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I neo-catecumenali, chi sono? PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
venerdý, 21 maggio 2010 07:26
Kiko Arguello
Kiko Arguello
Molte perplessità si ebbero quando il movimento neo-catecumenale fondato dallo spagnolo Kiko Arguello cominciò la sua opera all'interno della Chiesa Cattolica, successivamente diversi Papi accettarono la loro presenza anche nelle parrocchie, perchè sembravano innocui e portatori, in fondo, di un messaggio cristiano nuovo e fondato sulle grandi verità delle Sacre Scritture. Sembra, però, che oggi si siano "allargati" un po' troppo, è quello che denuncia un sito cattolico spagnolo e che noi vi proponiamo.

E' normale che gli iniziatori del Cammino convochino centinaia di Vescovi in Terra Santa. E' normale che aderiscano anche centinaia di sacerdoti?
Questo il testo della più recente notizia ufficiale, dal sito spagnolo del Cammino NC:

Durante questi giorni dell'Ottava di Pasqua, il Cammino neocatecumenale, ad opera dei suoi iniziatori Kiko Argüello, Carmen Hernández e Padre Mario Pezzi, ha organizzato una convivenza di Vescovi di Francia e Latino America al fine di riflettere sulla nuova evangelizzazione.

L'incontro avviene presso il centro internazionale "Domus Galileae" situato sul Monte delle Beatitudini (in Israele) in prossimità del luogo in cui Cristo inviò i suoi discepoli ad annunciare il vangelo dopo la proclamazione del Sermone della Montagna.

Fin dal 1993, e col favore della Santa Sede e i Papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, gli iniziatori del Cammino hanno già realizzato numerose convivenze con Vescovi di tutto il mondo (America, Africa, Europa, Asia, Chiesa Orientale...) per far conoscere cos'è esattamente il neocatecumenato e la iniziazione cristiana degli adulti, e discernere ciò che sta succedendo in Europa e nel mondo occidentale con la secolarizzazione e la conseguente scristianizzazione.

A questo incontro assistono più di 150 Vescovi di Francia e Latinoamerica, e un centinaio di presbiteri, molti dei quali francesi, inviati dai propri vescovi ad apprezzare la nuova evangelizzazione che il cammino neocatecumenale propone alle parrocchie alla luce del Concilio Vaticano II e che tanti frutti sta portando alla Chiesa.

Ripetutamente criticato per la novità del suo carìsma, il cammino neocatecumenale con i suoi oltre 40 anni di vita, ha svolto la sua pastorale missionaria con l'approvazione e la benedizione dei Sommi Pontefici, da Paolo VI, fino all'approvazione definitiva degli Statuti da parte di Benedetto XVI, che hanno visto in questo itinerario di formazione cattolica la pratica realizzazione del Concilio nelle Parrocchie.

Dai frutti li riconoscerete (Fonte: CAMINEO.INFO - Galilea/TIERRA SANTA, Traduzione nostra)

La notizia è stata ripresa recentemente dal giornale spagnolo "La Razon" con queste parole: " Riuniti in una convivenza promossa dal cammino neocatecumenale nella Domus Galileae sul Monte delle Beatitudini, i partecipanti hanno scritto e inviato una lettera di affetto a Benedetto XVI, che mostra la loro adesione a Pietro e lo fanno partecipe dell'esperienza vissuta in Galilea.", cui seguono le congratulazioni per l'anniversario della nomina e voti per il suo pontificato, accompagnate dalla convinzione: " Siamo fiduciosi che il Signore porterà alla Chiesa intera un rinnovamento spirituale e nuovo slancio missionario per essere testimoni di nuova vita nel mondo." ovviamente attraverso l'ulteriore penetrazione di questo movimento che non vuol definirsi movimento, attribuendosi una identità che risulta inquietante e che il Card. Pell a suo tempo definì "famiglia religiosa"; se così fosse, forse avrebbe bisogno di una Regola e non di uno Statuto, approvato dal Pontificio Consiglio dei Laici, che lo insericse canonicamente tra le Associazioni laicali, tra le quali insiste a non riconoscersi, affermando tuttavia che il Papa, ogni volta che parla dei movimenti, si rifericse al cammino, soprattutto quando ne tesse le lodi e non quando parla di correzioni e 'purificazione'...

Ormai è arcinoto che Kiko Arguello convoca regolarmente i vescovi e cardinali del mondo intero nella sua cittadella in Galilea. E' normale l'esercizio di una funzione del genere, che appartiene al Santo Padre, il quale la svolge regolarmente attraverso le visite ad limina dei vescovi presso la Santa Sede. Oppure ormai di Sante Sedi ne abbiamo almeno due?

Certo suscita amarezza sapere che i successori degl Apostoli vadano ad ascoltare quel predicatore e le sue aberrazioni "teologiche", che non ponga nessun problema alla loro coscienza il trovarsi in quel luogo farcito di simboli ebrei, trovarsi a sostare in preghiera in un cosiddetto "Santuario della Parola" dal Tabernacolo a due piazze nel quale le Sacre Specie sono custodite insieme alla Torah e con pari dignità, e nemmeno il celebrare la Santa Messa, perchè è da supporre lo facciano con quel rituale creato da Arguello per le sue comunità neocatecumenali.

Lo sappiamo, e saperlo ci fa male, perchè abbiamo la lucida consapevolezza di ciò che significa, delle conseguenze per la nostra Santa Chiesa, fa male sapere che coloro in cui dovremmo avere fiducia stanno mettendo la Chiesa nelle mani di colui che stravolge e calpesta la nostra Liturgia, la Dottrina della Chiesa, che loro stessi non conservano e non proteggono il sacro Deposito della Fede che è stato consegnato da Nostro Signore Gesù Cristo ai suoi Apostoli.

Sì, noi lo sappiamo, sappiamo che i vescovi vanno in Galilea per ricevere istruzioni da Kiko Arguello, ma lo sanno i piccoli, i cattolici,che sono guidati da loro? In quanti lo sanno?

In quanti sanno che quell'uomo si attribuisce il brevetto esclusivo della nuova evangelizzazione, una sorta di "pacchetto tutto compreso" con comunità, presbitero, "nueva estetica" per le chiese, gerarchie, ruoli e funzioni, testi dottrinali, tappe iniziatiche, prassi e rituale rigorosamente neocatecumenale? In quanti?

Purtroppo la Chiesa non solo lo permette, ma lo incoraggia perché, parliamoci chiaro, se Kiko Arguello può fare tutto quello che fa, e ne abbiamo avuto l'ultimo esempio a Fatima, è perché c'è chi glielo permette!

Saperlo fa male, informare è cosa giusta, far sapere a quei vescovi che non tutti sono ignoranti, nel senso che ignorano, anche, ma poi, ci fermiamo, informiamo, è tutto quello che possiamo fare.

Il resto appartiene a Colui che tutto sa, che tutto vede

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