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1░ Maggio, festa dei disoccupati? PDF Stampa E-mail
Scritto da L.Marino   
sabato, 01 maggio 2010 18:27

ImageIl Primo Maggio, come tutti sanno è la festa dei lavoratori. Credo che questo giorno debba essere di riflessione per tutte le persone che vivono in questo Paese. Un giorno per ricordare le moltissime vittime che hanno perso la vita lavorando, per quelle che si sono battute per migliorare le condizioni di lavoro e per quelle persone che giorno dopo giorno sono alla ricerca di una collocazione lavorativa. I dati sulla disoccupazione sono in aumento in tutto il mondo, ma la domanda è: “ cosa si sta facendo per limitare i danni? Quali sono le idee attuative per fare in modo che, le persone che oggi non hanno un posto di lavoro, possano presto uscire da questa situazione di stallo?”

Personalmente, essendo un appassionato di notizie del genere, credo che chi dirige la nostra nazione, a  prescindere dal colore politico di appartenenza, stia facendo quasi nulla. Nessuno dei politici italiani ha proposto un piano serio per fare fronte a questa piaga sociale. Eppure, quando i nostri rappresentanti istituzionali prestano giuramento alla Costituzione davanti alla più alta carica dello Stato, si impegnano a risolvere i problemi e a fare in modo che si rispetti e si attui ciò che i padri fondatori dell’unità nazionale hanno scritto nel testo legislativo. “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, recita l’articolo 1 della Costituzione, ma ad oggi questo principio viene messo da parte. Si parla di riforma della giustizia, di federalismo  e di presidenzialismo, ma non di lavoro.  Tutte le parti politiche sono intente a risolvere problemi interni, a litigare su questioni futili e poco proficue. Il sistema pensionistico italiano va avanti perchè è basato su un sistema a catena.  I giovani contribuiscono a pagare le pensioni  e mettono da parte una parte affinché anche loro possano godere di questo diritto, ma se i primi non lavorano come può questo sistema andare avanti? Siamo in una fase di stallo, che corrisponde a quella parte della curva di Keynes che precede la risalita dopo la crisi economica ciclica. Ma, per fare in modo che la ripresa sia consistente e proficua  bisogna che ci sia una spinta verso il futuro, che metta al centro la forza lavoro, che rappresenta la base principale del ciclo economico. Penso che oggi, oltre a concerti di piazza e manifestazioni varie, si debba pensare a come cambiare il sistema Italia. Un sistema clientelare e poco propenso ad investire sui giovani, che poi si vedono costretti ad andare fuori dall’Italia. Non so se riusciremo ad avere un cambio di direzione, me lo auspico fortemente, perchè penso che continuando su questa strada, ci troveremo a festeggiare una ricorrenza priva di valore, senza giovani a cui raccontare i sacrifici di chi ci ha preceduto e arrabbiati con la propria terra.

Buon primo maggio a tutti.

Luca Marino

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