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Alla lega Nord si permette di tutto PDF Stampa E-mail
Scritto da administrator   
venerdý, 15 giugno 2007 20:23

Pubblichiamo con piacere la nota inviataci dall'amico Antonio Pagano, grande meridionalista napoletano che vive a Vicenza da moltissimi anni. Leggete con attenzione il testo che segue per capire la considerazione che hanno di noi meridionali gli "amici" leghisti.

Come è ormai noto il leghista Roberto Calderoli, senatore di questa repubblica, affermò, come riportato da tutta la stampa e televisione, che "Napoli è un fogna che va bonificata, infestata da topi da eliminare con qualsiasi strumento, e non solo fingere di farlo perché magari anche i topi votano … Qualsiasi trasferimento di risorse a questa città, che rappresenta un insulto al paese intero, sarebbe assurdo ed ingiustificato". Nessuno delle autorità cittadine e nessun napoletano protestò, cosicché fui costretto a querelarlo io non potendo permettere che un tale personaggio, noto per le sue fetide e puerili dichiarazioni e con precedenti analoghi sempre offensivi a danno dei Meridionali, potesse ancora cavarsela a causa dell'inerzia delle gente del Sud, soprattutto di quelli che ci rappresentano pubblicamente.

Il Procuratore della Repubblica di Vicenza accolse la mia protesta, riconoscendola legittima perché le dichiarazioni del politico leghista erano gravemente diffamatorie e, quindi, ravvisando nelle sue parole gli estremi del reato, iscrisse il Calderoli nel registro degli indagati.

La competente Procura della Repubblica di Roma, invece, ne ha richiesto l'archiviazione in quanto ha ritenuto che "per la sussistenza del delitto ipotizzato occorre che la persona, cui l'offesa è diretta, sia determinata ovvero individuabile; - che il reato di diffamazione non si configura se l'atteggiamento, che si ritiene denigratorio e lesivo, sia riferibile - come nel caso di specie - ad un generalità di soggetti non identificabili specificamente; - che la notizia di reato deve ritenersi infondata ".

Tale interpretazione è davvero sbalorditiva in quanto, secondo la Procura di Roma, nell'art. 595, comma 3, CP, la sussistenza obiettiva di un'espressione avente natura offensiva e che, dunque, lede l'onore e la dignità di più persone (nel caso di specie, anche se astrattamente, l'intera popolazione napoletana), verrebbe a mancare non essendo possibile individuare con precisione chi effettivamente riceva pregiudizio dalla stessa. Allora, se così fosse, per la Procura di Roma sarebbe lecito offendere qualsiasi collettività (per razza, religione o semplicemente anagrafica) e, dunque, violare ogni suo diritto che invece la Costituzione e la legge ordinaria espressamente tutela.

Naturalmente mi sono opposto a questa lapidaria e illegittima richiesta di archiviazione, chiedendo di sottoporre ad interrogatorio il leghista Calderoli affinché lo stesso potesse precisare l'effettivo significato che egli intendeva attribuire a tali frasi ovvero in quale veste, in quale contesto e per quali fini le aveva rese, essendo egli per di più un parlamentare. Anche perché, contrariamente a quanto afferma la Procura di Roma, l'offesa consente una precisa individuazione delle parti offese tanto più quando a proporre querela è proprio una delle stesse in nome proprio e dell'Associazione Due Sicilie che egli rappresenta.

Invio questa comunicazione per far conoscere come siamo trattati noi Meridionali anche dalle cariche istituzionali che, invece, sono preposte a tutelarci Questo avviene perché nessuno, dico NESSUNO, ha inviato un minimo rigo di protesta, o almeno di solidarietà al mio operato, quando il Calderoli ha offeso non solo Napoli, ma tutto il Sud.

Chi volesse darmi almeno un necessario segno di solidarietà, per non farmi sentire di combattere da solo una battaglia della quale, fino ad oggi, sembra non interessare alcun napoletano o Meridionale, lo invii all'e-mail: oppure all'Ass. Due Sicilie, casella postale 305, 36100 Vicenza.

Grazie, Antonio Pagano

Nota della Redazione:

Ultimamente Antonio Pagano
ha pubblicato un interessante testo
riguardante tra l'altro la storia diplomatica
del Regno delle Due Sicilie
DUE SICILIE, 1830 / 1880
Capone Editore, 2002
pagg.288, euro 13,00

(piú 2,00 euro di spese postali)
potete richiederlo all’Ass.Cult. Due Sicilie -
Cas. Post. 305 - 36100 Vicenza
tel / fax 0444 266308

"Colpisce, in questo saggio, la minuziosa raccolta di eventi, anche minuti, elencati in maniera cronologica, partendo dal 1830 per finire nel 1880. E l'elencazione, con scarni aggettivi, resta un illuminante punto di partenza per comprendere come è avvenuta l'unità d'Italia. Non per sterile revisionismo ideologico, o per contestare oggi l'unità della nostra Nazione. Ma solo per ristabilire un po' di equità e contestare fino in fondo certi interessati luoghi comuni sui "meridionali brutti, sporchi e cattivi". Ed è questo, di certo, il maggior pregio del libro di Antonio Pagano."


Gigi Di Fiore - inviato de "Il Mattino" di Napoli
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