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UniversitÓ porcile PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
lunedý, 07 giugno 2010 05:59
ImageL'Università italiana, per chi vuole intraprendere la carriera universitaria, altro non è che l'appuntamento puntuale con un muro di corruzione e favoritismo clientelare. Il libro che vi presentiamo, scritto da Ernesto Parlachiaro (eloquente pseudonimo, quest’ultimo, dietro cui si cela prudentemente un noto studioso di filosofia), vuole esserne una amara e rabbiosa testimonianza. "C'è un luogo, in Italia, nel quale il valore e il merito professionale contano meno di nulla: questo luogo è l'Università, specialmente le facoltà umanistiche. In Italia è più facile che un asino passi per la cruna di un ago, che un nuovo Kant possa diventare, senza un padrino, dottore di ricerca in filosofia": un paradosso che è tutto il senso di questo incredibile racconto. Incredibile, ma vero. Benché scritto sotto la forma leggiadra di una favola voltairriana, "Il porcile dell'Università italiana" infatti, tratto da una vicenda reale, denuncia con spietata lucidità la corruzione che regna sovrana nel reclutamento di ricercatori e docenti dell'Università italiana.

 Lo stile della narrazione  è spigliato, ironico e accattivante, ma la sostanza di un'attualità scottante é il retrogusto della lettura amarissimo. Se non pretende certo di cambiare la realtà che descrive, questo libro intende quantomeno far emergere impietosamente le brutture del nostro mondo accademico, finora scandalosamente nascoste all'opinione pubblica e alla magistratura solo grazie ad una rete capillare, perversa ma efficientissima, di connivenze mafiose. Esso vuole inoltre dare voce alle centinaia di vittime innocenti di questo sistema marcio e dimostrare quanto sia controproducente, oltre che immorale, per una società moderna e civile, continuare a tollerarlo. Il volume è stato edito dall'editore DATI, costa 12,50 Euro e lo si può acquistare sul link seguente:

http://www.ibs.it/code/9788860410009/parlachiaro-ernesto/candido-del-porcile.html

Ma, poichè abbiamo sfiorato un argomento che interessa migliaia di giovani universitari vi riportiamo un'intervista rilasciata da Giovanni Grasso nel 2007  sul quotidiano "Il Messagero":

Giovanni Grasso
prof. Giovanni Grasso
«Purtroppo l’esplosione di insegnamenti non mi meraviglia – sostiene Giovanni Grasso, ordinario di anatomia umana –. Ciò si accompagna ad una proliferazione ingiustificata e spesso fantasiosa dei corsi di laurea. La richiesta del mercato di avere figure professionali diversificate ma qualificate è stata completamente disattesa dagli atenei, che hanno sfruttato l’occasione per aumentare in modo sconsiderato il proprio potere attraverso la crescita incontrollata di discipline e corsi e attraverso il reclutamento di nuovi docenti. Questa proliferazione ha portato anche all’impoverimento, frammentazione e diluizione del corpo di discipline fondamentali di un corso di laurea. È impensabile che discipline essenziali di antica tradizione vengano penalizzate in favore di materie di scarsa valenza e di modesto interesse. Eppure succede. Le anomalie sono tante. Faccio l’esempio di quello che succede a Siena, dove c’è un corso di nuova istituzione in “Biotecnologie per la salute umana” in cui si insegnano la fisiologia e la patologia della riproduzione umana. Peccato che manchi l’Anatomia come insegnamento di base e propedeutico alle altre! Tutto ciò si collega all’uso improprio, distorto e inquietante dell’autonomia universitaria».


Aggiungiamo una noterella: nel 1968 in Italia c'erano circa 4000 professori universitari, oggi sono circa 60000, quanti di questi sono degni di questo incarico?

 

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