengono affrontati in intimi soliloqui o, al massimo, in ristrette e discrete cerchie. Il dott. Laghi di Castrovillari, il dott. Imbrogno di Altomonte, il dott. Tancredi di Lauropoli, il dott. Cicero di Castrovillari e molti altri illustri medici hanno, con pacatezza, presentato una situazione che deve essere assolutamente ribaltata se si vuole che la sanità (uno dei diritti essenziali sanciti dalla Costituzione) sia un servizio efficiente e soprattutto equamente distribuito su tutto il territorio calabrese.

dott. Laghi
Il dott. Laghi
Registriamo anche gli interventi del consigliere regionale di minoranza Franco Pacenza e dell’assessore provinciale Mundo che, anche con toni veementi, hanno stigmatizzato le scelte operate dall’attuale governo regionale.

Le conclusioni finali di mons. Bertolone richiamavano i valori della Carità propugnata da Nostro Signore Gesù  nei confronti delle categorie più deboli e indifese e non ha mancato di invitare il nostro consigliere regionale on. Gallo di portare al commissario straordinario on. Scopelliti le giuste istanze della popolazione dell’Alto Ionio Cosentino e della Sibaritide tutta.

 

mons. Bertolone
mons. Bertolone
Tutti gli intervenuti  hanno ringraziato mons. Vescovo per l’opportunità che era stata loro data di poter esprimere liberamente il proprio pensiero sull’argomento, da parte nostra ci auspichiamo che questo tavolo di confronto rimanga aperto  non solo per discutere e dare sfogo alle proprie idee, ma anche per migliorare i servizi sanitari con proposte alternative ed attuabili.

 

 

 

 

uditorio
L'attento e folto uditorio

 

 

 

(Di seguito il testo del manifesto di protesta diffuso durante il blocco stradale messo in atto dai dimostranti a Trebisacce)

 

PERCHE' l'OSPEDALE DI TREBISACCE DEVE RIMANERE APERTO

A Trebisacce sesto giorno di protesta sulla SS 106, a difesa dell'ospedale Chidichimo di Trebisacce. Centina­ia di cittadini di tutto l'Alto Jonio reclamano con forza il diritto alla salute.

L'Alto Jonio privo del diritto alla mobilità, senza ferrovia, senza Aeroporto nel raggio di trecento chilometri, con una mulattiera di strada Statale 106, ora viene privato anche del diritto alla salute, dell'unico Presidio sanitario capace di dare risposte sanitarie determinanti per la salvezza di vite umane. Altro che Ospedale della morte. Non serve dichiarare che il piano di rientro è quello di Loiero, perché i piani si possono cambiare, ed il piano di Loiero era errato nel metodo, vedi DGR 87/10. La pianificazione va fatta in base al fabbisogno dei territori e non del numero di posti letto sopravvissuti alle varie tempeste campanilistiche dei vari politici e Direttori Generali di turno! E sicuramente tanti cittadini dell'Alto Jonio avranno sostenuto il Presidente Scopelliti anche nella speranza di un cambiamento nel metodo.

La chiusura del Presidio di Trebisacce, così come quella di Cariati e Praia a Mare, è immotivata dal punto di vista tecnico: la struttura è in buone condizioni; i posti presenti nella Provincia di Cosenza sono in meno rispetto a quelli spettanti in base agli standard nazionali; infatti facendo dei semplici conti da massaia, se la popolazione della Provincia di Cosenza è pari a 734.445 abitanti, i posti letto spettanti sono in totale 2784 (3,8 x mille) di cui 2197 per acuti (3 x mille) e 587 (0,8 x mille) per postacuzie (Riabilitazione e Lungodegenza). I posti letto attualmente presenti nella Provincia di Cosenza, tra pubblico e privato, non superano i 2700. Quindi per la Provincia di Cosenza non necessita alcun taglio di posti letto, semmai una ridistribuzione tra tipologie e tra aree poiché sullo Jònio i cittadini di serie B dispongono solamente di 1,5 posti letto per mille abitanti mentre su altre aree i cittadini di serie A dispongono di circa 4,5 posti letto per mille abitanti. Infatti il fabbisogno di posti letto per l'area Jonica su 175.000 abitanti è pari a 524 posti letto per acuti e 140 per postacuti, per un totale di 664 posti letto. Da ciò si evince che nell'area Jonica mancheranno in totale circa 300 posti letto di cui 250 per acuti, che sommati ai posti letto sottratti ad altri Presidi quale Praia, San Marco, ecc. fanno circa 500 posti letto rubati alla Provincia di Cosenza; che fine faranno?

Il piano non è giustificato da un punto di vista economico perché altrimenti·non si spiega come mai Ospedali con 100 parti, 60 interventi chirurgici all'anno e con un costo per ricovero altissimo restano aperti mentre Trebisacce con circa 5000 ricoveri a regime, 350 parti e 900 interventi chirurgici si chiude. Come mai si rinuncia alla possibilità di poter recuperare circa cinque milioni di euro di mobilità verso Puglia e Basilicata, rischiando invece con la chiusura di Trebisacce di raddoppiare tale importo? O si pensa di risolvere il proble­ma della mobilità con protocolli d'intesa con la Basilicata, che di fatto impediranno i ricoveri e quindi la libera scelta del cittadino? Forse si è deciso di fare morire i pazienti in ambulanza, in attesa della ricerca di un posto disponibile? Oppure si è deciso di spendere i soldi della sanità in trasporti anziché in prestazioni sanitarie? Oltretutto sorge spontanea una domanda: se a Cosenza si sottraggono 500 posti letto, da qualche altra parte ne resteranno 500 in più, o no?

Forse si vuole far gravare il peso del piano di rientro unicamente o prevalentemente sulla periferia della Provincia di Cosenza?

La chiusura del Chidichimo non è giustificata neanche da un punto di vista logistico perché è Ospedale di Frontiera, è Ospedale di Montagna (serve 17 Comuni di cui 11 Montani), ed è l'unico Presidio sanitario nel raggio di decine e decine di chilometri, a differenza di quanto succede in altre aree. Né può esistere un pronto soccorso degno del nome senza che vi siano i reparti previsti per legge.

La protesta dei cittadini dell'Alto Jonio è più che legittima in quanto a tutela del diritto alla salute, all'assistenza, alla libera scelta alla pari di tutti i cittadini italiani; infatti per legge i LEA oltre che essenziali, devono essere garan­titi anche in modo uniforme su tutto il territorio, e per questo abbiamo attivato la Class Action che a breve darà le prime risposte ai cittadini dell' Alto Jonio.

Noi non siamo contro il cambiamento, ma vogliamo un cambiamento in meglio e non in peggio, con un piano razionale, comprensibile, oggettivo, spiega bile e basato sul fabbisogno delle popolazioni, e non su criteri campa­nilistici o di partito. Non ci interessa se il piano è quello di Loiero o di Scopelliti, a noi cittadini interessa solo che sia giusto, e se Loiero ha sbagliato, il piano va cambiato. Alla luce di quanto detto, invitiamo tutti a mobilitarsi ed associarsi alla protesta dei Sindaci e delle popolazioni dell'Alto e Basso Jonio per difendere il furto di circa 300 posti letto operato nel piano di rientro all'area Jonica, ma invitiamo anche tutte le autorità istituzionali della Provin­cia di Cosenza a reagire perche è l'intera Provincia penalizzata di oltre 500 posti letto e tutto ciò graverà comunque sulla gestione delle attività sanitarie delle strutture interessate, oltre che sicuramente sulla salute dei cittadini.

Il Coordinamento delle Associazioni a difesa del Chidichimo Dott.ssa Carmela Maradei

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