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Sibari

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L'aeroporto Ŕ vitale per il turismo PDF Stampa E-mail
Scritto da G.Iacobini   
venerdý, 25 giugno 2010 07:01
ImageDa decenni si parla dell'aeroporto di Sibari, politici locali su questo argomento hanno incentrato la loro campagna elettorale, fu redatto un progetto ancora in parte valido, l'ex-assessore regionale ai lavori pubblici Luigi Incarnato riuscì a destinare i primi 5 milioni di Euro per le prime spese, il presidente della provincia di Cosenza Mario Oliverio si è impegnato nella gestione finanziaria, tutti i sindaci dell'area Sibaritide-Pollino non vedono l'ora che s'inizino i lavori, imprenditori piccoli e grandi si sono dichiarati disponibili per la creazione di una società di gestione, eppure tutte queste ottime intenzioni non producono risultati. Gianpaolo Iacobini sulla Gazzetta del Sud, riaccende la fiammella della speranza intervistando l'ing. Luigi Sauve, imprenditore turistico di primo piano della Sibaritide, il quale espone il suo pensiero in modo pacato, com'è suo costume, ma in termini netti, precisi e incontestabili: se non ci si decide a realizzare questa importante struttura, il destino dell'economia locale, non solo di tipo turistico, è segnato. Nella seconda parte l'intervista.

<<Farlo a Sibari sarebbe bene, farlo a Torano sarebbe meglio. Ma l’importante è farlo: l’aeroporto è essenziale per lo sviluppo del comparto turistico>>.

Sauve
L'ing.Luigi Sauve
Pensieri e parole di Luigi Sauve, patron d’uno dei più importanti gruppi imprenditoriali turistici calabresi che a Sibari può contare su tre club resort con 700 tra stanze ed appartamenti, per una capacità ricettiva di oltre 2600 posti letto, resi ancor più appetibili dalla disponibilità di campi sportivi e piscine, d’un centro benessere e finanche d’un campo da golf a nove buche. Centotrentamila, in media, le presenze annue. Circa 400 i dipendenti stagionali. <<E potrebbero essere molti di più>>, afferma Sauve, <<se solo riuscissimo ad allungare la durata della stagione estiva, intercettando i flussi turistici del nord Europa. Inglesi e tedeschi, con i cui tour operator abbiamo già stretto proficue intese, sono affascinati dalla Sibaritide, ma sono penalizzati dalla carenza di infrastrutture>>. Per dire: <<L’autostrada è quella che è. In più, ormai da più d’un anno, lo svincolo autostradale di Firmo, quello a noi più vicino, è ancora chiuso per lavori>>. Certo, c’è la ferrovia, ma è peggio che andar di notte: <<Si viaggia a binario unico, in treni sporchi e senza aria condizionata>>. Nel mirino, la classe politica. <<Siamo condannati all’ignoramento, ovvero all’indifferenza di chi ci governa ed all’isolamento delle nostre terre. Sogno ed auspico un cambiamento di rotta che apra gli occhi, ad esempio, a chi pensa che la riconversione a carbone della centrale Enel di Rossano, o la mancata bonifica dei siti inquinati da ferriti di zinco, possano generare sviluppo>>. Resta, unica possibilità, l’aeroporto. <<Noi imprenditori, col sostegno della Camera di Commercio di Cosenza>>, afferma Sauve, <<siamo pronti ad investire nella gestione della struttura>>.

Volare in Calabria, per giocare a golf sullo Ionio: un modello che richiama l’Andalusia spagnola, con i suoi sterminati green ed i numerosi scali aeroportuali. <<L’aeroporto – chiosa Sauve - è ormai una necessità: realizzarlo nell’entroterra, a Torano o a Tarsia, lo metterebbe in condizione di servire un più ampio bacino d’utenza. Ma se pure si facesse a Sibari, andrebbe bene. Noi chiediamo solo che si faccia. E pure in fretta, perché senza lo scalo il turismo della Calabria citra rischia di non avere futuro>>.

Gianpaolo Iacobini – Gazzetta del Sud - 18 giugno

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