Skip to content

Sibari

Narrow screen resolution Wide screen resolution Increase font size Decrease font size Default font size    Default color brown color green color red color blue color
Advertisement
Vi Trovate: Home
Skip to content
Un Monumento dimenticato, Una promessa non mantenuta PDF Stampa E-mail
Scritto da administrator   
sabato, 09 giugno 2007 12:50
Inaugurazione Stele
Settembre 1962: Inaugurazione Stele degli Stombi
Recentemente Sibari ha ospitato per alcuni giorni Mons. Don Francesco Spingola, per molti anni assistente nel Seminario di Cassano e Maestro del Coro della Cattedrale. Ci ha lasciato alcune fotografie degli anni 50 e 60, ma una in particolare interessa noi sibariti. La foto in questione riguarda il giorno dell’inaugurazione della Stele commemorativa che si trovava presso il bivio degli Stombi e che è stata distrutta senza riguardo alcuno durante la costruzione del mega-incrocio-mostro.
Nella foto oltre a Don Francesco, sono riconoscibili, l’allora parroco di San Giuseppe, Padre Manuli; il Vescovo di Cassano Mons. Barbieri; Mons. Maccari Arcivescovo Assistente Nazionale di Azione Cattolica; il compianto avv. Bellusci e, alle spalle,  tre splendide bambine vestire con i colori della nostra bandiera a rappresentare la terra, l’acqua e il fuoco. Se qualcuno le riconosce ce lo faccia sapere saremo lieti di dare un nome alle bambine che oggi sono sicuramente delle signore 50enni.Circa 10 anni fa in un giornale bimestrale da noi fondato “Sibari Oggi”, avevamo sollevato il problema del recupero della Stele che era in stato di completo abbandono. Oggi che non c’è più, pensiamo che i Sibariti meritino che venga ricostruita, magari in un luogo diverso, era l’unico monumento che ricordava il ripopolamento della Piana di Sibari, dopo le Opere di Bonifica da parte del Consorzio della Valle del Crati. In Cima alla Stele Mons. Barbieri aveva voluto che venisse impressa la famosa frase del Lenormat:  Non credo che esista al mondo nulla di più bello dei luoghi dove fu Sibari. C’è tutto il verde delle campagne di Napoli, La grandiosità dei più maestosi paesaggi alpestri, il sole ed il mare della Grecia”.Nel Settembre del 1962 l’auspicio era che Sibari potesse diventare un centro di grande interesse commerciale, culturale e agricolo. Si era iniziato a scavare per riportare alla luce i resti della mitica Sybaris, i primi agricoltori insediatisi nelle campagne iniziavano produzioni di qualità, sulla costa faceva già bella mostra di sé il più moderno e importante albergo di tutta la costa: l’hotel “Bagamojo”,tutto faceva presagire un futuro roseo, invece a più di quarant’anni di distanza, con circa 5000 abitanti residenti, Sibari rimane ancora un incognita dal futuro incerto.
< Precedente   Prossimo >