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La bufala del federalismo PDF Stampa E-mail
Scritto da A.della Ragione   
venerdý, 25 giugno 2010 07:20
A.della Ragione
Il dott.Achille della Ragione
Parlare male del federalismo fiscale in una roccaforte padana come il Rotary di Milano può essere pericoloso, quasi ai limiti di una mission impossible, ma salvo qualche fischio iniziale, sono tornato a casa sano e salvo. La manovra finanziaria di questi giorni ha già falcidiato copiosamente i redditi degli Italiani, niente in confronto a quella che sarà l’entità della finanziaria autunnale, ma non ci pensiamo, divertiamoci ancora, l’estate è alle porte. Nessuno ha il coraggio di affermare che il federalismo fiscale semplicemente è inattuabile, salvo in tempi lunghi, alcuni decenni secondo Tremonti(cioè mai), perché da Roma in giù non vi sarebbero più i soldi per tenere aperte le scuole, far funzionare gli ospedali, pagare stipendi e pensioni ed altre bazzecole del genere. Scoppierebbe una rivolta popolare impossibile da gestire, per questo Berlusconi, mentre cede consensi al nord, ne acquista l’equivalente al sud, meridionalizzandosi sempre più, fino a quando, speriamo,  non sarà più ostaggio della Lega.
Invece di divulgare questa semplice verità, pseudo intellettuali e mass media, senza mai aver ascoltato un farneticante discorso a Pontida o in una qualsiasi valle bergamasca, parlano di radicamento sul territorio, di buon governo locale, di nuova realtà politica.

Tutte menzogne, la Lega non rappresenta alcuna novità, i suoi rappresentanti sono soltanto abili a coniare efficaci slogan intrisi di becero razzismo contro tutto e tutti: sono contro gli immigrati ed i meridionali, i comunisti ed i froci, la Cina, ma anche l’Europa. Hanno per il momento accantonato il progetto della Padania e della secessione, un sogno proibito, che in pochi anni aveva dimezzato le truppe di Bossi, il quale, vista la mala parata ha coniato, per restare a galla, la bufala del federalismo fiscale. Venti anni fa era anticlericale ed antiberlusconiano, oggi è papalino ed il più fedele alleato del cavaliere. Allora imperava il celodurismo, oggi la più sconfortante flaccidità. Naturalmente riesce ad esprimere qualche buon amministratore locale, attento alla difesa del territorio, qualche valido ministro, ma per il resto sono tutte chiacchiere e menzogne, mentre il Paese decade senza dignità ogni giorno ad un ruolo provinciale, senza speranze per il futuro e senza il coraggio di ricordare il passato, costretto a vivere, purtroppo in un interminabile e soffocante presente.

Achille della Ragione

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